Il repertorio australiano del Bush: nove modi di entrare in rapporto con la vita (Antonella Napoli)
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ottobre 2026
Quando ci avviciniamo a un repertorio floreale ampio, all’inizio tendiamo a imparare le essenze una per una: la paura, la stanchezza, la difficoltà nelle relazioni, il rapporto con il passato, l’autostima, il cambiamento. Conoscere le singole descrizioni è naturalmente necessario; dopo un po’, però, può accadere di sapere molte cose sui fiori senza avere ancora una visione d’insieme che ci aiuti a capire perché un’essenza sia vicina a un’altra e, soprattutto, che cosa le distingua.
È da questa difficoltà che nasce la mia proposta di organizzare le 71 essenze del repertorio australiano secondo un criterio diverso dall’ordine alfabetico o dalle singole emozioni. La domanda che mi sono posta è stata: quale possibilità della persona appare ostacolata, e quale movimento viene indicato come suo possibile sviluppo?
Questo sposta leggermente il punto di osservazione. Se una persona ha paura, sapere che ci troviamo davanti a una difficoltà legata alla paura dice ancora relativamente poco. Può trattarsi di un’apprensione continua, del timore di affrontare le situazioni quotidiane, del terrore di essere annientati, della paura di perdere il controllo delle proprie emozioni oppure della vulnerabilità che rimane dopo un’esperienza sconvolgente. L’emozione può essere simile, mentre ciò che sta accadendo alla persona è molto diverso.
Lo stesso vale per frasi che ascoltiamo continuamente, come «non ce la faccio», «non riesco ad andare avanti», «sono bloccata nel passato», «non mi sento a mio agio con gli altri». Dietro parole quasi identiche possono esserci processi differenti. «Non ce la faccio» può significare che non ho più energie, che la situazione mi sembra insostenibile oppure che ho tante informazioni da non riuscire più a pensare con chiarezza. Nel primo caso potrei avvicinarmi a MACROCARPA, nel secondo a WARATAH, nel terzo a PAW PAW. La frase è la stessa; la funzione che si è inceppata, invece, cambia.
La proposta è organizzare i fiori australiani secondo nove modi di entrare in rapporto con la vita: cercare sicurezza, trovare un ritmo sostenibile, abitare il proprio corpo, essere se stessi, incontrare gli altri, imparare dall’esperienza, dare forma ai propri progetti, attraversare i cambiamenti e riconoscere ciò che dà senso all’esistenza.
Ogni gruppo raccoglie fiori che riguardano uno di questi rapporti, mettendone in luce le difficoltà e le possibilità di trasformazione. I gruppi sono collegati fra loro: per esempio, sentirsi più sicuri può rendere possibile avvicinarsi agli altri, mentre riconoscere il proprio valore può aiutare a scegliere una direzione personale.
Questa è una mia proposta di organizzazione del repertorio, non una classificazione ufficiale di Ian White o dell’Australian Bush Flower Essences. Nasce dal confronto tra le descrizioni dei singoli fiori e dal tentativo di individuare, per ciascuno, il nucleo che meglio ne spiega sia la difficoltà sia la polarità positiva.
C’è un punto che considero essenziale: le nove aree non vanno immaginate come nove cassetti chiusi. Una persona non vive l’identità separatamente dal corpo, il corpo separatamente dalle relazioni o le relazioni indipendentemente dalla propria storia. Per questa ragione ogni essenza ha una collocazione principale, che indica la funzione nella quale il suo nucleo mi sembra più comprensibile, e può avere uno o più ponti verso altre aree.
Mi piace pensare a questa struttura come a una carta geografica. Ogni fiore ha un territorio nel quale si trova il suo indirizzo principale, ma alcuni si trovano vicino al confine e possiedono strade che conducono verso altri territori. Il ponte non rende incerta la collocazione: permette di conservare la complessità.
FLANNEL FLOWER, per esempio, appartiene soprattutto alla relazione, perché il suo tema riguarda il contatto, la vicinanza e la possibilità di esprimere affetto. Nello stesso tempo, la difficoltà a vivere il contatto può essere connessa alla sicurezza e al modo in cui si abita il corpo: sono questi, nella mappa, i suoi ponti con le funzioni 1 e 3. Collocarlo in un’area non richiede di cancellare le altre dimensioni.
In alcuni casi l’appartenenza principale appare molto chiara; in altri, il fiore costituisce un ponte fra funzioni differenti. Nel caso di GREEN ESSENCE ho preferito parlare di collocazione «con riserva», perché il suo rapporto con il corpo è documentabile ma non offre elementi sufficienti per costruire con altrettanta precisione un movimento psicologico.
Le 71 essenze trovano così una sola collocazione principale, mentre i ponti mantengono visibili le relazioni fra le diverse aree. Le nove funzioni non corrispondono a nove tipi di persona e non costituiscono tappe da attraversare in successione; sono nove punti di osservazione da cui guardare ciò che, in un determinato momento, sta accadendo.
1. Sicurezza e contenimento: «Posso incontrare ciò che accade senza esserne travolto?»
Nella prima area ho riunito Crowea, Dog Rose, Dog Rose Of The Wild Forces, Fringed Violet, Grey Spider Flower, Mulla Mulla e Waratah. Il filo che le collega è la possibilità di sentirsi sufficientemente al sicuro di fronte a ciò che accade, anche se il modo in cui questa sicurezza viene meno cambia molto da un’essenza all’altra.
- CROWEA descrive quello stato di apprensione persistente nel quale si avverte che qualcosa non va, anche quando non esiste necessariamente un pericolo preciso da indicare. Una tensione che dura nel tempo può consumare risorse e rendere più difficile dare ordine a ciò che si vive: per questo Crowea comunica anche con la vitalità e con la comprensione.
- DOG ROSE porta maggiormente in primo piano il timore di affrontare il mondo, l’esitazione a esporsi e la paura presente nelle situazioni quotidiane. Quando questa paura limita la possibilità di presentarsi per ciò che si è o di entrare in rapporto con gli altri, si avvicina ai temi dell’identità e della relazione.
- GREY SPIDER FLOWER ci conduce verso un’esperienza più estrema, nella quale compaiono terrore, incubi, allerta e vissuti di annientamento. Un’esperienza di questo genere può continuare a occupare il presente anche dopo che l’evento è terminato: da qui il suo ponte con il tempo e la trasformazione.
- DOG ROSE OF THE WILD FORCES presenta un altro problema. Ciò che spaventa è soprattutto la possibilità di essere travolti dall’intensità delle emozioni proprie o altrui e di perdere il controllo. La difficoltà si manifesta anche nel rapporto con l’altro, perché l’intensità emotiva può rendere difficile restare in relazione senza sentirsi sopraffatti.
- WARATAH sposta ulteriormente il quadro. Qui la persona si trova davanti a una crisi che vive come insostenibile e sente di non avere le risorse necessarie per rispondere. È questo che crea i suoi ponti con la vitalità e con il tempo: la crisi può lasciare la sensazione di avere consumato tutte le energie e richiede un attraversamento, un passaggio da sostenere.
- FRINGED VIOLET riguarda la vulnerabilità e il recupero di una protezione dopo un impatto. Quando viene meno la sensazione di essere protetti, può diventare difficile riconoscere i propri confini e distinguere ciò che si è da ciò che è stato ricevuto dall’esterno; per questo l’essenza si collega all’identità. Il suo secondo ponte riguarda il tempo: dopo un impatto, la vulnerabilità può continuare a influenzare il modo in cui si vive il presente.
- MULLA MULLA conserva un rapporto più specifico con il fuoco, il calore e le esperienze difficili legate a essi. Il tema riguarda anche il corpo, perché la paura è connessa a un’esperienza concreta di esposizione e di vulnerabilità fisica; si collega inoltre al tempo, quando ciò che è stato vissuto continua a condizionare il modo di affrontare una possibile nuova esposizione.
Già in questa prima area si vede come funziona la mappa: una collocazione principale permette di riconoscere il centro dell’essenza, mentre i ponti impediscono di trasformarlo in una definizione rigida.
2. Vitalità e ritmo: «Ho risorse e un ritmo sostenibile per partecipare alla vita?»
Alpine Mint Bush, Banksia Robur, Black-Eyed Susan, Macrocarpa e Old Man Banksia appartengono a un’area che riguarda il rapporto con l’energia, il modo in cui viene investita e consumata e la possibilità di recuperarla.
- MACROCARPA rappresenta forse il quadro più immediatamente riconoscibile: la persona ha speso molto, spesso oltre i propri limiti, e sente di non avere più riserve sufficienti. Quando l’esaurimento viene vissuto soprattutto attraverso il corpo, la fatica e la percezione dei propri limiti, la vitalità incontra anche l’area corporea.
- BANKSIA ROBUR porta una sfumatura diversa: diventa significativo lo scarto rispetto alla propria vitalità abituale. La persona era energica, attiva, interessata e vive con frustrazione il fatto di non riconoscersi più nello stato attuale. Questo cambiamento può coinvolgere anche la possibilità di ritrovare una direzione e di tornare a investire nella propria vita: da qui il ponte con la realizzazione.
- OLD MAN BANKSIA ha una tonalità più pesante e stabile. Alla scarsa vitalità può associarsi la tendenza a caricarsi delle necessità altrui. Questo crea un collegamento con l’autonomia, perché farsi carico degli altri può rendere più difficile riconoscere e rispettare i propri limiti, e con la relazione, perché il modo di prendersi cura incide sullo scambio fra sé e gli altri.
- ALPINE MINT BUSH il legame con la cura diventa ancora più evidente: l’esaurimento compare specificamente nel prendersi cura. Non siamo soltanto davanti a una persona stanca, ma a qualcuno che continua a investire risorse nella responsabilità verso gli altri fino a perdere energia, piacere e possibilità di recupero. La cura può coinvolgere sia la posizione personale di chi dà troppo, sia la relazione nella quale questo investimento avviene: sono questi i ponti con identità e reciprocità.
- BLACK-EYED SUSAN sembra quasi spezzare l’unità del gruppo, perché qui non vediamo qualcuno che si ferma per mancanza di energia, bensì qualcuno che accelera. Anche correre continuamente modifica il rapporto con le proprie risorse: il tempo si riempie, gli impegni si accumulano e diventa difficile ascoltare ciò che accade dentro di sé. Da qui i ponti con la sicurezza, quando l’accelerazione serve a non sostare in una sensazione scomoda, e con la presenza, perché si può essere molto attivi e poco presenti alla propria esperienza.
L’area della vitalità mostra così che il problema non riguarda soltanto «quanta energia ho». Contano anche il modo in cui la utilizzo, ciò che mi impedisce di recuperarla e il ritmo attraverso il quale partecipo alla vita.
3. Corpo e accettazione corporea: «Come vivo il mio corpo, i suoi limiti e le sue trasformazioni?»
Billy Goat Plum, Green Essence, She Oak, Spinifex e Wild Potato Bush mettono al centro il corpo, anche se lo fanno da prospettive diverse.
- BILLY GOAT PLUM riguarda il disgusto, la vergogna o l’avversione nei confronti del corpo e della sessualità. Il modo in cui si guarda il proprio corpo può riflettersi anche nel valore che ci si attribuisce e nella possibilità di incontrare l’altro con maggiore apertura: sono questi i suoi ponti con identità e relazione.
- WILD POTATO BUSH descrive un’esperienza differente: il corpo viene sentito soprattutto come peso, costrizione, impedimento alla propria libertà. Il limite corporeo può essere vissuto anche come un ostacolo alla propria energia e alla possibilità di partecipare alla vita; per questo il fiore si collega alla vitalità. Posso desiderare di liberarmi da un corpo che percepisco come limitante senza necessariamente provare disgusto per esso, così come posso rifiutare la mia immagine corporea senza vivere il corpo come una prigione.
- SPINIFEX porta in primo piano il vissuto della malattia, la consapevolezza corporea e, alcuni temi legati alla pelle. Il corpo può diventare un luogo di vulnerabilità e incidere sulla percezione di sé; da qui i ponti con sicurezza e identità.
- SHE OAK tocca i vissuti del femminile, della maternità e della generatività. La dimensione corporea si intreccia facilmente con l’identità e con le trasformazioni biografiche: il modo in cui una donna vive la propria capacità generativa può coinvolgere immagini di sé, ruoli, desideri e passaggi della vita.
- GREEN ESSENCE Si associa al corpo e alla purificazione. Manca un profilo psicologico altrettanto definito, per questo ho preferito non assegnarle ponti.
Il corpo appare così come un territorio attraversato da altri temi: valore personale, intimità, sicurezza, identità, energia e cambiamento. Il fatto che questi territori comunichino non li rende intercambiabili.
4. Identità e autonomia: «Posso riconoscere il mio valore e vivere secondo criteri miei?»
In quest’area troviamo Boab, Five Corners, Monga Waratah, Philotheca, Red Grevillea, Red Helmet Orchid, Southern Cross e Sturt Desert Rose. Ci muoviamo intorno alla possibilità di riconoscersi come soggetto della propria vita, attribuirsi valore, differenziarsi dalle aspettative esterne e disporre della propria capacità di scelta.
- FIVE CORNERS rappresenta il riferimento più generale al valore di sé. La persona fatica a riconoscere le proprie qualità e ad accettare ciò che è. Il valore attribuito a sé può riflettersi nel modo in cui si vive il proprio corpo e nella sicurezza con cui ci si presenta agli altri: da qui i ponti con corpo e relazione.
- STURT DESERT ROSE introduce il tema della colpa, del rimorso e della difficoltà a sentirsi legittimati a seguire i propri criteri. Il passato può pesare sul modo in cui una persona giudica le proprie scelte e si autorizza a compierle; per questo l’essenza si collega al tempo e alla trasformazione.
- PHILOTHECA mostra un’altra sfumatura: la persona può essere generosa e disponibile con gli altri e, nello stesso tempo, trovarsi in difficoltà quando deve accogliere apprezzamento, affetto o riconoscimento. Il rapporto con il valore personale appare soprattutto attraverso l’asimmetria fra dare e ricevere. Il suo ponte con la relazione rende visibile proprio questo aspetto dello scambio.
- BOAB rende particolarmente evidente quanto sia necessario mantenere i ponti. Il nucleo riguarda la ripetizione di schemi familiari e convinzioni ereditate che limitano il percorso personale. Il passato compare come qualcosa che continua a definire chi sono e come vivo; allo stesso tempo, queste convinzioni possono filtrare il modo in cui interpreto la realtà. Boab comunica perciò sia con il tempo sia con la comprensione. È importante distinguere Boab dalle essenze collocate nell’area della trasformazione. In Boronia il passato ritorna attraverso il pensiero; in Sturt Desert Pea attraverso un dolore trattenuto; in Sunshine Wattle diventa la lente con cui viene anticipato il futuro. In Boab ciò che insiste è soprattutto un modello ereditato che continua a organizzare l’identità e il modo di comprendere la propria esperienza.
- MONGA WARATAH riguarda il potere di agire da sé e la sensazione di non avere sufficiente forza autonoma senza l’appoggio degli altri. Questo crea un ponte con la relazione, perché l’autonomia si costruisce anche nel modo in cui si dipende, si riceve sostegno e ci si differenzia; crea inoltre un ponte con la direzione e la realizzazione. Una persona può sapere perfettamente dove desidera andare e tuttavia non sentirsi abbastanza libera o forte per farlo.
- RED GREVILLEA si trova in una zona vicina, ma mette maggiormente in primo piano la sensazione di essere intrappolati, la dipendenza e la vulnerabilità al giudizio altrui. La possibilità di svincolarsi si gioca sia nelle relazioni sia nell’attuazione dei propri progetti: i suoi ponti sono quindi con la reciprocità e con la realizzazione.
- RED HELMET ORCHID mantiene invece il rapporto con il padre, con le figure autoritarie e con il modo in cui viene vissuta la funzione paterna. Poiché questo asse si sviluppa all’interno di un legame significativo, il suo ponte è con la relazione.
- SOUTHERN CROSS porta il discorso verso il margine di azione personale: la convinzione di non avere alcun potere sulla propria condizione può ridurre drasticamente la percezione delle possibilità. Il potere personale incontra qui sia la possibilità di agire e realizzare, sia il rapporto con ciò che è accaduto e con il futuro (il tempo). Riconoscere un margine di scelta non equivale a rendere qualcuno responsabile di ciò che ha subito o delle ingiustizie che incontra.
L’autonomia, in questa prospettiva, non coincide con l’isolamento. Riguarda la possibilità di appartenere, ricevere, costruire relazioni e avere una storia senza perdere la percezione di una posizione personale.
5. Relazione e reciprocità: «Posso entrare in relazione riconoscendo me e l’altro?»
È l’area più ampia della mappa e comprende Bluebell, Bush Gardenia, Dagger Hakea, Flannel Flower, Gymea Lily, Kangaroo Paw, Mountain Devil, Rough Bluebell, Slender Rice Flower, Tall Mulla Mulla, Tall Yellow Top e Wisteria.
La relazione può incontrare difficoltà in punti molto diversi. C’è il problema del contatto e dell’intimità, quello dell’ascolto e dell’appartenenza; ci sono il potere, la rabbia, la manipolazione, la cooperazione e la possibilità di lasciare spazio all’altro.
- FLANNEL FLOWER riguarda il disagio nella vicinanza, la difesa dello spazio personale e la difficoltà a esprimere affetto. Il contatto coinvolge la sensazione di essere al sicuro e il modo in cui il corpo vive la prossimità: per questo il fiore si collega alla sicurezza e al corpo.
- WISTERIA restringe il campo verso l’intimità sessuale e la possibilità di affidarsi nella sensualità. Il vissuto corporeo entra direttamente nell’esperienza dell’intimità; inoltre, esperienze precedenti possono continuare a condizionare la possibilità di affidarsi nel presente. I ponti sono quindi con il corpo e con il tempo.
- BUSH GARDENIA porta l’attenzione sulla presenza reciproca: una relazione può continuare formalmente e, nello stesso tempo, perdere ascolto, interesse e attenzione verso la persona amata. La perdita di attenzione può incidere anche sulla possibilità di orientare e nutrire il rapporto: da qui il ponte con la direzione e realizzazione.
- KANGAROO PAW riguarda soprattutto la sensibilità interpersonale e la possibilità di cogliere l’effetto del proprio comportamento sull’altro. Il modo di stare in relazione può incidere anche sull’immagine che abbiamo di noi e sulla capacità di riconoscere il nostro posto nello scambio: per questo il fiore si collega all’identità e autonomia.
- ROUGH BLUEBELL presenta un quadro differente, perché ha una modalità più manipolatoria e strumentale, nella quale l’altro viene utilizzato per i propri fini. Il ponte con l’identità riguarda la posizione personale da cui si costruisce lo scambio: il riconoscimento di sé non dovrebbe richiedere la cancellazione dell’altro.
- GYMEA LILY porta il tema del potere e della difficoltà a lasciare spazio. Il modo in cui si occupa una posizione nella relazione si collega anche alla possibilità di assumere una guida e di realizzare un compito; per questo il fiore comunica con identità e autonomia e con direzione e realizzazione.
- MOUNTAIN DEVIL introduce gelosia, sospetto, rancore e ostilità. La dimensione relazionale si intreccia con l’identità quando il legame viene vissuto attraverso confronto, minaccia o rivalità.
- DAGGER HAKEA rende il rancore più specificamente legato a persone significative e alla difficoltà di esprimere ciò che si prova. Un evento relazionale accaduto in precedenza può rimanere vivo nel presente attraverso il risentimento: il suo ponte con il tempo indica proprio la persistenza di ciò che è accaduto nel legame.
- BLUEBELL apre un altro versante dello scambio: il trattenere, spesso collegato al timore della scarsità. La possibilità di condividere ciò che si trattiene può incontrare sia il modo in cui una persona si riconosce come capace di dare, sia la concreta possibilità di trasformare risorse e desideri in qualcosa di realizzato. Da qui i ponti con identità e realizzazione.
Tall Mulla Mulla, Tall Yellow Top e Slender Rice Flower permettono di osservare tre diverse forme di difficoltà nel rapporto con il gruppo.
- TALL MULLA MULLA tende al ritiro e alla compiacenza per evitare il confronto. Evitare il conflitto può essere una strategia per sentirsi più al sicuro e può comportare una rinuncia alla propria posizione: per questo si collega a sicurezza e identità.
- TALL YELLOW TOP porta soprattutto l’alienazione, la solitudine e l’assenza di un senso di appartenenza. Sentirsi esclusi può mettere in discussione sia il senso della propria identità sia la possibilità di sentirsi parte di una realtà più ampia; i suoi ponti sono con identità e presenza.
- SLENDER RICE FLOWER riguarda la superiorità, l’esclusione e la difficoltà a cooperare con chi viene percepito come diverso. Qui il ponte con la comprensione è evidente, perché il modo in cui interpretiamo la differenza influenza il modo in cui incontriamo gli altri. Il collegamento con la presenza e il senso riguarda invece l’appartenenza a una realtà più ampia, nella quale la cooperazione non richiede che tutti siano uguali.
6. Comprensione e integrazione: «Posso lasciarmi informare dall’esperienza e trasformarla in comprensione?»
Bauhinia, Bush Fuchsia, Freshwater Mangrove, Hibbertia, Isopogon, Paw Paw e Yellow Cowslip Orchid appartengono a un’area che riguarda il modo in cui accogliamo informazioni, idee ed esperienze e riusciamo a trasformarle in qualcosa che ci modifica.
- BAUHINIA descrive la resistenza verso il nuovo: nuove idee, abitudini, persone o situazioni possono essere respinte perché mettono in discussione un quadro di riferimento già consolidato. Il nuovo può richiedere di lasciare una posizione precedente, creando un ponte con il tempo; quando riguarda soprattutto l’incontro con persone o modi di vivere diversi, si collega anche alla relazione.
- FRESHWATER MANGROVE porta il problema ancora più a monte: l’esperienza può essere filtrata da aspettative e pregiudizi acquisiti prima dell’incontro reale, tanto che crediamo già di sapere come sarà qualcosa senza averlo sperimentato. Le convinzioni ricevute possono partecipare alla costruzione dell’identità e influenzare il modo di avvicinarsi agli altri: per questo i ponti sono con identità e relazione.
- PAW PAW descrive un’altra difficoltà: non la chiusura al nuovo, bensì un eccesso di materiale da assimilare. Troppe informazioni possono rendere difficile fare sintesi e arrivare a una decisione. In questo passaggio, comprendere e scegliere una direzione si toccano: da qui il ponte con la realizzazione.
- BUSH FUCHSIA mette in comunicazione comprensione ed espressione: integrare informazioni, collegare intuizione e apprendimento e riuscire poi a comunicare ciò che si è compreso. Una conoscenza che non riesce a trovare una forma comunicabile può rimanere frammentata o inutilizzabile; per questo il fiore si collega sia alla relazione sia alla direzione e realizzazione.
- HIBBERTIA porta il tema del sapere accumulato. Si possono possedere molte conoscenze, ricercare continuamente perfezionamento e miglioramento e lasciare comunque una distanza fra ciò che si sa e ciò che è diventato esperienza. Il sapere può diventare parte dell’immagine che una persona ha di sé e del senso che attribuisce a ciò che conosce: da qui i ponti con identità e presenza.
- ISOPOGON sposta l’attenzione sulla capacità di imparare direttamente da ciò che ci accade: ripetere gli stessi errori significa che l’esperienza non è riuscita a produrre una modificazione. Ciò che si è imparato, o non si è riusciti a imparare, può influenzare il modo di riconoscersi e il rapporto con la propria storia; per questo Isopogon si collega a identità e tempo.
- YELLOW COWSLIP ORCHID riguarda infine una modalità molto analitica, critica e minuziosa di valutare, nella quale può diventare difficile ricomporre gli elementi dentro una visione complessiva che includa anche il sentimento. Quando questa modalità di giudizio riguarda l’altro, può incidere sulla relazione.
Si comprende allora perché l’area non possa essere ridotta genericamente al «pensiero». Pensare molto, sapere molto, assimilare, imparare dall’esperienza, giudicare e mantenere un pregiudizio sono processi differenti, anche quando dall’esterno possono essere descritti con la stessa frase: «è troppo nella testa».
7. Direzione e realizzazione: «Posso scegliere una direzione, attuarla e darle continuità?»
Calophyllum, Christmas Bell, Illawarra Flame Tree, Jacaranda, Kapok Bush, Peach-Flowered Tea-Tree, Silver Princess, Turkey Bush e Wedding Bush riguardano il passaggio dalla possibilità all’azione: trovare una direzione, iniziare, scegliere, mantenere l’impegno, creare e assumere responsabilità.
- SILVER PRINCESS mette in primo piano la mancanza di orientamento. Può comparire dopo aver raggiunto obiettivi importanti e non sapere più dove investire la propria vita, oppure davanti a una scelta nella quale nessuna direzione sembra avere un significato sufficiente. Il senso di un progetto si intreccia con il rapporto con ciò che è finito e con ciò che si desidera per il futuro; inoltre, la direzione scelta può essere legata a ciò che dà significato alla propria vita. I ponti sono con il tempo e con la presenza.
- JACARANDA riguarda maggiormente la dispersione: molti inizi, cambiamenti e difficoltà a mantenere una linea di azione. La dispersione può dipendere dal modo in cui si organizzano le idee e si passa dall’una all’altra; può inoltre incidere sul ritmo con cui si investono le proprie energie. Da qui i ponti con comprensione e vitalità.
- KAPOK BUSH parte invece da una direzione che può anche essere chiara, ma l’ostacolo produce facilmente rinuncia. Per proseguire può essere necessario recuperare energia e fiducia nella propria capacità di agire: i suoi ponti sono con vitalità e identità.
- WEDDING BUSH si colloca ancora oltre: una scelta è stata fatta e il problema riguarda la continuità della dedizione e dell’impegno. La scelta può svolgersi in una relazione o in un progetto; mantenerla nel tempo coinvolge anche la posizione personale da cui ci si assume una responsabilità. Da qui i ponti con relazione e identità.
Questi passaggi diventano particolarmente chiari se mettiamo in relazione Monga Waratah, Silver Princess e Wedding Bush. Tutti e tre possono arrivare a una frase come «non vado avanti», ma raccontano momenti diversi. Con Monga Waratah posso sapere dove voglio andare e non sentirmi abbastanza autonoma per farlo. Con Silver Princess posso essere autonoma e non trovare una direzione. Con Wedding Bush posso avere già scelto e faticare a sostenere nel tempo la scelta fatta.
- PEACH-FLOWERED TEA-TREE introduce la variabilità dell’interesse e dell’umore, che può interrompere ciò che è stato avviato. C’è anche la preoccupazione per il deterioramento fisico: il fiore si collega quindi alla sicurezza e al corpo, oltre che al problema della continuità del progetto.
- TURKEY BUSH porta la realizzazione nel campo creativo: l’ispirazione e l’espressione personale possono essere bloccate dal giudizio o dalla sfiducia. La fiducia in ciò che produco può essere influenzata dal valore che attribuisco a me stessa; inoltre, il processo creativo richiede di dare una forma a ciò che si conosce o si intuisce. I ponti sono con identità e comprensione.
- CHRISTMAS BELL riguarda il senso di mancanza, la possibilità di dare forma concreta ai propri desideri e il rapporto con le risorse materiali. Il collegamento con la relazione richiama il piacere del dare e del ricevere, associato nel repertorio ai legami affettivi.
- CALOPHYLLUM porta il tema della guida, del prendere posizione e dell’assumersi una responsabilità. Guidare implica stare in relazione con gli altri e riconoscere il significato del proprio compito: per questo il fiore si collega alla relazione e alla presenza e senso.
- ILLAWARRA FLAME TREE collega realizzazione, identità e relazione attraverso il timore del rifiuto e di non essere all’altezza delle responsabilità connesse alle proprie capacità. A volte ciò che impedisce il primo passo non è la mancanza di un progetto, ma ciò che potrebbe accadere se quel progetto ci esponesse davvero.
8. Tempo e trasformazione: «Posso lasciare che l’esperienza diventi passato e aprirmi a ciò che viene?»
Autumn Leaves, Boronia, Bottlebrush, Lichen, Mint Bush, Pink Mulla Mulla, Red Suva Frangipani, Sturt Desert Pea e Sunshine Wattle si collocano attorno al rapporto con ciò che è accaduto, con ciò che sta finendo e con ciò che ancora non possiede una forma definita.
- RED SUVA FRANGIPANI riguarda lo sconvolgimento e il dolore legati alla rottura o alla minaccia di perdita di un legame significativo. Il ponte con la relazione è evidente, ma qui il centro si sposta su ciò che accade quando il legame viene messo in discussione o finisce. La perdita può anche destabilizzare la sensazione di sicurezza.
- STURT DESERT PEA porta maggiormente una tristezza profonda, spesso custodita e difficile da esprimere. Il dolore trattenuto può restare legato a una relazione significativa e al modo in cui essa è stata vissuta: per questo il fiore si collega alla reciprocità.
- BORONIA mostra invece il passato attraverso la ripetizione mentale: conversazioni, eventi e persone continuano a occupare il pensiero e rendono più difficile lasciare spazio a un’esperienza nuova. Il pensiero ripetitivo coinvolge sia la comprensione di ciò che è accaduto sia la sicurezza con cui si riesce a stare nel presente.
- SUNSHINE WATTLE fa un passo diverso. Il passato diventa una previsione: la sofferenza già vissuta porta ad aspettarsi che si ripeta. Questa attesa può indurre a rinunciare a iniziative e progetti, creando un ponte con la direzione e realizzazione; può anche far leggere ciò che accade oggi attraverso ciò che si teme per domani, rendendo più difficile essere presenti all’esperienza così com’è.
- PINK MULLA MULLA porta il tema di una ferita antica attorno alla quale si è costruita una protezione. La distanza dagli altri può essere evidente, e infatti il fiore comunica con la relazione; la vulnerabilità che richiede protezione lo collega anche alla sicurezza. Il suo centro rimane però la ferita che continua a organizzare il presente.
- BOTTLEBRUSH riguarda soprattutto i passaggi biografici, il lasciare vecchi ruoli e forme di vita conservando una continuità personale. Cambiare ruolo significa riorganizzare, almeno in parte, anche il modo in cui ci rappresentiamo e viviamo il corpo: da qui i ponti con identità e corpo.
- MINT BUSH descrive il disorientamento che può accompagnare una trasformazione profonda, quando il vecchio assetto si sta dissolvendo e quello nuovo non è ancora sufficientemente definito. Nelle fasi di passaggio possiamo perdere temporaneamente coordinate che fino a poco prima davamo per scontate; il fiore si collega quindi alla sicurezza e alla presenza.
- AUTUMN LEAVES e LICHEN si collocano in una dimensione maggiormente spirituale e riguardano i grandi passaggi, con un particolare riferimento alla fine della vita. Autumn Leaves insiste maggiormente sul lasciare andare; Lichen sull’orientarsi nel passaggio. Entrambi si collegano alla presenza e senso, perché il tema del passaggio coinvolge anche il rapporto con ciò che si considera significativo.
Questi esempi mostrano quanto sarebbe riduttivo parlare semplicemente di «fiori per chi rimane nel passato». Boronia ripete, Sturt Desert Pea trattiene il dolore, Sunshine Wattle anticipa il futuro attraverso ciò che è stato, Pink Mulla Mulla protegge una ferita, Boab ripete un copione familiare. Lo stesso riferimento temporale conduce a processi molto diversi.
9. Presenza e senso: «Sono presente alla vita e in rapporto con ciò che per me le dà significato?»
L’ultima area raccoglie Angelsword, Bush Iris, Green Spider Orchid, Little Flannel Flower, Pink Flannel Flower, Red Lily, Sedum, Sundew e Sydney Rose. È probabilmente il gruppo meno omogeneo, perché mette in relazione tre dimensioni che considero vicine senza ritenerle equivalenti: la presenza concreta, la partecipazione affettiva alla vita e il rapporto con il senso e con la spiritualità.
- ANGELSWORD riguarda la confusione e l’interferenza nel rapporto con la propria verità spirituale, e la possibilità di ritrovare discernimento. Quando le persone o le esperienze esterne rendono difficile capire che cosa appartiene davvero alla propria voce interiore, si toccano i temi della sicurezza e dell’identità.
- BUSH IRIS riguarda l’apertura verso un orizzonte che non sia esclusivamente materiale. Il suo ponte con il tempo e la trasformazione richiama i passaggi nei quali una visione della vita può cambiare e ampliarsi.
- GREEN SPIDER ORCHID riguarda la ricettività, l’ascolto e la maturazione delle informazioni prima di comunicarle. Ricevere, comprendere e decidere quando esprimere ciò che si è ricevuto coinvolge sia l’area della comprensione sia quella della relazione.
- SYDNEY ROSE porta il senso di connessione con una realtà più ampia. Il tema dell’appartenenza, qui, supera i gruppi e i legami interpersonali e si estende a una percezione spirituale dell’interdipendenza: il ponte indicato è con la relazione.
- SEDUM associa il radicamento del Sé superiore, l’appartenenza spirituale e la partecipazione a un bene comune. Il suo richiamo alla presenza incarnata si collega al corpo; l’appartenenza coinvolge la relazione; la possibilità di contribuire mette in rapporto il senso con la realizzazione.
- SUNDEW riguarda l’essere poco presenti al qui e ora, con dispersione, rinvio e scarsa attenzione ai dettagli concreti. La presenza richiede sia di integrare ciò che si sta vivendo sia di riuscire a orientare le proprie azioni: per questo i suoi ponti sono con comprensione e realizzazione.
- RED LILY porta anch’esso verso la concretezza, ma all’interno di un rapporto più esplicito fra vita materiale e dimensione spirituale. Il corpo diventa il luogo attraverso il quale tornare a una presenza incarnata; inoltre, il radicamento nella vita concreta può rendere più possibile l’azione. I ponti sono con il corpo e con la direzione e realizzazione.
- LITTLE FLANNEL FLOWER introduce un aspetto diverso e quotidiano: il gioco, la spontaneità, la possibilità di non trasformare l’intera esistenza in dovere e serietà. La leggerezza può sostenere la vitalità e rendere più aperto il modo di incontrare gli altri; da qui i ponti con energia e relazione.
- PINK FLANNEL FLOWER porta invece la possibilità di apprezzare ciò che è presente, di non attraversare la vita come se ciò che abbiamo fosse inevitabile o scontato. Il riconoscimento di ciò che c’è può incidere sulla vitalità e sul modo di percepire il passare del tempo e ciò che la vita offre nel presente: per questo il fiore si collega a vitalità e trasformazione.
Red Lily, Bush Iris, Angelsword, Green Spider Orchid, Sydney Rose e Sedum utilizzano più direttamente il linguaggio spirituale proprio del repertorio. Spiritualità e presenza concreta sono collegate nella proposta, ma una convinzione religiosa, spirituale, agnostica o non religiosa non rappresenta di per sé un grado maggiore o minore di evoluzione.
Anche qui i ponti aiutano a non sovrapporre esperienze differenti. Green Spider Orchid comunica con comprensione e relazione perché ricevere, maturare e scegliere quando esprimere un’informazione riguarda entrambe. Sydney Rose incontra il tema dell’appartenenza nella relazione e lo amplia, nel suo linguaggio spirituale, verso l’interdipendenza. Sedum costruisce collegamenti con corpo, relazione e realizzazione, perché il senso di appartenenza viene associato anche a una presenza radicata e alla possibilità di contribuire.
Una rete più che una classificazione
A questo punto le nove aree cominciano a somigliare meno a una classificazione e più a ciò che avevo in mente quando ho iniziato questo lavoro: una rete.
FIVE CORNERS, BILLY GOAT PLUM, FLANNEL FLOWER E WISTERIA mostrano quanto valore di sé, corpo, contatto e intimità possano trovarsi vicini. Posso non riconoscere il mio valore, rifiutare il mio corpo, vivere il contatto come invasivo oppure chiudermi nell’intimità sessuale. Nella vita queste dimensioni possono intrecciarsi; nel repertorio è utile riuscire a distinguerle.
Qualcosa di simile accade con ALPINE MINT BUSH, OLD MAN BANKSIA, PHILOTHECA E FRINGED VIOLET. Da lontano potremmo considerarli tutti «fiori per chi dà troppo», perdendo però ciò che ciascuno porta in primo piano: l’esaurimento nella cura, il peso del farsi carico, la difficoltà a ricevere, la necessità di recuperare una protezione e di riconoscere i propri confini.
BOAB, TALL YELLOW TOP, SLENDER RICE FLOWER E SYDNEY ROSE attraversano il tema dell’appartenenza da prospettive diverse. Boab ci chiede se possiamo appartenere alla nostra storia senza doverla ripetere; Tall Yellow Top se possiamo differenziarci senza sentirci esclusi; Slender Rice Flower porta il problema nel rapporto con chi è diverso; Sydney Rose estende l’appartenenza, nel linguaggio spirituale, a una realtà più ampia.
Anche la perdita forma una rete: RED SUVA FRANGIPANI, STURT DESERT PEA, BORONIA, BOTTLEBRUSH E SUNSHINE WATTLE mostrano rispettivamente l’impatto della rottura, il dolore, la reiterazione mentale, il passaggio e l’attesa che il futuro ripeta ciò che è già accaduto. Non sono tappe obbligatorie e non costituiscono una sequenza di trattamento. Sono differenti possibilità attraverso le quali una perdita può continuare a essere presente nella vita.
È proprio qui che, a mio avviso, una classificazione diventa utile: non quando riduce il numero delle cose da ricordare, ma quando aumenta la capacità di distinguere.
Se una persona mi dice «non vado avanti», la domanda successiva deve essere perchè. Non vado avanti perché non ho energia? Perché non so dove andare? Perché non mi sento libera di farlo? Perché mi arrendo davanti all’ostacolo? Perché comincio molte cose e cambio continuamente direzione? Oppure perché, pur avendo scelto, non riesco a mantenere l’impegno?
Se mi dice «sto lontano dagli altri», posso chiedermi se evita il conflitto, se non sente appartenenza, se sta difendendo una ferita, se vive la vicinanza come invasiva o se fatica a riconoscere l’effetto che il proprio comportamento ha sull’altro.
Se dice «rimango nel passato», posso cercare di capire se ripete mentalmente ciò che è successo, conserva un dolore ancora difficile da esprimere, continua un copione familiare oppure si aspetta che il futuro riproduca la stessa sofferenza.
Le parole della persona rimangono il punto di partenza, mentre la mappa può aiutare a non fermarsi alla prima parola chiave che sembra corrispondere.
Nel corso di questo lavoro ho ritrovato molte volte un movimento che potremmo chiamare di riconnessione: fra testa e cuore, individuo e famiglia, persona e corpo, sé e altri, passato e futuro, dimensione spirituale e vita concreta.
In fondo, le nove funzioni possono essere ricondotte a nove domande semplici:
- Posso sentirmi abbastanza al sicuro da incontrare ciò che accade?
- Ho le risorse per partecipare alla vita senza consumarmi?
- Riesco ad abitare il mio corpo?
- Posso riconoscermi e disporre delle mie scelte?
- Riesco a incontrare l’altro senza perdere me stessa né cancellare lui?
- Posso imparare da ciò che vivo?
- Riesco a trovare una direzione e darle forma?
- Posso attraversare ciò che cambia lasciando che il passato diventi davvero passato?
- Sono presente alla mia vita e in rapporto con ciò che, per me, le dà significato?
Le essenze sono 71 e ciascuna conserva la propria individualità. La mappa non vuole sostituire lo studio dei singoli fiori e rimane una proposta aperta, quindi discutibile e modificabile. Alcune collocazioni mi sembrano molto chiare, altre si trovano inevitabilmente più vicine a un confine.
Ed è probabilmente proprio questo che rende il modello interessante. Se funzionasse soltanto mettendo ogni fiore dentro una casella senza lasciare margini, descriverebbe bene una classificazione e piuttosto male le persone.
Una mappa serve a orientarsi. Il territorio, fortunatamente, rimane sempre più complesso.
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Informazioni importanti sulla floriterapia
La floriterapia è un approccio complementare rivolto alla dimensione emozionale e al benessere della persona e non costituisce una terapia medica o psicologica, né sostituisce diagnosi, cure, psicoterapia o trattamenti prescritti da professionisti sanitari. Le essenze floreali non sono farmaci e le evidenze scientifiche disponibili non consentono attualmente di attribuire ai Fiori di Bach un’efficacia clinica specifica superiore al placebo. Nel mio lavoro la floriterapia viene proposta, quando appropriato, come strumento complementare all’interno di un percorso che tiene distinti l’intervento psicologico e l’utilizzo delle essenze floreali. Qualsiasi modifica o sospensione di farmaci o trattamenti prescritti deve essere valutata con il professionista sanitario che li ha indicati.
La floriterapia è un approccio complementare rivolto alla dimensione emozionale e al benessere della persona e non costituisce una terapia medica o psicologica, né sostituisce diagnosi, cure, psicoterapia o trattamenti prescritti da professionisti sanitari. Le essenze floreali non sono farmaci e le evidenze scientifiche disponibili non consentono attualmente di attribuire ai Fiori di Bach un’efficacia clinica specifica superiore al placebo. Nel mio lavoro la floriterapia viene proposta, quando appropriato, come strumento complementare all’interno di un percorso che tiene distinti l’intervento psicologico e l’utilizzo delle essenze floreali. Qualsiasi modifica o sospensione di farmaci o trattamenti prescritti deve essere valutata con il professionista sanitario che li ha indicati.
