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Antonella Napoli
dr.ssa

Fiori di Bach: cosa sono, come si usano e chi era Edward Bach

Floriterapia > Fiori di Bach

I Fiori di Bach costituiscono un sistema di 38 essenze floreali sviluppato dal medico inglese Edward Bach negli anni Trenta del Novecento. Bach partiva dall'idea che, nel percorso verso il benessere, fosse importante rivolgere l'attenzione alla persona e al modo particolare in cui vive paura, incertezza, scoraggiamento, solitudine, ipersensibilità e gli altri stati interiori che possono allontanarla dal proprio equilibrio.
La scelta dei rimedi nasce quindi dall'osservazione dello stato emotivo individuale e delle modalità con cui ciascuno reagisce alle esperienze della vita. I 38 Fiori di Bach costituiscono, nel loro insieme, un sistema articolato che Bach sviluppò progressivamente attraverso i Dodici Guaritori, i Sette Aiuti e i Diciannove Rimedi successivi, per arrivare infine alla suddivisione in sette grandi gruppi emozionali.

In questa pagina trovi una introduzione alla figura e al pensiero di Edward Bach, le indicazioni tradizionali per l'utilizzo delle essenze, la storia della classificazione dei rimedi e i collegamenti agli approfondimenti dedicati ai singoli Fiori di Bach.
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Scopri i 38 fiori di Bach e le singole essenze

Nelle schede dedicate alle singole essenze ho scelto di conservare in apertura le parole originali di Edward Bach. Per questo alcuni rimedi presentano descrizioni diverse o più articolate, soprattutto tra i Dodici Guaritori e i Sette Aiuti, mentre per molti dei Diciannove Rimedi successivi le indicazioni lasciate da Bach sono più sintetiche. Alle descrizioni originali segue una scheda di approfondimento che raccoglie studi e successive elaborazioni floriterapiche.

Edward Bach



Chi era Edward Bach

Edward Bach nasce a Moseley, nei pressi di Birmingham, il 24 settembre 1886. Fin da giovane manifesta il desiderio di diventare medico e sviluppa progressivamente una concezione della cura nella quale la persona, il suo modo di vivere e il suo stato interiore assumono un’importanza sempre maggiore. Si qualifica come medico nel 1912 e lavora inizialmente in ambito ospedaliero, dedicandosi in seguito alla batteriologia e alla ricerca.

Nel 1917 un grave problema di salute segna profondamente la sua vita. In seguito a un’emorragia viene operato per un tumore e, secondo le ricostruzioni biografiche, gli viene prospettata una sopravvivenza di pochi mesi. Bach torna tuttavia al proprio lavoro e supera quella prognosi. Negli anni successivi attribuirà grande importanza al ruolo che uno scopo capace di coinvolgere profondamente la persona può assumere nella sua esperienza della salute e della vita.

La sua ricerca prosegue attraverso lo studio dei batteri intestinali e successivamente attraverso l’omeopatia. Bach individua alcune analogie tra il proprio lavoro e il pensiero di Hahnemann e trasforma i preparati sui quali stava lavorando nei sette nosodi che diventeranno conosciuti come «nosodi di Bach». Pur ottenendo riconoscimento professionale, continua a cercare un sistema che risponda maggiormente alla sua concezione della persona e della cura.

È in questa fase che il suo interesse si sposta progressivamente verso il mondo vegetale. Bach desidera sostituire i preparati derivati da materiale patologico con rimedi che considera più semplici e più vicini alla natura. Il fiore assume un ruolo centrale nella sua ricerca e, nel 1930, lascia la propria attività professionale a Londra per dedicarsi interamente allo sviluppo del nuovo sistema. Negli anni successivi individuerà progressivamente le essenze che formeranno il sistema dei 38 Fiori di Bach.

Nella concezione di Bach, la scelta del rimedio è collegata soprattutto allo stato emotivo e al modo particolare con cui la persona vive ciò che le accade. La malattia viene inserita da Bach in una visione più ampia dell’essere umano, nella quale assumono rilievo l’armonia interiore, il rapporto tra personalità e dimensione spirituale e la possibilità di attraversare le difficoltà della vita come parte di un percorso di crescita.

Nella tradizione floriterapica sviluppatasi a partire dal lavoro di Bach, le essenze vengono descritte anche attraverso un linguaggio energetico o vibrazionale. Si tratta di una cornice teorica propria della floriterapia, attraverso la quale viene rappresentata la relazione tra la qualità della pianta e determinati stati interiori della persona; non esiste ad oggi un meccanismo biofisico dimostrato scientificamente.



Come usare ed assumere i Fiori di Bach:

I Fiori di Bach vengono generalmente acquistati nelle cosiddette stock bottle, le boccette concentrate dalle quali si prepara la miscela personale. La scelta delle essenze viene effettuata considerando gli stati emotivi presenti e il modo particolare con cui la persona sta vivendo una determinata situazione.

Per preparare una miscela si utilizzano abitualmente due gocce di ciascuna essenza scelta in una boccetta con contagocce da 30 ml, che viene poi riempita con acqua minerale naturale non gassata. Quando la preparazione deve essere conservata per un certo periodo e non può essere mantenuta al fresco, può essere aggiunto un piccolo quantitativo di brandy con funzione conservante; in alternativa possono essere utilizzati aceto di mele o glicerina.

La modalità tradizionalmente indicata consiste nell’assumere quattro gocce della miscela almeno quattro volte al giorno. Le essenze possono essere utilizzate anche direttamente dalla stock bottle: in questo caso vengono normalmente impiegate due gocce del singolo rimedio; per la formula d’emergenza vengono invece utilizzate quattro gocce.

Generalmente si cerca di costruire una miscela essenziale e coerente con ciò che la persona sta vivendo. Il Bach Centre suggerisce come orientamento pratico di lavorare normalmente con un massimo di sei o sette essenze contemporaneamente, privilegiando gli stati emotivi più significativi nel presente.

Le preparazioni commerciali contengono generalmente alcol come conservante. La quantità presente in una dose diluita è molto piccola, tuttavia chi deve evitare l’alcol per ragioni mediche, farmacologiche, personali o legate all’età dovrebbe scegliere preparazioni adatte o chiedere indicazioni al medico o al farmacista.






I 38 Fiori di Bach: tre modi di leggere il sistema

Nel corso della sua ricerca Edward Bach organizzò i 38 rimedi secondo schemi diversi, che corrispondono a differenti modi di osservare la persona e il percorso floreale. Eduardo H. Grecco ha approfondito particolarmente questo aspetto, mettendo in evidenza come le diverse classificazioni non vadano considerate semplicemente come versioni successive destinate a sostituire le precedenti: ciascuna conserva una propria logica e permette di cogliere un livello diverso del sistema.

La suddivisione in 12 Guaritori, 7 Aiuti e 19 Altri Rimedi offre soprattutto una lettura clinica: i Guaritori sono collegati alle caratteristiche più profonde del temperamento e della personalità; i Sette Aiuti agli stati che nel tempo si sono consolidati e possono nascondere o modificare l’espressione della personalità originaria; i 19 rimedi successivi accompagnano maggiormente crisi, esperienze e situazioni che si incontrano lungo il percorso della vita. Questa lettura è sviluppata ampiamente anche negli studi di Grecco .

Nel 1935 compare inoltre lo schema delle Due Liste, una parte dell’opera di Bach rimasta molto meno conosciuta e approfondita. Qui i rimedi vengono disposti in due gruppi di diciannove e acquistano un significato dinamico ed evolutivo: secondo la lettura sviluppata da Eduardo H. Grecco, i primi diciannove sono collegati al processo di incarnazione, all’apprendimento e al radicamento nella vita, mentre i secondi diciannove rimandano al distacco, alla trasformazione e al ritorno verso una dimensione più spirituale. All’interno dello schema emergono inoltre polarità, complementarità e relazioni tra le essenze che permettono di leggere i singoli fiori come parti di un processo più ampio.

La successiva organizzazione nei sette gruppi emozionali risponde invece a un criterio più immediato e prescrittivo: i rimedi vengono raccolti secondo lo stato emotivo prevalente — paura, incertezza, solitudine, scoraggiamento e così via — facilitando l’individuazione delle essenze in rapporto a ciò che la persona sta vivendo in quel momento. Nella lettura di Grecco, questa maggiore semplicità va considerata anche nel contesto degli ultimi mesi della vita di Bach e del suo desiderio di lasciare un sistema facilmente accessibile e utilizzabile. Lo stesso Bach Centre sottolinea quanto Bach tenesse alla semplicità e all’accessibilità del sistema, anche se oggi privilegia proprio questa trasmissione più essenziale e non sviluppa le Due Liste come modello interpretativo.

Abbiamo quindi tre prospettive diverse e complementari: una prevalentemente clinica, una evolutiva e una più centrata sullo stato emotivo presente. Conoscere tutte e tre permette di comprendere meglio la ricchezza del sistema di Bach e di scegliere, di volta in volta, quale sguardo utilizzare.

12 Guaritori, 7 Aiuti e 19 Altri Rimedi: il modello clinico


I 12 GUARITORI
   Agrimony
   Centaury
   Cerato
   Chicory
   Clematis
   Gentian
   Impatiens
   Mimulus
   Rock Rose
   Scleranthus
   Vervain
   Water Violet
I 7 AIUTI
   Gorse
   Heather
   Oak
   Olive
   Rock water
   Vine
   Wild oat
I 19 ALTRI RIMEDI
   Aspen
   Beech
   Cherry Plum
   Chestnut Bud
   Crab apple
   Elm
   Holly
   Honeysuckle
   Hornbeam
   Larch
   Mustard
   Pine
   Red Chestnut
   Star of Bethlehem
   Sweet Chestnut
   Walnut
   White chestnut
   Wild rose
   Willow



Le Due Liste di Edward Bach: una lettura evolutiva


Tra i diversi schemi elaborati da Bach, quello delle Due Liste è probabilmente il meno conosciuto e uno dei più interessanti per comprendere la dimensione evolutiva del suo pensiero. Lo schema compare nel 1935, mentre Bach sta ancora completando la preparazione degli ultimi diciannove rimedi. Eduardo H. Grecco ha dedicato a questa struttura un lungo lavoro di ricerca, riprendendo anche studi e ricostruzioni di altri autori e mettendone in luce le connessioni simboliche, filosofiche e spirituali.

I 38 rimedi vengono organizzati in due liste di diciannove essenze. Nella lettura di Grecco, i primi diciannove descrivono soprattutto il movimento attraverso il quale l’Anima si incarna, prende forma e apprende attraverso l’esperienza; i secondi diciannove accompagnano il movimento complementare del distacco, della trasformazione dell’esperienza e del progressivo ritorno dalla materia allo spirito. Le due metà dello schema dialogano inoltre attraverso corrispondenze, polarità e complementarità tra i rimedi.

È una prospettiva molto diversa dalla semplice associazione tra un fiore e uno stato emotivo: permette di interrogarsi sul punto del percorso nel quale la persona si trova e sul significato che una determinata esperienza assume all’interno di un processo più ampio di trasformazione.





Approfondisci:




I sette gruppi emozionali

Negli ultimi mesi della sua ricerca Bach propone una terza organizzazione dei 38 rimedi, raccogliendoli in sette grandi gruppi emozionali. In questa prospettiva passa in primo piano lo stato vissuto dalla persona nel presente: paura, incertezza, scarso interesse per il presente, solitudine, ipersensibilità, scoraggiamento o disperazione, preoccupazione eccessiva per il benessere altrui.

È una modalità di lettura particolarmente semplice e immediata, perché permette di partire dall’esperienza emotiva per restringere progressivamente la scelta delle essenze. Nella prospettiva di Grecco rappresenta quindi un modello maggiormente prescrittivo e orientato al «sintomo» emotivo del momento, mentre le classificazioni precedenti consentono di interrogare altri livelli della persona e del suo percorso.


PAURA
Rock Rose
Mimulus
Cherry Plum
Aspen
Red Chestnut

INCERTEZZA
Cerato
Scleranthus
Gentian
Gorse
Hornbeam
Wild Oat

SCARSO INTERESSE PER IL PRESENTE
Clematis
Honeysuckle
Wild Rose
Olive
White Chestnut
Mustard
Chestnut Bud

SOLITUDINE
Water Violet
Impatiens
Heather
 
IPERSENSIBILITÀ ALLE INFLUENZE E ALLE IDEE
Agrimony
Centaury
Walnut
Holly

SCORAGGIAMENTO O DISPERAZIONE
Larch
Pine
Crab Apple
Sweet Chestnut
Elm
Star of Bethlehem
Oak
Willow

PREOCCUPAZIONI ECCESSIVA PER IL BENESSERE ALTRUI
Chicory
Vervain
Vine
Beech
Rock Water




Libri e approfondimenti sui Fiori di Bach

Per approfondire il pensiero di Edward Bach, la storia del sistema e le successive elaborazioni della floriterapia, ho raccolto alcuni dei testi che considero più utili, distinguendo quando necessario gli scritti originali di Bach dalle interpretazioni e dagli sviluppi successivi.

Informazioni importanti sulla floriterapia
La floriterapia è un approccio complementare rivolto alla dimensione emozionale e al benessere della persona e non costituisce una terapia medica o psicologica, né sostituisce diagnosi, cure, psicoterapia o trattamenti prescritti da professionisti sanitari. Le essenze floreali non sono farmaci e le evidenze scientifiche disponibili non consentono attualmente di attribuire ai Fiori di Bach un’efficacia clinica specifica superiore al placebo. Nel mio lavoro la floriterapia viene proposta, quando appropriato, come strumento complementare all’interno di un percorso che tiene distinti l’intervento psicologico e l’utilizzo delle essenze floreali. Qualsiasi modifica o sospensione di farmaci o trattamenti prescritti deve essere valutata con il professionista sanitario che li ha indicati.
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Dr.ssa Antonella Napoli, Psicologa e floriterapeuta, P.I. 00135428886 Iscrizione OPL 16607
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