Rock Water alcune riflessioni (Eduardo H. Grecco) - Fiori per l'anima

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Rock Water alcune riflessioni (Eduardo H. Grecco)

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Eccoci a Rock Water con le riflessioni che il dr. Grecco ha pubblicato sul suo profilo Facebook ed io ho raccolto e tradotto. Stimoli e spunti per approfondire, riflettere e scoprire aspetti di questa essenza.

Quello che è emerso l'ho diviso in varie parti, cercando di darne un titolo che ne riassumesse il contenuto. Cliccando sul titolo potete andare a leggere direttamente la parte di vostro interesse, oppure leggere tutto l'articolo scorrendolo di seguito. Buona lettura! Antonella Napoli

Riflessioni su Rock Water


Oggi voglio solo fermarmi per ricordare che l'amore è il sentiero che dobbiamo percorrere ogni giorno. Un passo ogni giorno. L' esperienza dell'arrivo, dell'inaspettato nella nostra vita, di ciò che è fluido, ma che allo stesso tempo è la roccia solida in cui affermiamo noi stessi e da dove sgorga l'acqua viva dell'evoluzione. La roccia è la divinità, l'acqua è la nostra anima. Così, come Psiche aspira solo ad Eros, l'anima trova rifugio solo nell'amore. Che questo serva da spunto per ROCK WATER.


Rock Water: la fonte o la sorgente d’acqua
 
È un'immagine nobile quella che evoca l'Alchimia come l'arte del vino e questo è una delle ragioni per cui Dioniso, è il Dio protettore di questa arte insieme all'uva. Un frutto che muore per nascere come un liquore, simbolo vivente dell'energia inconscia che si trasforma in coscienza.

Ma non lo è da meno l'icona dell'acqua e della pietra come ritratto della saggezza. Dio è la roccia su cui si fonda la creazione, l'ordine stabile delle cose, i comandamenti di come "dover essere".
 
Gesù, invece, rappresenta la pietra spirituale da dove sgorga l'acqua, anche nel deserto, ma non smette di essere, inoltre, la pietra esclusa, respinta e trasformata nella pietra miliare e angolare, del tempio dell'evoluzione. La riaffermazione dell'insegnamento, che tutto ciò che viene respinto ritorna, tutto ciò che viene scacciato ritorna, tutto ciò che muore risorge. Che ciò che viene soppresso dalla nostra vita diventa il motore di trasformazione, perché ci obbliga a svolgere un lavoro che senza tale separazione non avremmo condotto. Quello che escludiamo diventa una sfida di crescita.
 
L' Alchimista Johann Ambrosius Siebmacher ha pubblicato un libro, nel 1619, chiamato "Pietra-acqua dei saggi" e le sue pagine mi hanno fatto riflettere su una domanda che mi sono fatto molti anni prima di questa lettura: perché Bach chiama questa essenza ROCK WATER
  
Poco dopo la preparazione di HEATHER Bach si mette a fare la stessa cosa con ROCK WATER. C' è una sincronia di tempi, ma ci troviamo qui con un significativo cambiamento di superfici. Bach non sceglie una pianta, ma il prodotto di una sorgente: l’acqua. Qual è la qualità della fonte d'acqua che porta Bach a optare per un rimedio di origine così singolare rispetto a quello che stava costruendo?
  
All'inizio delle sue descrizioni egli indica che questo rimedio deve essere preparato con acqua di una fonte che ha la tradizione di essere guaritrice  che è ancora libero dall'azione umana, vale a dire allo stato naturale. E aggiunge qualcosa di interessante: richiede poca solarizzazione.
 
Nelle parole di Bach ROCK WATER proviene da una :"... antica fonte dimenticata, che in un'epoca passata era stata famosa per le sue proprietà curative ". "... si sa di tempo immemorabile che alcuni fonti o sorgenti hanno il potere di guarire alcune persone, essendo tante di queste molto rinomate per le loro proprietà. Qualunque di queste può essere utilizzato basta che abbia avuto poteri curativi e rimanga nel suo stato naturale, protetta dai santuari dell'uomo. Questo rimedio non richiede una lunga esposizione alla luce del sole, mezz'ora è sufficiente ".
  
Ora, le fonti sono simboli di ingresso nel mondo sotterraneo, vale a dire la nostra ombra e, allo stesso tempo, una manifestazione del principio femminile, il ventre della Dea Madre e Athanor dell'Alchimia. E forse anche della ciotola dove si produce l'alchimia della gestazione dell'essenza floreale. In tutta Europa e nel Regno Unito vi è un numero molto elevato di fonti considerati, da molti secoli, come detentori di qualità curative e magiche. Ma, e qui un importante punto simbolico per quello che vogliamo intessere, le fonti d'acqua sono un'immagine della Saggezza.


Rock Water. Perché Bach chiama questa essenza “Acqua di Roccia”?

Il nome che Bach ha scelto per l'unico rimedio del suo sistema che non è un fiore non smette di attirare la mia attenzione. Il suo inserimento non può essere interpretato in modo preciso, piuttosto considerando la scoperta dei primi quattro Aiuti in relazione ai quattro elementi della natura (fuoco, acqua, terra, aria) che la medicina greca classica e, più tardi, l’Alchimia medievale hanno usato come simboli dell'unità della composizione dell'intero universo.

 
Questa affermazione è una deduzione logica che emerge da alcune osservazioni di Bach, in alcuni dei testi successivi al 1930. Tuttavia Bach avrebbe potuto chiamare questo rimedio, molto più correttamente, "Acqua di sorgente " o "Acqua di fonte" ma non si spiega molto bene il motivo per cui  chiamarlo "Acqua di roccia", se non facciamo un riferimento all'alchimia per poi confrontare ciò che questa arte ci insegna con quello che Bach dice su ROCK WATER, in particolare nei suoi Libri "I dodici Guaritori e i quattro Aiuti" e " I dodici Guaritori e i sette Aiuti."
  
L' alchimia è linguaggio e non solo arte. Pertanto, il modo di dire che ha l'alchimia, non finisce per essere una raccolta di sapere, ma si configura come un modo per esprimere la realtà simbolicamente. Così, al suo interno, le parole acquistano un valore che trascende il loro significato letterale e si trovano piene di sensi allegorici, sensi che uniscono esterno e interno, cielo e terra, corpo e anima...
  
Uno degli insegnamenti che l'alchimia trasmette è che, noi esseri umani, non possiamo nutrire speranza nella ragione e nella tecnica e che, la guarigione, come la salvezza e come l'evoluzione, non sono beni che provengono dall'esterno o dal cielo, ma dall'interno e dall'opera che realizza la nostra Anima nella sua casa sulla Terra, che è il luogo dove si produce la trasformazione del piombo in oro, ombra in luce, ignoranza in saggezza, dipendenza in libertà, egoismo in amore, difetto in virtù. Credo, a questo punto, che sia molto chiara la somiglianza del pensiero di Bach al riguardo.
  
La prossima domanda, quindi, risiede nel chiederci qual è il mezzo per eseguire le trasformazioni sopra indicate? Gli alchimisti rispondono: la Pietra Filosofale che opera nell’Athanor o Pietra della Saggezza. Uno dei nomi della "pietra" è proprio Acqua di Roccia. Ma bisogna aggiungere il fatto che, il nome dell'essenza ROCK WATER, al di là delle allusioni alchemiche segnalate, riunisce allo stesso tempo, la segnatura del duro e flessibile, fisso e fluido, movimento e forma. E questo non è il prodotto di un caso. Credo che Bach  volesse indicare qualcosa di specifico con la scelta di questo nome. Forse, tra l'altro, che l’essere saggio risiede nell'essere capace di integrare polarità in un tutto, che le dualità sono gli accenti della vita, che struttura e funzione, come pensiero e affetto, non sono antagonismi escludenti.
  
Julian Barnard, nel suo libro " Fiori di Bach. Forma e funzione " fa un commento sul luogo di preparazione del ROCK WATER e la ragione del suo nome che mi sembra importante portare qui per sollevare un altro sguardo su quello che ho detto precedentemente.
  
Il testo è il seguente: " Bach si recò nel Galles nell’agosto 1933 per preparare ROCK WATER  mentre camminava dalla stazione di Abergavenny in città, passò probabilmente per Holywell Lane: la stradina è antica , ma oggi la cittadina è cambiata e Holy Well stessa si trova probabilmente sotto un posteggio che ai tempi di Bach era invece un prato. Jones afferma che tale fonte si chiamava in gallese Ffynon y Garreg, ovvero Rock Well (fonte della roccia). ROCK WATER fu preparata proprio lì? Dal nome parrebbe di sì. La sorgente  andò probabilmente distrutta negli anni Cinquanta, periodo in cui l’ultimo tratto del torrente Cybi (pronunciato chibbi), che un tempo costeggiava quella parte di mura cittadine, fu incanalato in una conduttura sotterranea". Se così fosse, sarebbe un triste destino della fonte originale, di cui Bach ha estratto l’elemento iniziale per preparare il ROCK WATER. La verità è che nessuno come Julian ha percorso i luoghi che ha attraversato Bach e ciò che egli sostiene non cessa di avere senso, ma preferisco la mia interpretazione, che, anche se può essere sbagliata sull'origine del nome del rimedio, permette di rappresentare un punto significativo dell’azione di ROCK WATER e il suo legame con l'alchimia.
  
In diverse tradizioni di tutti i popoli l'immagine della fonte emerge come legata alla conoscenza e alla verità, verità che si trova nel suo fondo, nelle sue profondità. Andare in fondo alle cose è capire le basi. Ma il "fondo di una fonte" fa parte del simbolismo del mondo sotterraneo, dell'ombra, dell'inconscio, dove abita il tesoro della saggezza. Qui Vale la pena ricordare che Carl G. Jung pensava che la saggezza fosse di ascoltare e integrare l'ombra.
  
Gli esseri umani vengono dal buio e dall'acqua. Protetto nel grembo di nostra madre è stata la nostra prima esperienza. Questo spiega, in parte, la unicità clinica di ascoltare i pazienti che prendono ROCK WATER parlare della loro infanzia e delle loro madri, e il fatto ancora più misterioso di come questa essenza sana le tracce di traumi prenatali. Ho raccolto numerose testimonianze di questa natura nel corso del tempo per poter condividere questa applicazione con una certa certezza.


Caro Rock Water....

Idee chiuse. Mani legate. Manciate di emozioni contenute. La tensione che corrode il riposo, agita l'anima, indurisce collo, mandibole e spalle, e avvolgerà i fili del pensiero, in un nodo impenetrabile di teorie che vogliono imporsi ad altri e, che quando questo traguardo non si riesce a raggiungere, porta l’infelicità. Occhi vigili per l’apprensione. Qual è la ragione di tale inquietudine? Il desiderio di perfezione non raggiunto è ciò che ti tortura? Quale dipendenza verso il rigido e lo strutturato ti consuma? Qual è la ragione per cui la rigidità opacizza o impedisce il piacere della tua esistenza? Che cosa ti spinge a mutare il tuo ardente desiderio di aiutare in critica e disapprovazione verso ciò che pensi che gli altri facciano di sbagliato? Perché pratichi i metodi severi dell'inquisitore invece di fornire quelli del buon esempio? Sembra che tu stia cercando di emulare Dio e, mentre cerchi di avanzare esasperando la durezza, la vita passa al tuo fianco senza, in realtà, viverla.

In quei momenti, si carica il tuo atteggiamento di colorito VERVAIN, toccato nel riflesso di BEECH, mettendo fuori quello che AGRIMONY fa a se stesso, caro ROCK WATER, mi piacerebbe che ti aprissi all’imparare a raggiungere la pace, la comprensione, allargare la tua visione dell'ordine delle cose e renderti conto che "... tutte le persone devono trovare la perfezione a proprio modo..." (Bach). Inoltre, sarei felice se scoprissi che è più importante "essere" che "fare", che sei uno specchio "... delle Grandi Cose..." (Bach) e così come sei già sei perfetto, e che pretendi di imporre le tue idee al mondo ma rilassati e lascia che il mondo sia e che ognuno viva "... le proprie esperienze e trovi la propria salvezza." (Bach) Se impari a comportarti bene con te stesso, a smettere di essere un severo padrone di te, il tuo corpo e la tua psiche si rilasseranno e ciò che ieri era dovere oggi sarà godimento. Te lo dico e me lo dico, perchè non mi fa male ricordarmi che la repressione dei nostri bisogni ci induce a essere aggressivi con noi stessi e duri con gli altri. La volontà di Dio è che l'uomo viva riconciliato con le sue mancanze, debolezze e passioni e che invece di combattere contro di loro, le abbracci amichevolmente, invece di reprimerle che conviva con loro. La ricerca di perfezione attraverso il rigore non cessa di essere una forma di avidità.


Rock Water e Oak
 
ROCK WATER, proprio come OAK, sembra che stia espiando debiti. Ovviamente, tra il "pagare", dell’uno e dell'altro, ci sono differenze. Mentre OAK si carica un addebito "impagabile" del passato, un'eredità che non può sfuggire, e di cui si sente responsabile, ROCK WATER nasce come un'iper-compensazione che cerca di coprire, con la sua rigidità, una precedente propria mancanza di controllo e, a volte, di altri, che cerca di redimere. Il figlio che non prova alcolici perchè suo padre era un alcolizzato. Tra il legame al sacrificio, che comporta lo sforzo, e la ricerca di perfezione, attraverso la disciplina, non così tanta differenza. La perseveranza di OAK e l'auto-esigenza di ROCK WATER sono cugine. Ciò è più chiaro in materia di Aiuti.

OAK offre supporto per tutto, anche se non gli corrisponde, e anche se ciò implica mutilare la sua energia al di là di ogni misura. Invece ROCK WATER, pensa che aiutare è criticare o imporre i propri modelli. Entrambi, invece di essere occupati su loro stessi, ribaltano i propri propositi verso l'esterno. Si chiudono al piacere, rimuovendo questa esperienza dalla loro vita, per dedicare le loro forze, a seconda dei casi, alla lotta o alla severità e all'austerità. Ma, forse, il punto essenziale consiste nell'ambizione inconscia che li nutre. (ROCK WATER: " Vogliono pianificare il mondo secondo la loro visione, piuttosto che agire poco, in modo tranquillo e gentile, all’interno del Grande Disegno."; OAK: "Si assumono tutta la responsabilità ")
  
L'ambizione è un desiderio intenso, veemente e ardente, per ottenere una cosa difficile da raggiungere in modo abituale, superare le aspettative, emergere dal resto delle persone, fare molto di più, essere meglio. E tutto questo, grazie a quelle risorse che forniscono determinazione, sforzo e dedizione. In entrambe le essenze queste risorse e queste motivazioni sono presenti, in un modo o nell'altro, e anche se si esprimono in un modo diverso, non c’è un collegamento che li associa. E la conoscenza che li unisce, non rinuncia alla presenza dell'abnegazione e del martirio.


Rock Water: la disciplina e la superbia

È possibile concepire ROCK WATER come un'essenza la cui caratteristica principale è la disciplina, anche se questo aspetto non rende pienamente giustizia alla sua natura. È vero che, se analizziamo la sua struttura, troveremo, sovrapposti, al desiderio di perfezione, diversi strati di comportamenti che appaiono come: autodisciplina, abnegazione, martirio, rigore, austerità, ascetismo, frugalità, severità per sè stessi, astinenza , rifiuto del piacere...

Tuttavia, è bene non rimanere bloccati con questa immagine ridotta di ROCK WATER e avventurarsi ad esplorare altre dimensioni del suo temperamento come la tolleranza e l'abbondanza. Ma c'è un'azione di ROCK WATER, rispetto alla disciplina, su cui mi sembra che valga la pena fermarsi. Cosa ci fornisce ROCK WATER a questo punto? Senza dubbio permette di imparare a vivere la disciplina, non come una struttura esterna e imposta ma come un'esperienza interiore, inseparabile,  dall'essenza stessa della vita.
  
Ci insegna a rispettare e fidarsi all'ordine e alla cadenza propria della natura, per renderci conto che la vita possiede la propria disciplina e il proprio ritmo, una sequenza registrata nel DNA della propria esistenza che chiede solo di essere lasciata fluire così come è. In questo modo, ROCK WATER ci distanza dalla necessità di praticare comportamenti severi, duri, eccessi di rigidità che ci allontanano dalla vita, comandamenti che ci rendono infelici e, allo stesso tempo, ci dà la possibilità di raggiungere una forma più autentica di equilibrio e armonia, attraverso l'adesione al fluido, al flessibile e al tollerante, sia per noi stessi che per gli altri.
  
I ROCK WATER possiedono - negli ultimi testi di Bach - un'inclinazione verso l'esigenza per loro stessi, e non tanto per gli altri, forse per la presenza di BEECH nel sistema. Tuttavia, immaginano che il loro modo di essere è un modello da imitare. " Per coloro (dice Bach) che sono molto rigidi nel loro stile di vita e si negano frequentemente gioie e piaceri perché temono che queste cose possano ostacolare il loro lavoro. Sono severi maestri con se stessi. Desiderano essere sani, forti e attivi e faranno qualsiasi cosa li riesca a mantenere in queste condizioni. Sperano che il loro esempio induca gli altri a imitare le loro idee per diventare alla fine migliori. "
  
Ma il suo desiderio di perfezione – anela ad essere il migliore in tutto, perfetto e impeccabile - non è incoraggiato se ottiene il riconoscimento degli altri, come accade in VERVAIN, ma dalla presenza, nella sua natura, di un mandato di eccellenza morale, scolpito, fin dall'infanzia, nella sua struttura affettiva, e che è diventata un singolare fanatismo che non può più essere abbandonato senza sentire che il suo mondo si sgretola.
  
In questo modo, non ha riposo, si punisce, è infelice e, come se non bastasse, la superbia lo consuma. ROCK WATER deve imparare che la disciplina non è repressione né rifiuto di ciò che uno è, che non bisogna imporre un ordine esterno formale all'interno essenziale, che ognuno deve esprimersi secondo la sua natura, accettando con gioia le luci e le ombre che lo compongono, che l'evoluzione non aspira alla perfezione ma alla completezza, anche di ciò che ci imbarazza o non ci piace. Che pretendere di essere perfetto non è solo un sentiero erroneo e inefficace, ma un peccato di superbia.


Rock Water: criticando, alla ricerca della perfezione, lontano dal piacere

In "Un Racconto dello Zodiaco" Bach presenta un'idea singolare su ROCK WATER, un pensiero che lo relaziona ad OLIVE. Dice "... acqua pura di sorgente che sgorga dalle rocce, fornendo freschezza e rigenerazione a coloro che sono stanchi e doloranti dopo la battaglia." Aspetto interessante di ROCK WATER concepito come rigenerante, con un'applicazione alla stanchezza prodotta dal lavoro nelle "battaglie" di vita. Quali sono queste battaglie? Quelle che realizza la persona in cerca di raggiungere la perfezione.

 
In questo compito, ROCK WATER pensa che il rigore sia il sentiero che deve transitare per ottenere la perfezione e questa condotta - nonostante l'intenzione contraria che lo sollecita - diventa la trappola che lo allontana dal piacere della vita. Il rigore esaurisce, come fa lo sforzo in OAK e la vita quotidiana in OLIVE con le sue preoccupazioni, afflizioni o malattie. Il rigore non dà vita, la impedisce. Così chi cerca di controllare i propri sentimenti e comportamenti invece di fluire con loro, spreca la propria energia con l’obiettivo di ottenerlo.
  
Quella di ROCK WATER è una "battaglia" inutile e questo è il motivo per cui non gli rimangono le forze per godere e vivere la vita. L' avidità della perfezione rende impossibile la gioia e porta all'esaurimento. Il "rigore spirituale" non è il sentiero e di solito è una strada crudele a causa del senso di colpa che lo muove. Quindi, come la clinica dimostra, ROCK WATER come HOLLY ci collega con la "freschezza" della spontaneità, e AGRIMONY, e ci libera dalle colpe che ci legano alla ricerca di redenzione, attraverso la disciplina e la repressione della necessità del piacere.
  
Cosa succede, allora, nella dinamica interna di ROCK WATER? Le tentazioni sono rifiutate, i desideri ignorati, i sentimenti soggiogati e, il risultato di tutto questo è il naufragio dell'anima, a cui è impedita di fare la sua esperienza nella scuola della Terra. L' essenza annulla questa condizione e rivitalizza e fa rivivere l'anima perduta, tira fuori la personalità per vivere alle intemperie dell'anima e, in quell'abbraccio, tra la potenza spirituale e carnale delle persone che ROCK WATER provoca, si produce l'alchimia evolutiva attesa. Quando la pietra respinge l'acqua o l'acqua la pietra, si perde la comprensione dell'esistenza.
  
Il curioso e metaforico testo della "Storia dei viaggiatori" è un altro significativo momento narrativo nella cronaca di ROCK WATER. Lì Bach ci dice che "... ROCK WATER,   tutto infervorato per aiutare, scoraggiò un po’ il gruppo perché tendeva a criticare dove essi stavano sbagliando. Malgrado tutto conosceva la strada giusta. " e, dopo aver fatto il suo apprendimento il Risultato è che "... ROCK WATER “ha dimenticato di criticare, ma trascorre il tempo ad incoraggiare."
  
Il motivo per cui ritengo che questo sia un momento narrativo significativo rispetto a questa essenza, risiede in molte delle considerazioni che Bach  fa. Una di queste è che ROCK WATER appare come una persona spronata con un potente interesse di prestare servizio ("... bruciava nel desiderio di aiutare..."). Tuttavia, il suo aiuto, che parte dalla conoscenza su "dove andare", che almeno in questo punto, avvicina questo modo di funzionare a VINE, non è il modo di chi, in un modo amorevole e gentile, aiuta le persone affinché riescano a scoprire da soli la verità, ma quella di chi ti mostra un comportamento severo, critico, disapprovante, esigente, accusatore e intollerante.
  
Ma forse, indipendentemente da questo, che credo sia importante, ciò che più mi colpisce è l'enfasi che Bach  fa sul carattere "incoraggiatore" di questo rimedio nel trovare la verità. ("... aiuta le persone e arrivano a rendersi conto della verità...") Come incoraggia? Con l'imposizione o la persuasione? Con l'esempio? Dal rispetto per il percorso che ognuno vuole scegliere? Dare coraggio e sostegno significa, tra l'altro, non confondere verità con crudeltà. Dire la verità non significa ferire, scoraggiare, deprimere e nemmeno immaginare che uno abbia la capacità di prendersi in carico la vita e decidere per la sorte, il percorso o il destino di un altro.
  
Il compito di spronare, infondere incoraggiamento, forza o energia ad una persona, affinché risolva, decida o intraprenda qualcosa nella sua vita, è una delle possibilità dell’incoraggiare. Tuttavia, lo stesso ROCK WATER è qualcosa di diverso anche se non esclusivo. In primo luogo, consiste nell’incoraggiare ognuno a cercare la propria verità e di per sé e rispettare questa scelta. In questo senso, è come se dicessi: tu puoi cercare il tuo posto, cercare la tua verità. Ma, inoltre, l’incoraggiamento, ROCK WATER ricorda una dimensione più profonda: infondere vita spirituale alla personalità. Questo è, permettere che la Grazia riempia di luce la nostra personalità. Forse questo è un nodo molto solido dell'azione di questa essenza che abbiamo trascurato per molto tempo.


Rock Water in sintesi con le parole di Bach

Facciamo un bilancio, su ROCK WATER, seguendo quello che dice Bach, per avere una visione d'insieme di quanto finora detto, e in questo modo avere strumenti per ciò che verrà. Come sono?
  
  • Persone con ideali.
  • Rigorose con sè stesse
  • Rigorosi nel loro modo di vivere
  • Con opinioni molto forti su religione, politica o riforme.
  • Cercano di imporre le proprie idee
  • Di buone intenzioni
  • Desiderano vedere il mondo in modo diverso e migliore
  • Tendono a limitare i loro sforzi di aiuto alle critiche
  • Permettono alle loro menti e in gran parte alle loro vite di essere governate da teorie.
  • Qualsiasi fallimento nel loro tentativo di convincere gli altri a seguire le loro idee causa loro molta sofferenza.
  • Vogliono pianificare il mondo secondo la loro visione, piuttosto che agire poco, in modo tranquillo e gentile, all’interno del Grande Disegno.
  • Insegnano con severità e disapprovazione
  • Vogliono dare l'esempio
  • Non permette alle persone di vivere le proprie esperienze e di trovare la propria salvezza.
  • Abbandonerà ogni cosa, per quanto piacevole, se pensa che non va bene; invece soffrirà di tutto se pensa che sia giusto Sono molto coraggiosi e affronteranno qualsiasi trattamento se ritengono che li aiuterà.
  • Perdono molte delle gioie della vita.
  • Sperano di essere esempi che attirano gli altri
  • Vogliono essere sani, forti e attivi
                            
Questo è uno schema di come è ROCK WATER. Non sempre è tutto in una  sola persona ma la tendenza generale di rinuncia del piacere e di rifugio in strutture rigide in cui nascondersi per allontanarsi dalla tentazione, così come la smania di perfezione come meta di vita, può essere una buona descrizione degli aspetti "Negativi" essenziali di questo Aiuto.
  
Tuttavia, questo bilancio sarebbe incompleto se non menzionassimo il fatto che ROCK WATER fornisce la forza per svolgere i compiti propri dello stato di vita o della sua vocazione di ognuno. E farlo senza cercare la perfezione in questo, ma incoraggiato dall'interesse di ottenere il meglio secondo la stessa natura e condizione. Allo stesso tempo dà impulso all'intelligenza, alla volontà e alla vita affettiva, affinché la persona prenda coscienza di ciò che gli deve fare o smettere di fare, sentirsi attratta per ottenerlo senza eccessi e rigidità, collegandosi a questo con l'energia della sua anima, lasciando da parte ogni legame a modelli esterni per raggiungerlo e senza pretendere che altri imitino il loro comportamento. Qui Vale la pena citare Bach: " non ci deve essere alcun desiderio di essere buoni, nessun desiderio di progredire rapidamente o di perfezione, ma sentirci umilmente contenti di aspettare in qualunque livello di servizio finché non saremo chiamati ad uno superiore."  (…)


La vita di Bach nel periodo della scoperta di ROCK WATER

Nel processo di impostazione del cammino che percorre Bach nella costruzione della "Nuova Medicina", ci chiediamo, in relazione ad ogni fiore, che era quello che Bach  cercava di elaborare, quale era lo stato emotivo che stava attraversando in quel momento, quale risposta si aspettava di trovare alle domande che erano state formulate?

È difficile trovare un periodo, nella vita di Bach, in cui l’anima di Bach sia stata in pace e pienamente serena e in cui il dolore gli sia stato estraneo. Ancora di più dalla sua partenza definitiva per il Galles. Se vediamo le lettere e i testi intorno ad agosto 1933, momento in cui prepara ROCK WATER, così come i racconti che esistono su questo periodo della sua vita, ci troviamo, da un lato, la presenza di un "Idealismo appassionato" che lo rapisce, accanto ad una singolare auto-esigenza di perfezione che lo tormentava.
  
Facciamo un solo esempio. Nel febbraio di quell'anno sulla rivista Heal Thyself si pubblica un commento in relazione allo scritto di Bach "I dodici grandi rimedi", in cui l'autore della nota - che dice di conoscere Bach molto bene - lo qualifica come "idealista poco Pratico". È possibile che durante quel periodo Bach vedesse se stesso possessore di una corazza come quella raffigurata in ROCK WATER,  affrontare la percezione della presenza, al suo interno, del severo inquisitore che condivideva lo stesso spazio del gaudente Dioniso, la moralità e la tentazione, la durezza e la morbidezza, la rigidità e la fluidità, la retta e il cerchio, antagonismi che definiscono la traccia di questo rimedio, poiché, la clinica insegna quanto CHERRY PLUM e CRAB APPLE sono dietro la maschera strutturata e esemplare di ROCK WATER.
  
ROCK WATER, punta a ritrarre una persona detentrice di forti convinzioni, forte nelle sue determinazioni, dotata di un profondo coraggio per affrontare le sfide della vita, formalmente virtuosa, determinata a catechizzare gli altri in relazione alla sua causa, portando questo fuori attraverso una vita integra e leale che serva da modello da imitare, a differenza di VERVAIN che lo fa attraverso la predica. Ma era questo che Bach voleva sviluppare in lui, che aveva bisogno di imparare per lasciarsi alle spalle gli atteggiamenti contrari che percepiva nel suo stile di vita? È possibile, ma la natura dei conflitti interni di Bach, punta a qualcosa di ancora più profondo.
  
Se torniamo a leggere ciò che Bach  scrive su questo rimedio, in particolare nei primi tempi della sua preparazione, sarà facile avvertire che questa essenza sembri essere intesa a fornire aiuto a tutti coloro che, in qualche modo, cercano di attraversare una strada nella vita, e farlo con verità e in modo corretto. Inoltre, nello schema delle "due liste" del 1935, Bach mette ROCK WATER nella zona relativa ad IMPATIENS, WATER VIOLET e VERVAIN, tre tipi floreali che condividono il desiderio di ottenere realizzazioni di qualche tipo nella vita. Bach era fuorviato, sentendo di volere imporre le proprie idee, invece di lasciare che la "Grande Opera" parlasse attraverso di lui? ROCK WATER è appunto una essenza che aiuta a trovare il sentiero della vita e forse la scoperta di questa essenza è stato il passaggio che Bach  doveva sperimentare per rendersi conto che il suo vero potere era riflesso di un potere superiore.
  
Questa apprezzato tratto di ROCK WATER, che oscilla tra l'umiltà e l'autostima, è centrale e si unisce un altro della stessa importanza: percepire ogni cosa che appare nella nostra vita come qualcosa di nuovo e incontaminato, e non visto attraverso credenze, ostinazioni e pregiudizi, frutto della cognizione, dottrine o teorie, che pur dando sicurezza, fanno comprendere la realtà in modo distorto, distorto e parziale. Dopo avere preparato ROCK WATER, è possibile che Bach sia stato pronto a esercitare il proprio potere personale nella direzione verso cui voleva continuare, senza voler imporre ad altri le sue convinzioni (VINE), disposto a connettersi e con l'esperienza di vita e di morte, di rigenerazione e di resurrezione, sia su di lui che sul suo lavoro (OLIVE), e con assoluta chiarezza per trovare il suo autentico percorso privo di indecisione (WILD OAT). A proposito, degli ultimi tre aiutanti della serie.


Rock Water: desiderio di perfezione spirituale

Bach ci dice che ROCK WATER soffre di un male: " il desiderio eccessivo di cose spirituali...". Bisogna considerare questo desiderio come un ostacolo al transito evolutivo dell'anima, poichè, in un certo senso, questa condotta è un'espressione di orgoglio. Inoltre, significa ignorare, o mettere in dubbio, il valore della partecipazione della grazia come la vera forza che agisce come l'artefice del nostro destino. Forse il punto cruciale risiede, qui, nello sviluppo del dilemma tra essere concentrati sull'Essere o sulle fatiche e sogni di voler "essere di più", come Edward Bach mette in evidenza, nel testo di Marlow Bucks. Ora, questo desiderio di voler essere di più è naturale o un'invenzione artificiale dell’egocentrismo?

Per rispondere a questa domanda è necessario distinguere due questioni. La prima è una realtà concreta, visibile e tangibile per tutti e, la seconda, un aspetto più misterioso, che riguarda il fondamento ontologico di questo desiderio. Il dato reale è che esiste una contraddizione nel nostro essere. Da un lato, c'è in ogni persona un impulso al bene (non in senso morale ma in termini di camminare verso il completamento) ma, allo stesso tempo, dall’altro lato esiste lo stimolo a fare il contrario, a seguire il cammino dell'egoismo, della violenza, del potere , dello sforzo, a fare solo ciò che piace, dare soddisfazione ai bisogni della personalità senza ascoltare quelli dell'anima, pur sapendo che così agisce contro il bene, contro Dio, contro se stesso e contro il prossimo.
  
San Paolo nella Lettera ai Romani esprime così questa contraddizione nel nostro essere: " in me c’è il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. " ( RM 7, 18-19).
 
Anche se possono essere stabilite differenze tra i desideri di perfezione, di essere buoni e di voler "essere Dio", possiamo immaginarli come parte di una serie di sfumature di un eccessivo desiderio di cose spirituali. Come in molti altri temi, Bach mantiene un dibattito interno in relazione al termine di perfezione. Sicuramente la sua affiliazione massonica offre un quadro importante per questo concetto, ma credo che questa sia una fonte insufficiente per comprendere cosa significava perfezione per Bach nei suoi ultimi anni di vita, se qualcosa di più vicino al dono di una grazia che al raggiungimento di uno sforzo o l’adempimento di una regola di vita.
  
Con ROCK WATER giunge al pieno, il concetto di perfezione spirituale nella valutazione dell'opera di Bach. Prima di entrare in quello che Bach pensava rispetto a questo punto, vediamo alcune ottiche diverse dalle quali si comprende il concetto di perfezione in Filosofia e nei movimenti spirituali.
 
 
La perfezione si riferisce a diverse cose:
1) ciò che ha raggiunto tutto quello che, in accordo con la propria natura, dovrebbe possedere;
2) quello che in sé ha tutte le possibili eccellenze ed esclude tutte le carenze;
3) relativamente perfetto è quello che ha una natura finita e possiede tutti i vantaggi corrispondenti alla sua natura;
4) solo Dio è assolutamente perfetto. La Chiesa cattolica insegna che Dio è infinito in tutta la perfezione e che le creature assomigliano alla perfezione quanto più assomigliano a Dio;
5) la perfezione morale consiste nel somigliare a Cristo, che è Dio infinito in forma umana.
Dal punto di vista filosofico, perfezione implica qualcosa di finito, completo, in modo che nulla manchi, ma neanche niente avanzi. In questa prospettiva "... si dice che qualcosa è perfetto quando è giusto ed esattamente ciò che è " (Ferrater Mora).
Questo approccio sulla perfezione, strettamente legato al pensiero di Bach, suppone di immaginare che il perfetto sia qualcosa di finito in sé e che l'illimitato - come l'infinito - è quindi imperfetto. Yogi Berra, mitico catcher degli Yankees di New York, ha coniato una frase interessante "se il mondo fosse perfetto, non esisterebbe". Cioè l'imperfezione è una condizione dell’esistenza. Certo, questa valutazione comporta un conflitto con l'idea di Dio come illimitato e infinito, per cui gli accademici sono stati costretti a integrare i concetti di assoluto e relativo. Dio è la perfezione assoluta e gli esseri umani raggiungono solo una perfezione relativa alla nostra stessa condizione ontologica. ROCK WATER aspira alla perfezione assoluta e lì troviamo la sua limitazione e il suo eccesso.
Bach commenta, in “Libera te stesso”, che: "siamo qui semplicemente per manifestare in forma materiale la perfezione con cui siamo stati benedetti dall'inizio di tutti i tempi". E in questo stesso testo, è ancora più clamoroso  quando sottolinea che: "Da parte nostra dobbiamo praticare la pace, l'armonia, l'individualità e la determinazione e aumentare la consapevolezza di essere di origine Divina, figli del Creatore, con la capacità di sviluppare dentro di noi , con l'impegno e con la sicurezza di riuscirci alla fine, il potere di raggiungere la perfezione. E questa realtà deve crescere dentro di noi finchè divenga il tratto più importante della nostra esistenza. ".
Nella stessa direzione sottolinea che: " noi, come figli del Creatore, abbiamo al nostro interno tutta la perfezione, e veniamo in questo mondo semplicemente in modo da poter comprendere la nostra Divinità; in modo che tutte le prove e tutte le esperienze non ci pregiudicheranno perché attraverso il Potere Divino tutte le cose sono possibili per noi ".
Questo sembra essere il punto di partenza del concetto di perfezione in Bach, qualcosa che è proprio delle nostre anime e che richiede solo di essere completata. Il passaggio dall'imperfezione alla perfezione non richiede l'aspirazione ad elevarsi, il dovere o il sacrificio ma di "... l’umiltà, la pazienza e il desiderio di servire ". E, tra questi tre punti sembra che il servizio costituisca la chiave principale o la chiave di tutto il processo. In questo senso Bach  osserva che: " L' unica via è il servizio impersonale, non fatto per il progresso spirituale, ma solo per il desiderio di servire." poiché, come dice San Giovanni, " Dove c'è carità e amore, là c’è Dio "; cioè in linguaggio bachiano, "C'è l'anima".
Quindi è come se, per Bach, perfezione e grazia, seguissero strade diverse: quanto più cerco la perfezione più mi allontano dalla grazia. Ora, la presenza della divinità nella vita degli esseri umani è un dono permanente. L'azione dell'anima sulla personalità è costante ma, ciò nonostante, non sempre la personalità è disposta a permettere che la luce dell'anima la avvolga e la guidi.
Questa è un'idea centrale di "Guarisci te stesso", di Edward Bach, in cui la malattia appare, quindi, come il risultato e segnale che denuncia questa resistenza della personalità "... ai mandati dell'anima". Un deragliamento e, allo stesso tempo, una forza correttiva. È come se Bach ci mostrasse che la malattia è un modo che ha la Grazia per arrivare a noi e per aiutarci a tornare sulla strada giusta da cui ci eravamo allontanati. Potente e rivoluzionaria idea.
  
Ora, la divinità concede agli uomini, secondo il loro lavoro nella "Scuola della Terra", aiuti speciali per facilitare il processo di apprendimento delle lezioni della vita e, in questo modo, avanzare  nel processo evolutivo. Il Cattolicesimo chiama queste "grazie" virtù teologali: fede, speranza e carità. Accanto alla "Grazia santificante" che è il dono che dà il senso di appartenenza alla comunità di anime e la capacità di discernere per agire il bene, c’è la "Grazia attuale" che è, invece, un dono temporaneo che illumina la nostra cognizione e rafforza la volontà di svolgere compiti specifici in circostanze precise. Ad esempio, quella che offre ROCK ROSE per affrontare sfide che non potremmo affrontare altrimenti. Inoltre, c'è la "Grazia abituale", che rimane come un dono nella nostra personalità, quando si trova in armonia con l'anima, e le "grazie speciali" come carismi, attitudini, talenti, ecc.
  
Altri aiuti che la personalità riceve sono i doni. Questi permettono di acquisire il gusto per le cose dell'Anima, conoscere le verità dell'esistenza, apprezzare nella loro giusta dimensione le cose di questo mondo, essere presenti nel presente, essere fedele a se stessi, non permettere l'influenza degli altri nella nostra vita, nè pretendere di influenzare quella degli altri, aprirsi al servizio dal cuore, amare il prossimo.... questi doni sono saggezza, intelligenza, scienza, consiglio, fortezza, pietà e timore di Dio. Bach li mette in termini di potere, intelletto, amore, equilibrio, servizio, saggezza e perfezione spirituale. Ognuno di loro è associato ad un Aiuto e nel caso di ROCK WATER si tratta di timore di Dio che implica seguire la retta via attraverso l'amore e non il rigore.


Amore e desiderio (Rock Water)

Credi che di non essere amato perchè non senti di avere un posto nella vita della persona che ami. Ti chiedo di permettermi di ricordarti che l'amore non è abitato da posti ma da sentimenti. Se non c'è sentimento bisogna chiedersi se l'amore è presente. Credo che tu non sia d'accordo con me, per te è importante avere un posto e so che quando alludi a posti non parli di un lato del letto, né di cassetti per conservare i tuoi vestiti. Che il posto al quale ti riferisci è uno spazio nella vita dell’altra persona. Un luogo dove trovare amore e desiderio.

Ascolta: il desiderio si accende e si spegne al viavai di ormoni, affanni, scintillii e umidore. L'amore, invece, cresce, avanza e, anche se non lo vedi, c'è sempre. Non dipende da ciò che l'altro risveglia in te, ma da ciò che il tuo essere compromette con l'essere dell'altro. Il desiderio porta all'esplosione, l'amore all'implosione. È piacevole desiderare ed essere desiderato, ma c'è gioia nell'amare ed essere amato. Quando la coscienza è capace di saper aspettare "il momento dell'amore", senza lasciarsi sorprendere dall'eccesso o dalla mancanza di desiderio, il mondo rimane come uno spazio che accarezza, avvolge e ripara. Quando l'amore e il desiderio intrecciano una rete, le persone vivono un'esperienza meravigliosa che riversa la sua acqua viva fino a quell'intangibile punto dove l'universo inizia e finisce.
  
L' acqua mite dell'amore si coniuga con il cuore sereno, e il fiume impetuoso del desiderio con l'ardore viscerale. Sono entrambe acque di cui, tutti - uomini e donne - hanno sete. Una, la pacifica, invita a meditare mentre l'altra, agitata, ad attuare. Il Saggio, sa distinguere tra l'una e l'altra, ma beve da entrambe. Mentre l'amore si radica, il desiderio apre, mentre l'amore, come l'acqua, cerca le profondità il desiderio l'orizzonte.
  
Curiosa contraddizione che insegna che il radicamento non è attaccamento, né la ricerca della libertà celeste. Che radice e ramo sono parti di un tutto, uniti l’uno all'altro, dal legno di un tronco che, come la colonna vertebrale, lega e sostiene, il divino con l'umano, il cielo con la terra. Un legno verticale dove si appoggia un altro orizzontale, che rappresenta l'unione dell'uomo e della donna in quel punto miracoloso del sesso guaritore e redentore. Per questo la croce, e per questo l’orizzontalità - letterale o simbolica - della sessualità. Il desiderio ci porta a penetrare il labirinto in cerca dell'amore ed è, l'amore che ci permette di uscire da questo.
  
Chi si lascia trasportare dal desiderio, senza trovare l'amore, rischia di rimanere rinchiuso in corridoi oscuri. Chi scende a patti con l'amore potrà uscire dal labirinto, ma forse avrà dimenticato la passione della sua ricerca. A quel punto abbiamo bisogno, per non perdere uno o l'altro, di unire l'acqua dell'amore con il fuoco del desiderio.
  
ROCK WATER vive in modo disaccoppiato l'amore dal sesso e il sesso dall'amore, la pietra dall'acqua e l'acqua dalla pietra. Il suo lavoro è collegare queste polarità e insegnare che, la morale senza compassione non è morale ma prigione, che la disciplina senza piacere è un'evasione e che il desiderio senza amore o l'amore senza desiderio sono, entrambe passioni sterili.


Imparare ad amarsi (Rock Water)

Affrontiamo un tema che normalmente non è caratterizzato quando si parla di ROCK WATER, ma che la clinica rende essenziale: imparare ad amarsi, comportarsi bene con se stessi.
Amarsi è, anche, accettare tutto quello povero, solitario, doloroso, oscuro, infelice e sfortunato che vive dentro di me e che lo fa essere un pezzo mio che rifiuto e mi vergogno e che vorrei poter cancellare dalla mia storia e dalla mia esistenza. Amarsi è ammettere il viavai dell'oscillazione, le lacrime di tristezza, il fragore dell'agitazione e la pressione del controllo, il vuoto e abbandono che, molte volte, chiudono il cuore alla sventura, lo cupo e bisognoso. Amarsi consiste, inoltre, nel non rinnegare la spiacevolezza che fa parte di ciò che uno è. Smettere di essere severi con le nostre imperfezioni e fallimenti, tollerare i intrecci che creiamo, le storie che formiamo, le relazioni che intrecciamo.
  
Essere compassionevoli con noi stessi è un atteggiamento necessario per guarire, evolvere e andare avanti. Se manca questa disposizione la guarigione ristagna e l'infelicità occupa gli angoli e i luoghi della nostra vita. Aprirsi all'amore non solo consiste nel lasciare che gli altri o qualcun altro entri nel nostro cuore. In sostanza, aprirsi all'amore, consiste nell'amare se stessi e da quel luogo, l'eccesso d'amore che riempie la nostra anima, si versa e viene condiviso. Amare la perfezione non è amare, ma un tradimento all'amore, un'apostasia dove ROCK WATER è intrappolato. Il mio caro Fernando Pessoa, sotto uno dei suoi eteronimi, Alberto Caeiro, ha scritto:
"L' anima più perfetta è quella che non appare mai
l'anima che è fatta col corpo,
l’assoluto corpo delle cose,
l'esistenza reale in assoluto, senza ombre né errori,
la completa ed esatta coincidenza di una cosa con sé”


Il bambino ferito (Rock Water)

Oggi camminavo sotto un tenue sole invernale con una lieve e fredda brezza che mi accarezzava il viso e mentre camminavo, un po’ assorbito in me stesso, si è affacciato nella mia mente un rimprovero rivolto a me: pensavo a qualcosa che non avevo fatto bene. In mezzo queste riflessioni mi sono ricordato di una frase di Anselm Grün: "se non tolleri gli errori, per forza dovrai essere rigoroso con te". La parola rigore mi evoca certe sfumature: durezza, severità, rigidità, oppressione, inclemenza, ristrettezza.... Ma, indipendentemente dalla sfumatura che vuoi dargli, tutte comportano l'esercizio di una certa quota di violenza contro sè stessi. Una intemperanza che immerge le sue radici nella storia dei bambini.

Quando sei bambino e sei ferito, il dolore è di tale grandezza che bisogna buttarlo fuori dalla coscienza, farlo sparire dalla memoria. Anche in quell'atto si reprime un intero mondo di affetti e sensazioni associate al contesto di quanto vissuto. La conseguenza è che eliminare o escludere sentimenti porta alla disabilità emotiva: ci sono affetti che non possiamo esprimere.
  
Ma come si fa a ferire un bambino? Conosciamo le cause di cui ci parla la Psicologia: abbandono, rifiuto, mancanza di sintonia e contatto nelle prima fasi di vita... eppure c'è un'altra ragione più intensa e più distruttiva: non prendere in considerazione il bambino nella sua individualità, non accettarlo così com'è, non considerare i suoi sentimenti, non amarlo per quello che è. Un bambino soggetto a questa esperienza è solito chiudersi in sé stesso e sollevare un muro difensivo intorno a lui. Si indurisce per proteggersi dalla ferita che fa tanto male e che vive come irrimediabile. Un muro del genere lo isola, lo spinge lungo il sentiero del non poter amare dal cuore e, inoltre, nel rispondere no, quando l'amore appare nella sua vita, anche se muore dalla voglia di dire di sì.
  
Cosa succede dopo? Solitamente il bambino diventa violento, o verso l'ambiente, o verso se stesso. In quest'ultimo caso l’autopunizione, mascherata in mille modi, diventa una possibilità molto probabile. In questo modo, quel bambino ferito si trasforma in un adulto che si mutila con incidenti, depressione, infarti, ulcere, insonnia, relazioni tempestose, mal di testa e schiena e altri mille sintomi. In più, di solito disprezza quello che fa, sente, pensa e crea, sottraendone valore. Forse questo rigore con "se stesso", raggiunge una forma tremenda di crudeltà: la soppressione del piacere. Quando un essere umano reprime il piacere fin da bambino , si disumanizza e se, più tardi, accede all'esperienza del godimento, lo farà in modo conflittuale e sofferto. Tutta questa dinamica non smette di essere la manifestazione di una mancanza d'amore, della persona, verso se stessa.
  
Il sentiero per uscire da questo pantano è imparare a riconciliarci con noi stessi, perdonare le nostre mancanze e debolezze invece di giudicarci per averle commesso. Mettere da parte il perfezionismo e la privazione dei nostri bisogni e desideri. Il rigore, la mortificazione come paradigma dell’evoluzione, di solito è un miraggio che nasconde la sofferenza di una ferita che si vuole dimenticare. E chi dimentica non impara e chi non impara, ripete....
  
Se, invece di essere duri con noi impariamo ad essere tolleranti, anche la vita, manifesterà la nostra stessa dolcezza interiore che spesso dimentichiamo. Siamo noi, con la nostra inflessibilità, a metterci alle intemperie dell'anima, della vita e della felicità quando, persi nella nostra stoltezza, ignorando quell'insegnamento evangelico: voglio misericordia e non sacrifici.
  
Sono felice di sentire le mie imperfezioni, che la vita è disordinata, confusa, contraddittoria, eccitante e miracolosa. Con i suoi alti e bassi, le disparità e gli incidenti, la vita non è in altro modo. E così la vita, così le relazioni. Ogni persona è come è, e bisogna imparare ad amare senza pretendere di modificare l'altro, di cambiarlo in quello che si vorrebbe fosse. Bisogna accettare e amare le imperfezioni dell'altro, vedere la bellezza nelle asperità e irregolarità.
  
Se siamo capaci di vedere lo splendore interiore di ogni persona, vedremo la nostra luminosità interiore e, questo solo atto, è una buon percorso per scongiurare le tristezze dell'esistenza. Se smettiamo di essere in attesa dell'immagine degli altri o di noi, se smettiamo di concentrarci sulle mancanze o virtù e viviamo solo le relazioni, impareremo l'arte di come due esseri imperfetti generano un incontro perfetto. La malattia è un’apparenza, una maschera. Dietro di lei c'è ciò che siamo. È bello imparare a relazionarci a partire dal nostro essere e non dall'apparenza. E in quella direzione, ROCK WATER è un buon maestro.


Concludendo Rock Water
 
Abbiamo fatto un lungo viaggio attraverso ROCK WATER. Ci sono sicuramente molti pezzi da esplorare, ma siamo alla fine del tour. Volevo condividere tre passi di qualcosa che Julian Barnard commenta su questa essenza, e che forniscono prospettive interessanti per riflettere.

Uno
"perché alcune Fonti o sorgenti sono state associate alla guarigione e perché le loro proprietà potrebbero essere alterate se vi fosse costruito un tempio o un luogo di culto? (…) L’acqua, come abbiamo visto è un mezzo che assorbe prontamente le forme pensiero ed i modelli a cui viene esposta. (…) Grotte e fonti erano considerate l’ingresso al mondo sotterranei, e quindi un portale di accesso ai misteri della vita e della morte. Le caverne venivano altresì recepite come il ventre della dea madre e le sorgenti quali emanazioni del suo corpo”.
 
Due
"I primi cristiani volevano dimostrare quale fosse il modo giusto di vivere, condurre la gente alla fede attraverso l’esempio. Ma lo zelo missionario è uno stato d’animo acquisito, non una condizione essenziale per l’essere vivente. Per questo ROCK WATER è uno dei Sette Aiuti. Bach osservò che le persone ROCK WATER “sperano di essere esempi illuminanti per gli altri, che possono adottare le loro idee e, di conseguenza diventare migliori”. Come i missionari, tuttavia, i soggetti ROCK WATER, vogliono a tal punto convertire il prossimo che  “qualsiasi fallimento nel convincere gli altri a seguire le proprie idee li getta in una grande tristezza” Con ciò Bach si schiera forse contro i santi e con i peccatori: a suo parere, il soggetti ROCK WATER sono “eccessivamente rigidi nel loro modo di vivere” Il problema riguarda, in realtà l’equilibrio: se il santo è troppo “mentale”, troppo ispirato alla teoria e non all’amore, sorgono difficoltà. L’ascetismo può arrivare ad inaridire il cuore
 
Tre
" In tal senso Bach era in sintonia con il modello della forza vitale tipico di una fonte curativa tradizionale, con la sua storia, i suoi miti, le sue leggende e con tutti i pensieri e le idee che vi erano e vi sono associati. Parte di questo modello deve includere la natura dell’acqua stessa. L’acqua è essenziale per la vita della terra, dato che si è formata all’inizio dei tempi. (…) La dinamica di queste due polarità determina, dunque, le genersi: luce e buio, giorno e notte, visibile e invisibile”
 
 
Oggi termina il mio viaggio attraverso ROCK WATER. Credo sia stato un po' lungo, ma spero nutriente. Tuttavia, è curioso che mentre scrivevo queste righe, una scintilla di tristezza sfiorava il mio cuore.

A volte è inevitabile che uno si lasci catturare dai sogni e poi, quando arriva il risveglio, la realtà ci scuota e ferisca l'anima. Si immagina che non si ripeteranno mai più storie, che non si ricadrà mai nelle stesse reti di modelli che crede di aver lasciato alle spalle, invece con insistenza si ritorna agli stessi punti. Certo, l'esperienza acquisita non è vana, ora sono vissuti in altro modo, il dolore o la delusione non sono più gli stessi. Ma la pietra con cui ci si scontra, è quella. È il lavoro della vita, che dura per tutta la vita.
 
Forse, il fatto di essere immersi in un'essenza, come ROCK WATER, che scorre attraverso le fibre del profondo di ogni essere, ha toccato memorie che vivono nella mia Ombra e così risvegliano lo stato affettivo che mi assale stasera. Inoltre, non posso smettere di pensare al valore simbolico delle sorgenti e delle fonti, porta di ingresso agli inferi e, di conseguenza, allo spazio dei misteri della vita e della morte.
 
La morte e le perdite non sono argomenti lontani alla mia esistenza. E anche se ognuno lo vive in modo unico, dipende tutto da noi. Ognuno ricorda i propri morti, ma tutti abbiamo morti. Alcuni sono invisibili, altri dimenticati o poco ricordati, forse certi sono esclusi, ma i più sono lì a mordere la coscienza con il peso della loro assenza. E per quanto mi ripeta che non ti ho mai perso per la semplice ragione che non sei mai stata mia, oggi, dopo tanto tempo, la ferita della tua morte fa ancora male. È  che quella sorgente di pietra, da cui sgorga l'acqua, non è solo una geografia materiale, ma è un corpo di memoria dentro ognuno di noi.
 
Ogni volta che qualcosa esce dalla nostra vita, parte in modo che "un’altra cosa" prenda meglio il suo posto. Prima di nascere bisogna morire e i morti della nostra esistenza ritornano in modo permanente nel fiume della vita. Ogni volta che l'acqua sgorga, è una nuova nascita. Ma la nascita non è priva di dolore. La fonte fa uscire acqua, come l'ombra gli affetti profondi. Fonte e ombra sono madri e i prodotti che creano (a differenza di ciò che accade quando ogni bambino quando viene al mondo, che non riesce a cavarsela da solo), dispongono già della pienezza della saggezza che deve solo essere risvegliata.
 
L' acqua che emerge dalla fonte, ROCK WATER, è amore liquido che il sole carica di vita e luce, lo risveglia e lo rende saggezza compassionevole. Per questo motivo, calma la sete dell'anima, perché l'anima soddisfa solo le sue voglie con quel tipo d'amore. Lì, a quel punto, c'è ROCK WATER, per insegnarci parte di quella lezione, insieme ad un'altra molto singolare: che la solitudine insonne non è un risveglio, è solo non poter dormire, insonne per la sfida nel cercare la perfezione al posto di felicità
Scritti tratti da https://www.facebook.com/eduardohoracio.grecco   19/12/2017
Liberamente tradotto da Antonella Napoli - Le parti in neretto, i titoli e la formattazione non sono dell'autore, ma le ho inserite per una più veloce e scorrevole lettura


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Dr.ssa Antonella Napoli, Psicologa e floriterapeuta, P.I. 001355428886
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