Gentian alcune riflessioni (Eduardo H. Grecco) - Fiori per l'anima

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Gentian alcune riflessioni (Eduardo H. Grecco)

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Eccoci al penultimo dei Guaritori: Gentian. Ecco le riflessioni del dr. Grecco. Ho raccolto e tradotto i post sull'essenza floreale che lui ha pubblicato sul suo profilo Facebook e che sono molto utili per approfondire, riflettere e scoprire aspetti più nascosti di ogni essenza.

Quello che è emerso l'ho diviso in varie parti, cercando di darne un titolo che ne riassumesse il contenuto. Cliccando sul titolo potete andare a leggere direttamente la parte di vostro interesse, oppure leggere tutto l'articolo scorrendolo di seguito. Buona lettura! Antonella Napoli


Riflessioni su Gentian


1. Accettare la vita così come è
Iniziamo una riflessione su GENTIAN, questo fiore che nell'antichità si metteva sotto la protezione del Sole o di Marte e, addirittura, di Giove e che, spesso, trova ridotto il suo ruolo, nel campo delle applicazioni prescrittive, alla sua azione sulla depressione e sul dubbio. Tuttavia, la sua essenza si dispiega in settori più sottili, alcuni di essi legati all'esperienza di accettare la vita così come si vive senza giudicare i risultati, ma solo imparando a valutare come per l'anima è nutriente e pedagogico tutto il vissuto.
 
Certo, non è facile accettare le cose così come sono. Non si deve solo darsi il permesso di farlo, ma avere il coraggio sufficiente per affrontare la vita senza credenze o legami con questa. È consuetudine che le persone GENTIAN creino realtà cariche di nocività e negativismo a partire da un credo che ordina le vicissitudini dell'esistenza in buone e cattive. E poi, di fronte a minime difficoltà che accadono, ne consegue ad una risposta di sconforto, scoraggiamento, tristezza e demoralizzazione. Una penetrante e inutile inquietudine li avvolge e li blocca nell'inattività.
 
Ogni volta che giro gli angoli delle pieghe affettive di GENTIAN mi si stringe il cuore e mi viene in mente il testo di quel tango che dice: "Che voglia di piangere in questo pomeriggio grigio / nel suo rantolo / la pioggia parla di te / Il rimorso di sapere / che per colpa mia / mai vita, non ti vedrò mai." e, lo ricordo associato a questo fiore, perché continuo a pensare, un pensiero prodotto da molte storie ascoltate da persone prigioniere dell'incantesimo GENTIAN, che dietro l’immagine emotiva che manifestano c'è nascosta, una profonda pena d’amore.
 
WATER VIOLET attraversa le perdite per il sentiero del silenzio, della riservatezza e della discrezione, ma continua a passo fermo nel suo percorso. Non si distanzia dalla vita, ma dal comunicare i suoi sentimenti. GENTIAN, invece, preferisce scegliere un'altra via: rinuncia a vivere la vita o la vive mutilata. In entrambi i casi, però, c'è un profondo dispiacere che stringe l'anima. Una pena d'amore, che uno piange e l'altro lo soffoca come un anatema. "Vieni, perché ti amo così tanto / che se non vieni oggi / sarò annegato nel pianto / no, non può essere che io viva così / con questo amore inchiodato in me / come una maledizione."

 
2.    E’ solo esperienza
GENTIAN provoca, in ognuno di noi, una potente trasformazione. Ci permette di comprendere, in primo luogo, che siamo i responsabili di immaginare e costruire la realtà che percepiamo e, d'altro canto, ci libera dalla necessità di dover giudicare le situazioni che si vivono come positive o negative per vederle solo come esperienza . Vale a dire porre fine all'auto-esigenza di valutare il risultato delle cose in termini di successo o insuccesso, per mettere l'accento nell'eccellenza e nei processi.

Allo stesso tempo, ci permette di renderci conto della naturalezza delle proiezioni con le quali costruiamo il mondo in cui viviamo, proiezioni che poi supponiamo come uno scenario autentico e vero, quando sono solo il frutto della nostra creazione. Allo stesso modo, rende più facile percepire che gli ostacoli davanti ai quali siamo frustrati sono fantasmi che riflettono le nostre paure e, infine, a smettere di concepire quelle difficoltà come ostacoli e cominciare a considerarle specchi di ciò che rifiutiamo di noi stessi. Non ci sono quindi sconfitte, delusioni, fiaschi o perdite più che nella nostra chimera mentale. Tutto è un miraggio dell’Io che può essere cambiato, solo se prima trasformiamo le nostre convinzioni.

In questo modo, GENTIAN ci rende responsabili dei nostri successi e fallimenti, come prodotti della nostra forza interiore o della sua assenza, così come il fatto che siamo in grado di trovare realtà in una direzione o nell’altra e che abbiamo il potere di cambiare ciò che costruiamo. E, a quel punto, la creatività appare come una forza vertebrale per dispiegare il talento, capace di costringere la persona a rafforzarsi di fronte alle avversità alle quali le tocca resistere invece di lasciarsi vincere da esse.
 
Bach, ha sottolineato che anche le interferenze fanno parte del piano dell'evoluzione, che la vita è un processo in cui tutto prende senso ed è parte dell'apprendimento che l'anima deve realizzare e che, quindi, fino anche le avversità non solo non ci devono far perdere la gioia, ma possono essere trasformate in un dono. E per questo, il genio creativo che GENTIAN sveglia, non è finito.

 
3.   Dubbio, depressione
Anni fa camminavo con una certa tristezza per le strade di Stratford-Upon-Avon, una semplice, tranquilla città del centro d'Inghilterra, che si trova a un'ora di Birmingham, dove avevo trascorso alcuni giorni conoscendo alcuni luoghi legati alla storia di Shakespeare ed esplorando qualche riferimento su alcune amicizie di Bach in quel luogo - in particolare Ursula Bloom - quando nella vetrina di un negozio ho visto l'annuncio di una escursione sulle montagne di  Chiltern e il Pilgrims’ Way. Il "Cammino del Pellegrino" è un sentiero storico attraverso il quale transitavano i pellegrini da Winchester nell’Hampshire, Inghilterra, al Santuario di Thomas Becket a Canterbury, nel Kent.

Tuttavia, questa strada non fa più ricostituire, sullo stesso terreno, altre più antiche che sicuramente risalgono fino all'età di pietra, anche se i reperti archeologici trovati finora risalgono a circa 600 anni A.C. A quel punto, dopo essermi arrestato davanti all'immagine del poster dell’escursione, mi sono ricordato che Nora Weeks narra che in quei luoghi Bach aveva vagato per un po'. Questo mi ha fatto decidere ed il giorno dopo ero sulla Pilgrim Way.
  
All'arrivo, davanti ai miei occhi si ergeva un paesaggio suggestivo, pieno di sfumature di colori ocra e pastello, un pavimento argilloso e sodo che mi risvegliava risonanze di memorie archetipiche. Solo chiudendo gli occhi si può ascoltare, lì, il mormorio di secoli di storia. Sono circa 200 chilometri pieni di ricordi e motivazioni introspettive e immagino che negli anni ‘30 del secolo scorso tutto sarà stato molto più isolato rispetto ai giorni in cui l’ho visitato.

È stato lì, sulla vecchia strada per Chiltern, descritta come la strada più antica del Regno Unito, dove nel 1931 Bach ha scoperto GENTIAN, fiore con la quale sostituì Arvensis e su cui aveva la convinzione che "... cura lo stato d'animo dubbioso in coloro che si sentono scoraggiati e depressi troppo facilmente." (Nora Weeks). Ciò significa che, in linea di principio, GENTIAN non è per ogni dubbio, ma per quella che nasce all'interno di questo tipo di personalità poco resistente alla frustrazione molto diversa, quindi, rispetto a quella a cui si rivolge CERATO o SCLERANTHUS.

In "Libera te stesso ", un libro che Bach ha scritto a Regent's Park, dove rimaneva "... seduto per ore sotto gli alberi (...) fino a che la sua mente e il suo corpo riacquistavano la loro forza e vitalità." (Nora Weeks), parlando di GENTIAN, polarizza il suo difetto e virtù in termini di dubbio e comprensione. Lì scrive: “Sei una di quelle persone che hanno ideali elevati e speranze di fare del bene; ti scoraggi quando le tue ambizioni non si realizzano rapidamente? Di fronte al successo ti esalti, ma quando ci sono difficoltà ti depri­mi facilmente? Se è cosi, il piccolo GENTIAN dei nostri pascoli collinosi ti aiuterà a essere saldo nei propositi, ad avere uno sguardo più felice e speranzoso anche quando il cielo è coperto di nubi. Ti infonderà coraggio in ogni occasione, facendoti comprendere che non esiste fallimento quando stai facendo tutto il possibile, qualunque sia il risultato.”

Tuttavia, in "I dodici guaritori", il testo che Bach pubblica a Epsom l'anno successivo, c'è un cambiamento leggero, ma significativo: il passo dello scoraggiamento e del dubbio per lo sconforto. Questo piccolo cambiamento emotivo ha delle conseguenze e una di esse è collegata con una linea clinica presente nel testo: la mancanza di una visione ampia sulle cose e sugli eventi della vita, di cui soffre GENTIAN. Un interessante punto di vista che collega questa essenza, almeno con CHESTNUT BUD, SCLERANTHUS e VERVAIN.

 
In questo breve libretto citato, indica che i tipi GENTIAN sono "persone che vogliono fare molte cose, ma che quando sorgono difficoltà si lasciano abbattere dalle influenze, dal dubbio, dalla depressione. Spesso desiderano che le cose vadano a modo loro, invece di ricercare una visione maggiore." E, c'è un commento fugace, ma molto stimolante, in un altro articolo, "I Dodici grandi rimedi":” Il paziente scoraggiato, che sta migliorando ma vede solo il lato negativo delle cose e si sente depresso ha bisogno di GENTIAN."

Quel punto, "il lato oscuro delle cose", non è un argomento da lasciar passare inosservato e anche se si può interpretare come pessimismo, è anche possibile ritenere che, così come WATER VIOLET dirige il suo punto di vista, in generale, verso la luce e il Sole, GENTIAN lo fa verso l'ombra e la Luna. Quindi, anche se si ritiene GENTIAN un fiore solare, credo che ci sia spazio per prendere in considerazione il suo regime lunare, che non solo è legato a comportamenti specifici come il suo hobby nottambulo o il suo persistente romanticismo, ma che, in particolare, si collega alla struttura stessa delle sue emozioni dominanti. Forse esiste nella natura di questo tipo floreale, una coesistenza di antagonismi: respiratorio – luminoso – scoraggiante - dubitativo contrapposto al epatico – scuro – depressivo - malinconico. La clinica lo mostra, basta seguire le sue tracce fino a dove ci portano.
 


 
Molte volte ho fatto riferimento, al testo di Nora Weeks " I dodici rimedi del dott. Bach dal punto di vista di un profano ". Oggi voglio farlo ancora una volta. Nora, commentando GENTIAN sottolinea che: "lo stato mentale scoraggiato, depresso è molto frequente e causa molte malattie. Siamo tutti portati a passare per questa fase quando dobbiamo affrontare difficoltà. In molte malattie è necessario GENTIAN durante tutto il trattamento. Lo stato d'animo malinconico, scoraggiato e pessimista diminuisce il tono generale del corpo lasciandolo aperto a qualsiasi forma di attacco. Inoltre, durante la convalescenza e la malattia cronica, anche se il paziente sta compiendo progressi, può soffrire di depressione, abbattimento e scoraggiarsi, e sentirsi incline ad abbandonare la lotta e, a meno che questa fase non sia superata, senza dubbio la malattia si prolungherà."

Dalla lettura dei commenti di Nora si sviluppa una narrazione su GENTIAN legata alle sue applicazioni e non alla sua tipologia. Tuttavia, le indicazioni di Nora su questo rimedio illustrano il potere che lo stato emotivo depressivo genera nell'organismo, ed è in linea con ciò che oggi la medicina dice sull’immunosoppressione come facilitatore dell'inizio di molti processi patologici.
  
Bach in "I dodici Guaritori e i quattro Aiuti" riprende il filo iniziale delle sue riflessioni su questo fiore che compara allo scoraggiamento. In questo testo le questioni che Bach pone riguardo a questo tipo di fiore sono: "Per gli irresoluti o gli scoraggiati. Vedono il lato negativo delle cose e sono pessimisti. Durante la convalescenza, quando pensano di essere arrivati a un punto fermo; migliorano davvero, ma tendono a scoraggiarsi e dubitano di stare progredendo. Questo è per chi ha la sensazione che le difficoltà che ha davanti siano troppo grandi e perde temporaneamente coraggio. In questo stato richiede solo un piccolo incoraggiamento, che questo rimedio gli darà; cosi starà meglio."

In "I dodici Guaritori e i sette aiutanti ", aggiunge, nello stesso tenore del testo precedente: “Quando c’è depressione; quando si ha la sensazione che le cose non stiano andando bene, o si dubita che stiano migliorando." Rileggiamo semplicemente le parole di Bach e lasciamo emergere la domanda: Bach sentiva, che l'opera che aveva intrapreso lo oltrepassava, che era "troppo grande" per lui? Era questo il motivo del suo temporaneo scoraggiamento in cui sembrava immerso in quel periodo?
                                            
GENTIAN sintonizza lo sconforto e lo scoraggiamento, esperienze emotive, entrambe vicine alla disperazione. Tutte queste emozioni comportano una resa della persona alla vita, sentire che le forze mancano per poter andare avanti, ma anche una mancanza di illusione per essere motivato a fare qualcosa per il domani. Cioè, c'è un’area di questo sentire, legata al futuro e alla volontà. Tuttavia, l'esperienza di essere "scoraggiato" è una negazione dell’ "animare" latino, che si lega come significato a dare anima, incoraggiare la vita, soffiare, ispirare, rivivere, svegliare. Ciò significa che, cadere nello "scoraggiamento", suppone l’aver perso il contatto con l'anima, come se la fiamma della vita e l'entusiasmo per essa, si fossero spenti.

Ora, se lasciamo indietro la ricchezza etimologica e torniamo alla clinica, è possibile trovare un insieme di stati affettivi che si relazionano allo scoraggiamento e che prevedono, d'altra parte, un'interessante serie di differenze e similitudini tra GENTIAN e altre essenze floreali . Alcuni di loro sono: stancarsi, svenire, essere deboli, affaticati, rinunciare, arrendersi, appassire, esaurirsi, cadere, essere spento, intimidito, sconsolato, tormentato, pauroso .... In diversi casi le connessioni sono chiare, come con il dolore e le tribolazioni, è possibile collegarsi con STAR OF BETHLEHEM, che è il fiore che, del resto, Bach polarizza con GENTIAN, nel suo schema delle due liste nel 1935.

Come l’affetto, lo sconforto è, allora, un'esperienza, spesso temporanea, anche se può diventare cronica, che quasi tutte le persone hanno sofferto nella loro vita, e che mantiene una certa somiglianza al sentimento di naufragare o sprofondare in un abisso, senza prospettive del poter essere in grado di uscirne. Di solito tale reazione è causata da un evento esterno che accade e che è vissuto come nocivo o svantaggioso e che, inoltre, provoca tensione nella persona, come se lei sentisse di non essere in grado di far fronte a ciò che gli accade e ciò lo stressa. Questa situazione può condurre, ad esempio, all'apatia e alla riluttanza di WILD ROSE, alla svalutazione di LARCH o all’evitamento di MIMULUS. Tuttavia, questo è più complesso, perché ci sono fattori interni e soggettivi che generano scoraggiamento: pensieri, sentimenti, storie, relazioni....

Ma succede che non sempre nella consulenza i pazienti ci dicono che sono scoraggiati, e a volte, nemmeno lo sanno, ma manifestano una serie di comportamenti che permettono di diagnosticare questo stato. Alcune di queste sono: difficoltà a svolgere i compiti quotidiani, il decadimento quotidiano, la mancanza di interesse o il piacere nelle attività che prima piacevano, cambiamenti nell'appetito o nel peso, disturbi del sonno o nell’addormentarsi, sensazione permanente di stanchezza o spossatezza, sentirsi inutile, svalutato, inadeguato, incapace o colpevole, l’eccesso di ideazione, difficoltà a concentrarsi o prendere decisioni, pensieri ruminanti su morte o malattia, idee di suicidio, vedere un futuro nero, pessimismo, "tutto andrà male", disperazione, dubbio costante, ipocondria, mal alla testa, colonna, collo e gambe, insonnia, alta pressione, problemi di cuore, bronchite asmatica...

Teniamo in considerazione questi segni clinici quando pensiamo a GENTIAN.
 

 
4.   Il nemico interiore
Ho letto in vari testi su "fiori di Bach", ripetutamente l'idea che GENTIAN, è un attivo generatore di "pensieri negativi o ostili". È possibile che questo accada e che esista un funzionamento, in alcune persone , in cui tutto sembra essere legato al fallimento e alla rinuncia immediata nel perseverare in ciò che è stato intrapreso al più piccolo fallimento. Tuttavia, credo che venga troppo sottolineato l'aspetto negativista di questa tipologia floreale senza osservare pienamente il fatto, che la clinica mette in evidenza che, in realtà, questo meccanismo di scommettere sul "non funzionerà" è utile per proteggere le persone da ciò di cui hanno più paura: essere di successo.
 
Tuttavia, questa grande quantità di pensieri "svantaggiosi" che portano all'inibizione del comportamento GENTIAN o, in una scala minore, all’abbandonare il compito al primo ostacolo, provengono e sono incoraggiati da un'istanza psichica oscura, che chiameremo il "nemico interiore" e che è la struttura responsabile degli attacchi che compromettono la nostra felicità e causano il deterioramento della nostra vita.
  
Immaginiamo, per un momento, la seguente dinamica: una persona che è unita a un'altra, in un rapporto, attraverso un profondo amore malato, vissuto come amaro risentimento. Di fronte a ciò, è possibile chiedere a questa persona la possibilità di lasciarsi alle spalle questa condizione di sofferenza. Ma niente sarà semplice in questa situazione. Il "nemico interiore" di questa persona si sente abbandonato, rifiutato, umiliato, tradito, ingannato, sfruttato e, inoltre, sente che è qualcosa che non si meritava che è ingiusto e desidera, con tutta la sua forza che l'altra persona, che lo ha trattato in questo modo, riconosca il dolore che gli ha provocato. Ma, "quest'altra persona" vive le cose in modo diverso: il suo amore patologico comprende la certezza che l'altro, con il quale è collegato in quel legame, è possessivo, controllore, avido, insaziabile, ingrato e vendicativo. Comunque, anche se questo è il contenuto emotivo presente nessuno dei due chiude la relazione. Li unisce la paura, il risentimento, così come, in altri casi, la coppia è unita con sentimenti come disprezzo, invidia o paura. Se si guarda bene si tratta di sentimenti e bisogni infantili, tanto infantili quanto l’impotenza di GENTIAN di fronte alle avversità esterne.
  
Possiamo tutti cadere nelle reti di questo "nemico interiore", che ci porta sia a questo tipo di rapporti di dipendenza che ad essere scoraggiato dalle sfide della vita. Questo personaggio, ama operare nell'ombra ed è come un nemico che ostacola il nostro sviluppo personale, rovina molti dei progetti della nostra vita e intrappola le relazioni che abbiamo costruito. Tuttavia, è l'avversario che ci permette di crescere e imparare. La storia di Giobbe è una metafora di tutto ciò. Niente di tutto questo è estraneo a GENTIAN.
  
Chiunque legge questo post senza dubbio può suggerire frasi che esprimono sconforto e scoraggiamento, parole che sono state ascoltate nella consultazione o nella vita. Ma ciò che mi interessa oggi sottolineare non questo, ma la presenza della funzione del "Sabotatore interno" in GENTIAN, quanto più un'energia che cresce dentro di lui più si lascia inghiottire da questo tipo di pensiero che scommette sul fallimento e tanto più permette che il colore oscuro del cielo offuschi la sua anima.

 
5.   Lo scoraggiamento
Cosa provoca lo scoraggiamento? I motivi che possono provocare in una persona la diminuzione o l'assenza di forza d'animo, in un particolare momento o periodo della sua storia, sono molti e vari. Alcuni esempi: perdite, rotture affettive, cambiamenti vitali, alterazioni del sistema endocrino, cattiva salute, problemi economici, dipendenze, traumi, stress, conflitti di lavoro, assenza di progetti, mancanza di spazi di piacere, solitudine, ecc. Tuttavia, dal punto di vista clinico ci sono quattro motivi fondamentali per lo scoraggiamento: stanchezza, frustrazione, fallimento e paura.
 
Succede che, a volte, abbiamo lavorato molto su qualcosa che siamo esausti e esauriti su tutti i piani della nostra personalità. È vero che talvolta lo scoraggiamento è frutto della stanchezza spirituale ma, nella maggior parte dei casi, si tratta di qualcosa di più materiale. Dobbiamo riposare, prenderci del tempo libero, ricrearci e rigenerare la nostra energia. È consuetudine che i momenti più favorevoli allo sconforto siano quando siamo a metà di quanto abbiamo intrapreso. Svigorirsi, in quel momento, è più un'esperienza VERVAIN perché GENTIAN sembra perdersi d’animo nel vedere la strada da percorrere. Comunque, è percepibile l’implicazione di questi commenti con fiori come OLIVE, OAK e CENTAURY.

Un altro fattore di scoraggiamento è la frustrazione. A volte nel portare avanti un progetto o un lavoro quotidiano si può affrontare "scarti" o "disordini" che deve eliminare prima di iniziare il nuovo e, questa condizione, emerge come un ostacolo davanti a cui nasce la frustrazione. Ci si chiede, perché il percorso non è chiaro e scorrevole, perché il compito non è più facile? Ma è così che vanno le cose. Prima di costruire un nuovo edificio bisogna livellare il terreno, togliere le macerie, rimuovere i resti residui di ieri che intralciano.... quali sono le "macerie" della nostra vita? Quali frivolezze e questioni inconsistenti a cui attribuiamo rilevanza ci arrestano? Cos'è che ci complica, ci fa ritardare, ci fa sprecare tempo, sprecare energie, bloccare i nostri ideali e ambizioni e farci cadere nello sconforto? Quali sono gli ostacoli e le convinzioni a cui siamo legati che ci impediscono di indirizzarci all'essenziale della nostra vita? Le macerie della nostra vita sono avere lo sguardo puntato sui risultati e non sul processo, sugli esiti e non sull'esperienza, sul successo e non sull'eccellenza. La ricerca di risultati, esiti e successo, sono ostacoli che GENTIAN deve spazzare via dalla sua vita per smettere di vivere come frustrante ogni ostacolo che appare sulla sua strada.
  
A volte ci sentiamo falliti? Come quando si è fallito un progetto, una relazione, un'attività o un'illusione, andiamo in pezzi? Abbiamo sentito che qualcosa non è possibile, che non ha senso tentare, che la fiducia nella capacità di cui siamo competenti sarebbe stata intaccata? Ci sentiamo come se ci fossimo schiantati contro un muro e perso tutto il coraggio per andare avanti? GENTIAN cambia questo vissuto e ci apre alla perseveranza ed a continuare a provare, senza venire meno, senza dare importanza al fatto che le cose, all'inizio, non funzionano bene. La ragione risiede nel fatto che questo fiore ci fa apprezzare ciò che apprendiamo in ogni parte dei "risultati negativi".
  
Ma è anche possibile chiedersi se ci siano paure che ci portano a scoraggiarci e ci impediscono di progredire nella vita e nei nostri progetti. Per esempio, abbiamo paura di fare un salto professionale o lavorativo? O cambiare luogo di residenza? O rompere una relazione o iniziarla? Temiamo la critica, fare brutte figure, essere ridicolizzati? Che non ci dia la capacità di affrontare la sfida o di non essere in grado di sostenere la costrizione o la tensione di un lavoro? La paura può essere una causa dello scoraggiamento e dello sconforto. Ho visto, molte volte nella clinica, come unendo MIMULUS e GENTIAN alcuni pazienti che erano bloccati nello sconforto, si sono ripresi. Entrambi i rimedi esprimono il loro disagio evitando, in modo diverso, di essere coinvolti nella vita. Non per niente, dopo GENTIAN, Bach cerca ROCK ROSE.

 
6.   Discernimento e comprensione
"I Viaggiatori" è un racconto in due tempi. Nel primo ogni persona, rappresentata dal suo fiore attraversa la foresta con il suo difetto in evidenza e ritorna con emersa la relativa virtù corrispondente. La ferita è guarita. In quel testo, Bach dice di GENTIAN "... a volte incoraggiava molto il gruppo, ma altre volte entrava in uno stato di scoraggiamento e depressione." e, più tardi, "... e nessuna difficoltà o contrattempo può scoraggiare GENTIAN." Ecco, allora, questo percorso dallo scoraggiamento al coraggio. Più specificamente, dalla mancanza di resistenza alla resistenza alle avversità.
 
Questo è un momento in cui è bene fermarsi, guardare indietro prima di andare avanti. Abbiamo evidenziato diversi tratti per comprendere GENTIAN e tracciato alcune pennellate, sulla tela che stiamo dipingendo, per evidenziare la sua natura. Ora insistiamo su alcuni colori del pennello di Bach.
 
GENTIAN ci parla di persone che hanno "alti ideali", "sperano di fare del bene", che "vogliono fare molto " e che, "... le cose vadano troppo a modo loro", ma "si lasciano influenzare dal dubbio o dallo scoraggiamento quando sorgono difficoltà ". Inoltre, si "Scoraggiano quando le loro ambizioni non sono soddisfatte rapidamente", e lo fanno "... con facilità". Accade che "possono fare progressi nella malattia o negli Affari della vita quotidiana, ma qualsiasi ritardo o impedimento nel progresso li fa dubitare e subito si scoraggiano". D'altra parte, "quando il successo sta arrivando, sono molto contenti, ma quando si presentano difficoltà si deprimono facilmente", "... i pazienti credono che le cose non vadano bene o dubitano dei loro progressi."
 
Queste linee di Bach, tratte da diversi testi, ci mostrano una faccia di GENTIAN molto chiara e distinguibile. Forse il nocciolo della clinica di questo tipo floreale è il fatto che iniziano a dubitare delle proprie possibilità e capacità per raggiungere risultati e successi. Ma, dopo l'azione dell’essenza sulla persona il panorama cambia. Nasce in essa, come risultato dell'assunzione di GENTIAN, il discernimento e la comprensione che tutto ciò che accade rappresenta un beneficio, anche se la coscienza è estranea a questo apprendimento. ("la comprensione che non ci sono fallimenti quando si sta facendo il meglio possibile, qualunque sia il risultato apparente." Bach)

7.   L’amara delusione
"Le ferite che non si vedono sono le più profonde" (William Shakespeare).
 
Mi chiedo: qual è la ferita che in GENTIAN si nasconde dietro le sue cicatrici evidenti di scoraggiamento, sconforto e tristezza? La clinica mi ha dimostrato, molte volte, che negli angoli della sua disperazione batte, in GENTIAN, un’amara delusione. Ma non una delusione prodotta dal tradimento di un amore interpersonale (CHICORY) o dall’ingiustizia (WILLOW) o dall’abbandono di una causa (VERVAIN), ma dal sentire che la vita stessa è quella che ci ha tradito. Così, mentre gli altri fiori sopra citati, fissano il loro amore su problemi specifici che possono deluderli, GENTIAN, invece, concentra i suoi sentimenti sulla vita stessa e sul futuro.
Come WATER VIOLET e VERVAIN, GENTIAN è di solito un'anima che possiede una lunga esperienza e saggezza. Quando la sua struttura si distende lontano dall'ombra del “nemico interiore" che lo trascina nella negatività, ha la capacità di affrontare ostacoli, problemi e difficoltà con una visione più ampia. Ma non solo. È anche un buon amministratore delle risorse limitate, tenace nell’andare avanti con il suo scopo di vita, resistendo senza arrendersi. Quando penso a GENTIAN mi viene sempre in mente una canzone, “Resisterò”: "Quando perdo tutte le partite / quando dormo con la solitudine / quando mi chiudono le uscite / e la notte non mi lascia in pace. / Quando sento paura del silenzio / quando è necessario rimanere in piedi / quando i ricordi ribelli / mi mettono al muro / resisterò, eretto davanti a tutto / io di ferro, indurita la pelle / e anche se i venti della vita soffiano forte / sono come la canna che si piega, / ma è sempre in piedi / resisterò, per continuare a vivere / sopportando i colpi e non mi arrenderò mai / e anche se i sogni si frantumeranno / resisterò, resisterò / quando il mondo perde ogni magia / quando il mio nemico sono io / quando mi pugnala la nostalgia / e non riconosco la mia voce / quando mi minaccia la follia......
 
Tutti commettiamo degli errori. Uno molto significativo è non saper perdonare. Questo comportamento ci lega, impoverisce e consuma irrimediabilmente. Ma anche, parlare male di coloro che commettono una sorta di mancanza o errore non fa altro che dimostrare che se l'altro è inciampato, io sono caduto nella superbia di sentirmi al di sopra di ogni peccato. La mancanza di compassione è il riflesso dell'ambizione di credersi migliore e il rendere pubblici i difetti degli altri, denota solo miseria spirituale.

Ci sono persone che dicono di essere trasparenti, che professano l’impeccabilità ma criticano, squalifica o spogliano le ferite del prossimo senza pietà. Invece di occuparsi delle proprie cose si occupano delle cose degli altri. E, anche se ci sono giustificazioni, questo è un atteggiamento meschino. Per quanto mi riguarda, preferisco, nella mia vita, coniugare peccato e perdono e, riguardo la vita degli altri, il silenzio piuttosto che raccontare quello che posso sapere della storia altrui o credere che io sia al di fuori di qualsiasi errore. Chiedo di stare in pace e credo che la pace sia un frutto migliore che avere ragione. Il peccato ha fascino per l'anima e il pettegolezzo è solo l'occupazione di chi ha dimenticato la cura dell'anima.

Quando uno si mette dalla parte dell'amore, capisce che se qualcuno fa qualcosa di sbagliato o ci ferisce, anche questo fa parte dell'insegnamento che dobbiamo imparare. L' altro è uno specchio e un maestro della nostra evoluzione. Quindi, se non stiamo per dire niente di buono su qualcun altro, tacciamo. Ciò che diciamo di un altro parla anche di noi; ci mostra ciò che siamo e che non vogliamo accettare. In questo modo, mi toccano due compiti. Una, chiedere perdono per ogni volta che ho detto qualcosa su un'altra persona senza misericordia e, due, perdonare tutti coloro che possono commentare qualcosa di poco gentile su di me. Succede che, a volte, se qualcuno ha una brutta opinione su di noi, la frustrazione ci invade, abbassiamo le braccia e smettiamo di combattere. È un ostacolo che ci deprime, ci scoraggia e, quindi, abbandoniamo il processo dell’andare avanti nella vita. E questa esperienza, la sentiamo nel nostro cuore come una pena d'amore. In questa circostanza, GENTIAN, ci aiuta a riprendere la fede per continuare ad affrontare la quotidianità della nostra vita.


8.   La frustrazione
Voglio parlarvi della frustrazione d'amore e degli effetti che essa provoca, questa emozione, nella vita di una persona e nella sua connessione con lo stato GENTIAN. Ma prima ho bisogno di parlarvi della frustrazione. In quanto tale, questa emozione è una reazione affettiva che emerge, nella nostra storia, a causa di un conflitto, di natura psichica, di fronte a un fatto che non è stato intrapreso. Tuttavia, è anche una conseguenza di qualcosa incominciato ma che, una difficoltà, non ci permette di andare avanti. A volte c'è una barriera che riteniamo sia invalicabile. La frustrazione nasce quindi dalla presenza di un ostacolo che limita o impedisce, a qualcuno, di raggiungere il suo obiettivo. Questa è la tipica frustrazione VERVAIN.

Poi c'è quella frustrazione che deriva dal fatto di dovere affrontare due obiettivi ugualmente preziosi, ma che si escludono a vicenda. Ecco SCLERANTHUS. Inoltre, c'è la frustrazione del prodotto della fuga o dell’evitamento in circostanze negative di MIMULUS. Ma caratteristica della frustrazione di GENTIAN è quella che emerge da un dubbio di fronte ad un evento o una condizione in grado di produrre sia effetti positivi che negativi in proporzioni simili. Guardando questa circostanza, GENTIAN preferisce non fare nulla. Ma nulla è paragonabile a quello che scatena la delusione amorosa, un altro tema che questo fiore aiuta a guarire.

Le cause che danno origine alla frustrazione sono contingenti e varie per ciascuno. Ciò che genera frustrazione in uno, all’altro non fa una piega. Qual è la ragione di questa condizione? Da una parte la nostra personalità e, dall'altro, la storia della vita che fa in modo che certe situazioni abbiano un impatto diverso in ciascuno di noi. È che la vita ci prepara, fin dall'infanzia, a rispondere con maggiore o minore forza a eventi potenzialmente frustranti e, ciascuno, ha una certa sensibilità nel rispondere a ciascuno di essi.
 
Tuttavia, la società impone condizioni di competitività di tale entità che ci sono persone che cadono nella frustrazione quando vedono che, nell'ambiente in cui si muovono, altri sono riusciti a raggiungere obiettivi con successo che loro non riescono a raggiungere. Così, la valutazione autolesionista conduce, a volte, alla frustrazione. È  che il desiderio di successo è un potente vettore che stimola la cultura dei nostri giorni e diventa un metro di misura per l'importanza che gli altri ci danno. "Così tanto ottieni, tanto vali”.

Ciò non deve farci perdere di vista le motivazioni interne che svolgono un ruolo significativo nella produzione di sentimenti di frustrazione. Alcuni di questi motivi sono: proporre fini fuori portata o poco realizzabili, eccessiva autocritica, vulnerabilità alle critiche altrui, una storia di fragilità, maltrattamento o abuso e, naturalmente, il cuore infranto.

È bene chiedersi come permettiamo alla frustrazione di perturbare, disturbare o affliggere la nostra vita. Osservare davanti alla sua presenza che altri affetti nascono: rabbia, odio, angoscia, tristezza, voglia di morire, invidia... ognuno di è direzionato verso un sentiero di risposta che se lo guardassimo bene accetteremmo che è diventata una credenza, un'abitudine su cui non riflettiamo più. Prendiamo alcuni esempi floreali.
 
  • IMPATIENS risponde con ansia, accelerando ulteriormente i suoi ritmi, estremo isolamento o risposte crudeli o impazienti. Maggiore tensione, iperattività, si morde le unghie, non può stare fermo, ecc.
  • VERVAIN, spiega, ragiona, cerca di trovare giustificazioni alla situazione che sta attraversando, e trasforma questa storia in un sermone.
  • CHICORY, mette negli altri, incolpandoli, le ragioni del suo fallimento e dell’insufficienza.
  • CLEMATIS, costruisce un ideale ammirato con cui cerca di coprire il dolore che provoca la frustrazione della perdita.
  • AGRIMONY, nasconde il proprio tormento interiore, fa come se la frustrazione non fosse mai esistita.
  • MIMULUS, evita o fugge se si sente frustrato e lo fa per timore di far uscire la sua rabbia per il fallimento o per una discussione che non può sostenere.
  • CENTAURY, di fronte alla frustrazione generata da una attività che sente di non potere realizzare correttamente, sposta il suo interesse nel fare qualcosa di diverso.
  • Ma GENTIAN fugge. Lo fa immaginando di non essere in grado di raggiungere l'obiettivo che si è prefissato o di portare a termine il lavoro intrapreso. Allora abbandona il compito di continuare. Ma anche il suo atteggiamento di fuga si basa sulla necessità di superare gli eventi negativi.


9.   Il cuore infranto
Il cuore infranto è una causa di profonda frustrazione per gli esseri umani. È bene capire che nessuno ci rende felici, ma che nessuno ci genera infelicità. È opera nostra. Tu puoi non amarmi ed è un tuo diritto, e un tuo sentimento. Ma se questo mi rende infelice non è la tua responsabilità, ma la mia. Quando lascio che il disagio, per un cuore spezzato, si impadronisca della mia vita, questo è, in realtà, quello che voglio. Desidero, in modo inconscio, sentirmi vittima, lamentarmi come un bambino.
 
Tu puoi non amarmi, e so che non è lo stesso con te e senza di te, ma posso vivere ed essere felice senza di te. Non è che il tuo amore non sia abbastanza, o che manchi di impegno, o che non ti dai come faccio io, o.... L' amore non è eterno, e neanche le relazioni. Appassionati e duraturi, sono cose diverse. GENTIAN mi insegna la realtà, profonda ed essenziale, che tutto nella vita è esperienza e che farla "buona" o "cattiva" è il prodotto delle mie proiezioni, non dell’esperienza in sè. Che il vivere non dipende da te, ma da me. Quindi  non c'è frustrazione nel mio cuore spezzato più che nella necessità della mia immaginazione. È che quando non mi ami, ferisci la mia autostima. Forse era quello che la mia anima richiedeva per capire che il mio valore non è legato al fatto che tu mi ami.
 
Anche se non ci credi, la tua “mancanza d’amore” mi fa crescere ed è un nutrimento per la mia vita. Certo che voglio che tu mi ami, ma se non c'è amore in te per me, non ne soffro. Seguo la mia strada, provando ancora e ancora, senza svenire, per trovare qualcuno da amare. Veronica mi confessò, in una consultazione, piena di lacrime: "Un tempo sentivo, che la solitudine mi perseguitava, che ero condannata a non trovare chi amare." GENTIAN ha cambiato quella realtà le ha permesso di aprirsi all'amore perché le ha fatto capire che, l'amore, non è una meta a cui arrivare sconfitti o vincenti. O che la mancanza d’amore è un fallimento. Dopo tutto, come dice Fernando Pessoa, "tutto vale la pena se l'anima non è piccola."


10.   Riassumendo Gentian
Oggi arriviamo alla fine della strada con GENTIAN. Ci ha insegnato che nidifica nella sua anima il coraggio di accettare la vita come si presenta e le cose e le relazioni così come sono. Che è un fiore che aiuta a creare realtà costruttive e che ci allontana dallo scoraggiamento, dallo sconforto e dalla tristezza. Ci spinge a farci carico della responsabilità che noi siamo (ognuno di noi) i gestori dello spazio che abitiamo e che dipende da noi trarre profitto da ogni esperienza vissuta. Pertanto, tutte queste qualità portano a considerare la vita come un vero processo evolutivo e ad accettare che ogni circostanza che affrontiamo è un'opportunità per imparare e crescere.
 
Così, GENTIAN, risveglia la fede che ci permette di aprirci a raggiungere gli obiettivi personali, una sensazione di gioia e di fiducia di poter ottenere ciò che si desidera. Per Bach questo atteggiamento di fede implicava sia un atto umano che l’apertura alla Grazia Divina. Questa Fede, la troveremo di nuovo in MUSTARD. Tuttavia, in quest'ultimo fiore la direzione è tuffata a capofitto nell'ombra con la fiducia che stiamo per tornare alla luce. In GENTIAN si tratta di affrontare condizioni più difficili e dure, sentirsi vulnerabile e ancora non sufficientemente capaci ma, anche così, non desistere con la convinzione che una forza lo assista, che può tuffarsi nel successo e nei risultati senza temere di ciò che farà successivamente con tutto ciò. Insomma che sta tornando dalla "luce".
Scritti tratti da https://www.facebook.com/eduardohoracio.grecco   20/08/2017
Liberamente tradotto da Antonella Napoli - Le parti in neretto, i titoli e la formattazione non sono dell'autore, ma le ho inserite per una più veloce e scorrevole lettura


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Dr.ssa Antonella Napoli, Psicologa e floriterapeuta, P.I. 001355428886
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