Elm alcune riflessioni (Eduardo H. Grecco) - Fiori per l'anima

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Elm alcune riflessioni (Eduardo H. Grecco)

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Andiamo avanti con la descrizione approfondita degli ultimi 19 rimedi del repertorio di Bach. Sempre con le parole del dr. Grecco con brani che lui ha pubblicato sul suo profilo Facebook ed io ho raccolto e tradotto. Stimoli e spunti per approfondire, riflettere e scoprire aspetti di questa essenza.

Quello che è emerso l'ho diviso in varie parti, cercando di darne un titolo che ne riassumesse il contenuto. Cliccando sul titolo potete andare a leggere direttamente la parte di vostro interesse, oppure leggere tutto l'articolo scorrendolo di seguito. Buona lettura! Antonella Napoli

Riflessioni su Elm
                         




Elm, l’olmo tra simboli e mitologia
L' Olmo è un albero che risveglia, in me, una dolce nostalgia dell'infanzia. In quel periodo, mi sedevo spesso accanto a mio nonno materno ad ascoltare come raccontava storie e leggeva poesie.
 
Un giorno, piovoso e invernale, mi fece conoscere Antonio Machado, attraverso una delle sue poesie, che quale parlava di un "Olmo secco, diviso da un fulmine e per metà marcio" ma che, comunque, nonostante tutto, su quell'albero un ramo stava ancora rifiorendo. Machado, finisce in questo modo il verso: " il mio cuore aspetta / anche, verso la luce e verso la vita, / altro miracolo della primavera." Bellissima immagine che parla da sola: anche se sento sulle spalle un peso schiacciante, pieno di oscurità e che si sgretola, esiste l'illusione di una riconciliazione con la luce, la vita e l'amore; accanto alla morte, la speranza della resurrezione. Forse, questa è uno dei motivi della presenza dei forti sentimenti che abitano in me, fin dall'infanzia, per questo albero che Bach ha scelto per far sì che i suoi fiori integrassero la sua proposta terapeutica.
 
Insieme a questo ricordo, è ancora curioso il fatto che, in alcune antiche visioni del mondo, ELM fosse associato alla morte e alla rinascita. In quella direzione i greci raccontano un mito che riporta che la prima foresta di Olmi è nata al ritorno di Orfeo dal suo viaggio all'inferno. D'altronde era l'albero consacrato ad Hermes, il dio Psicopompo, cioè colui che guidava le anime dei morti verso l'oltretomba, paradiso o inferno, lo stesso ruolo di Anubi nella mitologia egizia, delle Valchirie nella mitologia nordica e di Morrigan o dei corvi tra gli irlandesi. Inoltre, nella cultura mediterranea, l'Olmo era dedicato a Cronos mentre, in Europa del Nord, veniva offerto agli Elfi che sorvegliavano i tumuli dei morti. Pertanto, sembra necessario stabilire in relazione a questo albero, al di là della sua connessione con limiti e barriere tipiche del suo aspetto saturnino, una configurazione unica legata ad un aspetto della sua azione e simbologia che prosegue, in un altro livello, il lavoro iniziato da CHERRY PLUM, di permettere l'espressione della nostra ombra nel quadro della coscienza.
  
Gli alberi possiedono una magia simbolica unica. Le loro chiome e le loro radici, rispettivamente, esprimono le voci del vento e della terra, dell'anima e della personalità, dello spirituale e del carnale. Alcuni di loro sono stati considerati sacri e esiste una lunga lista, che proviene da diverse culture, da alberi donatori di virtù meravigliose. Così, ad esempio, nella mitologia celtica, il Pino è un albero benevolo, che aiuta a riposare il viaggiatore stanco della sua camminata. Da parte sua, l’Olmo era visto come un albero a sua volta magico e profetico dedicato a Crono e legato alla giustizia. Sotto i suoi rami, nel medioevo, si gestiva l'equità della legge che prevedeva l'equanimità sincronica della natura. Così, secondo alcune tradizioni, se nasceva qualche controversia tra due persone, venivano poste sotto i rami di un Olmo, una ad ogni lato del suo tronco, fino a quando cadeva una foglia dell'albero su colui che aveva detto la verità. In quel senso l'Olmo era visto come un padre maestro della saggezza, che poteva essere consultato, in quanto, gestiva la giustizia con imparzialità. Eppure, nell'antichità, l'Olmo aveva anche la reputazione di essere un albero che causava sterilità. Forse, questo nasce dal fatto che l'Olmo è sterile.

Se indaghiamo nella memoria di diverse culture mediterranee troviamo che, l'Olmo, è legato al mondo onirico e al ciclo della morte e della resurrezione.
 “Nel mezzo un olmo immenso, ombroso, stende i rami e le braccia annose: dicono che questa sia la casa dove stanno di solito i vani Sogni, appesi, sotto ciascuna foglia.”  (ndr Eneide VI, 282-249) in questa frase, Virgilio sta parlando degli Inferi e della visita di Enea a questa regione della realtà mitica.
 
Ma c'è un tema molto terreno dell'Olmo ed è il suo uso come supporto delle viti. In assenza di un'altra risorsa, greci e romani usavano l'Olmo come supporto per la crescita delle viti. Questo abbinamento Olmo-vite, non resta solo sul piano materiale ma si estende ad un legame tra le essenze che provengono dai loro fiori. L' esigenza che da bambini hanno vissuto le persone che oggi presentano una corazza VINE, influenza il loro modo di agire oggi e vale la pena chiedersi in che misura la ricerca di perfezione ELM sia alla base della precisa efficacia di VINE per risolvere i problemi e pensare in un modo completo, conciso e corretto.



La perfezione di Elm.
In questi ultimi giorni sono stato collegato ad una specifica e densa esperienza: essere travolto. Mi sentivo sopraffatto, esausto, oppresso, dispiaciuto e abbattuto. Tutto è iniziato con l'assunzione di ELM che ha scatenato, al mio interno, un processo in cui si stavano manifestando esperienze in cui già abitava senza saperlo. In tutto il corso dell'esperienza, mi attraversava una certa quota di incertezza, angoscia e scoraggiamento che, in modo progressivo, è andato trasformando in speranza attiva.

Ora, mi rendo conto che ELM dà proporzione e temperanza all'immaginario di perfezione che gli esseri umani sostengono, che aiuta a visualizzare che, nell'eccellenza, non bisogna cercare assoluti o obiettivi finali e percepire la perfezione come qualcosa per ognuno in un lasso specifico della sua vita. Che gli esseri umani siamo spinti da un'energia interiore verso la perfezione, ma vista come evoluzione più che come culmine. In quel modo, a bordo di quella nave sperimentiamo, nella nostra esistenza quotidiana, gioia più che delusione, conforto più che frustrazione e ottimismo più che depressione e, così, vediamo gli ideali come realtà vive e concrete che si sommano all'insieme dei vari campi della nostra vita e non come prototipi fissi ed eclusivi.
  
Uno dei tratti significativi di ELM è l'aspirazione alla perfezione. Si aggrappa a modelli ideali, invece di fidarsi e imparare dall'esperienza. Sostenere idee dure e severe di perfezione, come se fossero una categoria irrevocabile, porta come risultato alla persona che le sostiene, di non riuscire mai a realizzarle nella realtà, per la sua stessa natura ideale. A questo si aggiunge, sicuramente, lo stress che genera il  cercare di provare a vivere secondo un'immagine irraggiungibile.

Siamo educati, fin da bambini, a seguire modelli e questo fatto è nell'essenza dell'attaccamento che ELM scioglie. Una fedeltà a modelli senza eguali ma impossibili, invece di dare credito all'esperienza. Quando una persona impara che l'evoluzione non consiste nel raggiungere la perfezione ma nell'integrare le nostre parti oscure e relegate a tutto ciò che siamo, si comprende che si può ancora germogliare nonostante il fatto che tutto intorno a noi sia secco, impedito e rotto. Che l'esperienza è sempre tempestiva anche negli errori.
  
La clinica insegna che ELM aiuta a comprendere, che ognuno di noi è perfetto nella sua imperfezione, vulnerabilità e finitezza. Che non è necessario fare nulla per raggiungere questa perfezione, salvo essere fedele a se stessi allontanando dalla nostra vita, la ricerca di ideali che ci allontanano dalla realtà, quella realtà in cui dobbiamo vivere e dove ci tocca imparare. Inoltre, facilita renderci conto che il nostro lavoro non è rispettare modelli inaccessibili e modelli di altri. E ci mostra che la perfezione non è nel raggiungere il traguardo ma nel godersi il processo. È per questo motivo, ELM permette di sviluppare la pratica di un "Idealismo realistico".

Nel 1935 Bach sottolinea: " ELM, per lasciare tutta la responsabilità nelle mani del Creatore, ricordando i nostri limiti." Interessante commento di Bach che non ha un messaggio finito o mancante, e che mette ELM, nel Cammino dell’essere una condizione emotiva che chiede di generare fiducia e umiltà nella cura che l'universo del transpersonale esercita su ognuno di noi.
  
Così come ELM è un'essenza per sciogliere, in una persona, certe reazioni legate ad un eccesso di idealismo che portano a gettare la spugna davanti all'evidenza che non si può raggiungere l’obiettivo, altrettanto lo aiuta anche ad integrare, nella sua vita, il desiderio di idealismo e perfezione se mancano. Ma, a questo punto della perfezione, quello che ELM fa è portarci a sperimentare non come un valore assoluto che spinge a vivere secondo regole impossibili da realizzare, ma come un'aspirazione che ha bisogno di essere adeguata ad ogni realtà specifica. Che non esiste "la perfezione" come un concetto in astratto, ma una visione soggettiva di sentirsi pienamente in ciò che si è senza cercare di raggiungere modelli prestabiliti e normativi. L'ostacolo da superare è che la persona, dirige la sua forza verso un obiettivo e poichè gli risulta difficile calmare l'impeto che la spinge, cade nello sconforto, sopraffatto davanti alla percezione che quello che aveva pianificato di fare, è, in realtà , incapace di realizzarlo.


Elm, la modulazione dell’utopia
Negli anni ‘60 del secolo scorso insieme a quanto stava accadendo nel mondo, anche in Argentina sorse un movimento per riscattare un paese coinvolto nella censura e nella repressione. In quel tempo ero studente e il collettivo universitario immaginava un ideale del paese basato su valori sociali, principi che avevamo dogmatizzato come l’unica verità. Gridavamo per la realizzazione di un'utopia credendo che fosse una realtà possibile. Dimenticavamo che, la parola "utopia", era una creazione di Thomas More per chiamare così l'isola ideale immaginata per lo sviluppo della sua opera: "Del migliore degli stati possibili e dell'isola Utopia", a partire da quello momento una toponimia che significa "luogo che non esiste".

Allora credevamo che la nostra sola volontà fosse in grado di cambiare il mondo e realizzare un sogno. Intrappolati in una prospettiva VERVAIN, ELM sarebbe stata una buona risorsa per modulare la nostra scommessa. È interessante il fatto che, nel corso degli anni, dopo avere incontrato tante persone di quei tempi "militanti", in diversi luoghi del mondo, la maggior parte di loro si trovavano, come me, nelle braccia di “ alternative e / o pratiche spirituali". All'inizio mi sembrava curioso, fino a quando non ho capito che, questi movimenti sono l'utopia della nostra epoca. Siamo ancora nella stessa ricerca ma con un altro discorso. Il pericolo è ricadere nello stesso peccato di dogmatizzare un modello invece di imparare a nutrirci di ciò che l'esperienza insegna. Uno di questi insegnamenti consiste nell'assimilare la necessità di mitigare l'ingenuità del nostro idealismo, smettere di imitare Don Chisciotte.
  
ELM permette di scoprire l'autentica forza che vive in ognuno di noi. Concede la fermezza che ci fa ricongiungere l'esperienza, con la forza dell'anima, in quei momenti in cui siamo naufragati nelle inquietudini e nelle preoccupazioni materiali, o quando cerchiamo di raggiungere obiettivi o realizzare modelli idealizzati. Ci fa capire che bisogna consegnare, alla vita e alla divinità, ciò che uno crede essere il suo carico e la sua responsabilità. Vediamo, allora, che c'è una fenditura che collega VERVAIN e ELM. Entrambi sembrano seguire una chiamata, preoccupati per l'umanità, lavorando su qualcosa di trascendente, non quotidiano, legati a modelli o dogmi e, si spezzano e deprimono quando percepiscono che non stanno riuscendo a raggiungere gli obiettivi che hanno in mente. In quelle situazioni la clinica ci indica che VERVAIN e ELM sono aiuto, supporto e protezione nella nostra vita.


Elm e l’Eremita dei Tarocchi
Se ci soffermiamo sui 21 Arcani dei Tarocchi stesi in ordine come una sequenza su un tavolo, osserviamo la particolarità che, tra l'inizio e fine della serie, Il Matto e Il Mondo, tutte le figure sembrano statiche come se fossero in attesa di farsi fotografare o in posa davanti ad un ritrattista. Al contrario le due citate sono in movimento ma possiedono una differenza: Il Matto è vestito e la figura che appare ne Il Mondo è nuda. Come se queste immagini riaffermassero il viaggio mitico di Ulisse, che finisce gettato sulle spiagge di Itaca senza vestiti, mentre, alla partenza dalla Troia distrutta dai greci, si trovava guarnito di ricchezze e ornamenti. Così come insegna il processo di evoluzione nell'induismo, è necessario perdere tutto per ritrovarsi, sbarazzarsi di tutte le coperture mondane - illusioni, mandati, certezze - per imbattersi nel vero Sè. Se seguiamo i passi della metafora di Ulisse, aggiungiamo: è la liberazione di tutti i legami terreni che permette di abbracciare nuovamente l'amore.
Forse, questo è lo svolgimento da CHERRY PLUM a SWEET CHESTNUT, all'interno del quale il primo passo è ELM come un essenza che ci parla della responsabilità della giustizia ma, anche, delle limitazioni dell'Eremita.

L' Eremita è l'immagine dell'ultima delle quattro lezioni morali che l'archetipo del "Matto" deve imparare. Si tratta della lezione del tempo e delle limitazioni che implica sviluppare un atteggiamento riflessivo e introspettivo, per raggiungere la serenità, lezione che insegna l'Eremita. Questo è il motivo per cui l'Eremita offre un'immagine di umiltà, che si testimonia nell'atteggiamento di accettare ciò che non è possibile modificare o trasformare ma che è in grado di accelerare l’apprendimento delle qualità di quiete, tranquillità, placidità e calma, senza le quali è impraticabile affrontare gli inconvenienti, ostacoli e i contrattempi della vita.
  
Quindi, l'energia dell'Eremita insegna pazienza e prudenza, virtù che rafforzano la disposizione ad aspettare senza pretendere, incolpare o cadere a pezzi. Il suo lato negativo è però la sua testarda opposizione al cambiamento e all’accettazione del passaggio del tempo. Quando l'Eremita si manifesta nella vita del Matto, che rappresenta ognuno di noi nel processo di apprendimento nella scuola della terra, implica che siamo di fronte alla possibilità di costruire fondamenta solide per la nostra personalità, purchè, si sia disposti a saper aspettare e smettere di seguire modelli esteriori e rigidi e fidarsi di ciò che l'esperienza offre come nutrizione e guida. Mi sembra fattibile collegare questa dinamica con l'azione che genera ELM.


Elm e l’eccessiva cura del corpo
 A volte il sovraccarico di responsabilità che una persona in stato ELM si porta addosso, si trasferisce ad una sensazione soggettiva di sovrappeso corporeo. Questa manifestazione indica una distorsione della percezione che si ha del proprio corpo, delle sue forme e dei suoi limiti, un'immagine deformata che si costruisce a partire da atteggiamenti, cognizioni, affetti, credenze e valutazioni.

Nel caso specifico di ELM, gioca un ruolo molto significativo l'esistenza di modelli di perfezione corporea e l'auto-esigenza di raggiungere quel traguardo. Per questo motivo, questa essenza diventa un buon aiuto in quadri in cui questa esperienza è presente, come nell'anoressia o nell'eccessiva cura corporea del peso e delle linee corporee.


Stress e rilassamento con Elm
Le persone inclini a reagire nella modalità ELM attirano le responsabilità su di loro in modo permanente. È come se fossero intrappolate in uno schema che si reitera e dal quale è difficile uscire. Questo origina loro il vivere sovraccaricati e con continue richieste che li conducono ad un quadro di "distress". Questa patologia è una forma di stress con implicazioni per la salute, come affaticamento prolungato, sonnolenza diurna, perdite nella memoria e nella concentrazione, disattenzioni che possono condurre ad incidenti, calo delle prestazioni fisiche e intellettuali, mal di testa, disfunzioni sessuali, contratture cervicali, bruxismo, problemi digestivi, diarrea o stitichezza, propensione all'impiego di alcol e/o droga per rilassarsi e come un incentivo per migliorare l’umore depresso, perdita o aumento importante di peso e la presenza di emozioni negative disfunzionali.

Così come ELM agisce beneficamente in questo stile di funzionamento, allo stesso modo lo fa davanti a circostanze di sovra-richieste specifiche e transitorie, come quando avviene in un esame. In questo modo, ELM favorisce la riduzione delle necessità di sentirsi costretti o obbligati a compiere al mandato di essere o di fare le cose in modo unico, impeccabile e perfetto, il che implica che la persona accede a crescenti gradi di rilassamento, abbandonando il bisogno di soddisfare questa richiesta.

In un recente viaggio mi hanno fatto tre regali: una bottiglia di ottimo vino, un suggestivo set di carte di tarocchi e un bellissimo libro di racconti di Fernando Pessoa. Singolare sequenza di doni che hanno reso felice il mio cuore. Regali che testimoniano l'amore che mi professano quelle persone che mi hanno fatto quei regali. Il vino si è consumato in una cena fraterna. Non posso immaginare un destino migliore per il sangue fermentato dell'uva.
  
Ieri mi sono seduto e ho aperto la scatola che contiene i mazzi dei tarocchi archetipici. Li ho fatti scorrere per un  po', osservando i simboli e le immagini degli Arcani Maggiori, fino a quando non ho percepito come la penombra dell'inizio della notte penetrava dalla finestra del mio studio ed è stata quella circostanza crepuscolare quella che mi ha portato ad iniziare a godere con i racconti di Pessoa, un tessuto narrativo in cui la forma e il contenuto hanno la struttura di un sogno. Ma, non quello caratteristico dell’onirismo fantasmagorico che viene e si respira nel mondo inconscio. Al contrario mi riferisco a quel sogno creativo, trasformante e generatore di una coscienza che cerca di forgiare il destino.

Pessoa, aveva un modo di vedere e comprendere la realtà molto simile al modo in cui lavora la psiche CLEMATIS: la creava a partire dalla fantasticheria e faceva in modo che lei fornisse le sensazioni che poi diventano materialità. "Non ho mai avuto amori così veri, così pieni di vigore di sangue e di vita come quelli che ho avuto con gli esseri che ho creato" (Fernando Pessoa). VERVAIN, invece, più che il sognare, fingere, si colloca nel luogo di testimone privilegiato delle sue creazioni. È idealista ma il suo idealismo è differente da quello che incoraggia lo stato ELM. La differenza non è solo di contenuto, anche di scopo: VERVAIN ha bisogno di imporre la sua visione sugli altri, ELM a se stesso.
  
VERVAIN pratica un fiducioso donchisciottismo, ELM è prigioniero di un idealismo oppressivo che prima o poi lo porta ad una crollo depressivo.
Sulla mia scrivania seguono, in serie, gli arcani dei tarocchi e, accanto a loro, il libro aperto di Pessoa. Ora mi rendo conto che sono una testimonianza simbolica della mia ricerca di riconciliarmi con l'ignoto di me che urla dall'ombra (CHERRY PLUM), richiesta identificarmi con modelli altrui (ELM) e si proietta al mondo esterno sotto una percezione escatológica della realtà che diventa minacciosa (ASPEN).


Elm la scoperta
Edward Bach nel 1936 scrive di ELM nel suo libro " I dodici Guaritori e altri rimedi ", quanto segue: "Per coloro che stanno compiendo un buon lavoro, stanno seguendo la loro vocazione e sperano di fare qualcosa di importante, spesso per il bene dell’umanità. A volte possono attraversare dei periodi di depressione nei quali hanno la sensazione che il compito intrapreso sia troppo diffìcile e vada oltre le possibilità di un essere umano." Sebbene questo testo sia a più di un anno dalla scoperta del rimedio, evoca il possibile stato emotivo di Bach che lo ha portato a prepararlo.
 
Anni fa, molti davvero, avevo terminato una formazione in antropologia strutturale che mi aveva richiesto tempo, impegno e dedizione. Mi sentivo felice non solo per il traguardo ma per il relax alla quale pensavo di rimettermi. Ero in quel punto di gioia fantasiosa e calma muscolare che tanto si apprezza dopo un intenso trambusto. Non è durata molto questa tranquillità. All'improvviso tutto ha cospirato per gettarmi in una nuova avventura alla quale non ho voluto rifiutare. Questa esperienza personale mi fa pensare alle circostanze di Bach all'inizio dello sviluppo della sua ultima serie di rimedi. Sicuramente aveva pensato che il suo lavoro era concluso dopo aver preparato i Sette Aiuti, quando la realtà e la vita lo hanno spinto ad un nuovo movimento.
 
Non immagino Bach che salti di gioia ma travolto dalla responsabilità che ancora una volta cadevano sulle sue spalle. Un tributo che non poteva delegare a nessuno, che era la sua felicità e la sua croce. Avvolto nella sopraffazione, oppresso dal peso di questo "obbligo di vita", seguendo la sua vocazione, desiderando fare qualcosa di buono per l'umanità ma, allo stesso tempo sentendo nelle sue ossa la sensazione di aver intrapreso un compito eccessivo che trascendeva i talenti umani, che era qualcosa che andava oltre le sue forze, lì, a quel punto, Bach si trovava al centro dell'esperienza ELM. Forse, questo fa parte della storia dei motivi che lo hanno portato a cercare il fiore.


ELM per realizzare lo scopo dell’anima
L' essenza floreale ELM, dona calore alla persona che la beve, avvolge di luce il suo cuore e aiuta a cambiare lo stato d’animo abbattuto, coprendolo con prosperosa e cortese forza, fermezza e determinazione. Il mondo smette di essere un campo di gravità e pesi che angosciano, con l'esigenza di perfezione, per diventare un territorio da esplorare attraverso l'esperienza. Ma, forse, la percezione più forte risiede in un'altra questione.

La clinica insegna che ELM dà determinazione, volontà, motivazione per realizzare lo scopo dell'anima che ha chiarezza intorno al suo lavoro nella Scuola della Terra. In un certo aspetto la persona che richiede ELM si ritrovo come WILD OAT senza vista, accecato nella sua capacità di vedere ciò che la vita gli riserva, come se il futuro fosse lontano dalla possibilità di essere raggiunto. CERATO proprio come ELM è sommerso dall'incertezza. Ma, a CERATO, questa emozione è come una cronica ammonizione quotidiana mentre, in ELM, si tratta, piuttosto, di una risposta imprevista ed improvvisa.


ELM e la fecondità creativa
È ancora strano e suggestivo, almeno per me, lo scioccante fatto della condizione del seme della specie dell'ELM, che Bach ha selezionato: non germoglia, non attecchisce. Nella natura, come nel resto degli ordini della vita, tutto ciò che accade possiede un significato anche se non è un comportamento efficace. Quindi l’infertilità ha un significato. Ma quale?

Certo, ora non parleremo dell'Olmo ma delle persone.
In termini molto generali l’infertilità denuncia l'esperienza della gravidanza come una situazione pericolosa per la sopravvivenza, fatto che si risolve evitando il concepimento. Ci sono altre questioni come il timore di essere padre o madre, la presenza di una resistenza inconscia ad esserlo o non sentire, in realtà, la necessità di avere figli. Ovviamente ci sono motivi di apprendimento dell'anima e temi di memorie ancestrali coinvolte in questa questione. Nulla di quanto detto esaurisce il tema e molte altre cose entrano in gioco, come la colpa e la svalutazione, ma il punto a cui voglio arrivare è al fatto clinico della gestione che ELM fa come promotore della fecondità. E, non mi riferisco in esclusiva alla riproduzione, ma a tutto l'universo di creazione. Aiuta, ad esempio, non solo a non pretendere di scrivere un testo perfetto, ma a liberare i blocchi che impediscono di scriverlo.


OAK e ELM differenze
In cosa si assomigliano OAK e ELM?
Bella domanda, che anni fa mi fece un allievo che mi ha provocato una lunga riflessione clinica. Sia la corazza OAK che il modello di risposta ELM, parlano di persone forti, legali, efficienti nel mondo, resistenti, capaci, idealisti e con una naturale tendenza a farsi carico di responsabilità.

OAK sembra che stia espiando una colpa sotto la pressione di una dura coscienza morale mentre, ELM, si trova intrappolato nell’esigenza di un ideale dell’Io potente e tirannico. Davanti alle avversità OAK continua a combattere senza arrendersi scommettendo su un futuro, anche se non ha speranza di vederlo. ELM, invece, si incrina e si deprime di fronte ad un compito che sente di non riuscire a raggiungere e che si trova al di fuori della sfera delle possibilità umane.


Troppo radicato nel mondo materiale: ELM
È frequente vedere che lo stato emotivo ELM è associato a malattie che non possono essere eliminate dalla vita dalle persone in maniera semplice. Come se, per riuscirci, avessero bisogno, una spinta in più, che non è nella loro natura. Tuttavia, dà motivo di riflettere il fatto che, insieme a questa circostanza, un'altra caratteristica importante è la capacità di adattamento alle norme culturali e sociali stabilite che fa sì che le persone inclini a questo modello cerchino di svolgere lavori tradizionali, dedicati al benessere per l'umanità, e che ricevono riconoscimenti, come medici, religiosi, insegnanti, magistrati giudiziari, consiglieri, guaritori... Si può immaginare, allora, la presenza di un atteggiamento altruista e perfino filantropico.

In realtà ci troviamo di fronte ad una reazione di sovracompensazione. Essersi ritirato della lotta per soddisfare le esigenze di sussistenza lo ha condotto lungo il sentiero del voler raggiungere un "vivere superiore" a scapito di un'esigenza tremenda che logora e che non elimina l'incertezza che prima o poi lo raggiunge. Troppi concentrati sul desiderio di elevazione e sui risultati terreni abbiamo dimenticato di fidarsi dell'anima. "ELM ci riconnette alla fonte della nostra vera forza quando siamo diventati troppo radicati nel mondo materiale. Non importa quanto sia importante la responsabilità, dobbiamo imparare a mantenerala." (Julian Barnard)

Per concludere il nostro percorso su ELM voglio lasciarvi un paragrafo di Julian Barnard su ELM, che ci introduce in un mondo suggestivo di azioni di questa essenza. "Come vedremo, questi secondi Diciannove Rimedi sono direttamente legati a portare la luce al mondo. Se gli olmi fanno questo più efficacemente di altri è perché hanno il potenziale di vita per portare cambiamenti nella società umana. Cosa ha detto Bach? " quelli che stanno facendo un buon lavoro... seguendo la loro chiamata,... qualcosa di importante... per il beneficio dell'umanità '. L' Olmo è il loro aiuto e supporto."


La stanchezza nei Fiori di Bach
Fino ad ora l'anno è stato generoso e difficile. È bello permettersi di sentire l'impatto, di ciò che è stato percorso, nel corpo e nell'anima. Vibrare con la stanchezza che avvolge e accarezza. Non vale la pena immaginare la stanchezza come provocato dai lavori realizzati. La stanchezza è qualcosa di proprio e personale, un sentire che non bisogna sprecare cercando motivi materiali della sua apparizione. Bisogna vivere la stanchezza e chiederci che, in realtà, siamo stanchi quando siamo stanchi, cosa è ciò che realmente ci esaurisce nella nostra vita.

A volte la stanchezza è il risultato della routine (HORNEBEAM), della mancanza d'amore (HEATHER), del farsi carico del lavoro altrui (CENTAURY), dell’infelicità (WILD OAT), della tristezza (GENTIAN), degli eccessi (OLIVE) della solitudine dell’attesa.... Il vivere una vita con impegno estenuante (OAK). In altri casi, è frutto di voler vivere con l'esigenza di rendere le cose perfette, seguendo un modello ideale (ELM). Ma, per tutti i casi, non c'è miglior rimedio per la stanchezza che il piacere. Quando una persona è esausta, si sente devitalizzata, incapace di vivere la vita con interesse, come un'avventura e prende le distanze dal piacere. La stanchezza non viene curata con rinforzi vitaminici o riposo, ma con un cambio di vita. Un cambiamento in cui il godimento, la non esigenza, è il rimedio essenziale.
 

 
Scritti tratti da https://www.facebook.com/eduardohoracio.grecco   21/6/18
Liberamente tradotto da Antonella Napoli - Le parti in neretto, i titoli e la formattazione e le immagini non sono dell'autore, ma le ho inserite per una più veloce e scorrevole lettura


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Dr.ssa Antonella Napoli, Psicologa e floriterapeuta, P.I. 001355428886 Iscrizione OPL 03/16607
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