Wild Oat alcune riflessioni (Eduardo H. Grecco) - Fiori per l'anima

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Wild Oat alcune riflessioni (Eduardo H. Grecco)

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Chiudiamo con l'ultimo dei 7 Aiuti che è anche l'ultimo dei primi 19 rimedi. Bach arriva a questo punto e pensa di avere finito la scoperta dei suoi fiori. Invece sarà solo a metà. Ancora una volta le parole del dr. Grecco ci guidano attraverso la sua scoperta. Brani che lui ha pubblicato sul suo profilo Facebook ed io ho raccolto e tradotto. Stimoli e spunti per approfondire, riflettere e scoprire aspetti di questa essenza.

Quello che è emerso l'ho diviso in varie parti, cercando di darne un titolo che ne riassumesse il contenuto. Cliccando sul titolo potete andare a leggere direttamente la parte di vostro interesse, oppure leggere tutto l'articolo scorrendolo di seguito. Buona lettura! Antonella Napoli

Riflessioni su Wild Oat

Iniziare una narrazione su WILD OAT, rallegra il cuore. È un rimedio con cui mantengo una relazione molto speciale. Fin dai miei inizi, come terapeuta floreale, ho conservato cara questa essenza, e con una profonda attrazione per i suoi effetti. Forse, un motivo per questo, è il fatto che fornisce uno scopo nell'esistenza.
  
Mentre WATER VIOLET collega la persona con la sua missione nella vita, WILD OAT ha il compito di immergerci nell'intenzione o nell'animo giusto di fare o smettere di fare qualcosa nella vita. Questo è il motivo per cui parte della sua azione consiste nel focalizzare le persone, nel guarire l'incapacità di manifestare un'aspirazione o di unire sforzi e progetti, con la possibilità di attuarli nella realtà. Tuttavia, a un livello più profondo e trascendente, lo scopo di ogni essere umano consiste nel dare un senso pieno alla sua esistenza. E, quello che ha senso, è il sentire.

È chiaro che ci sono interrogativi che ci mettono in discussione. Alcuni di loro si riferiscono all'identità che ci definisce. Qui si tratta di domande del tipo chi sono io? Ma ce ne sono altre legate alla vocazione, il perché dell'esistenza, che è ciò che ci fa soffrire, quale cammino è quello che devo seguire, cosa desidero raggiungere... trovare risposte a queste domande sembra che da qualche parte, si colleghi al ritrovamento dello scopo di vita. E, anche se la ragione per cui siamo sulla Scuola della Terra non è qualcosa che può essere facilmente ed accuratamente delineato, il semplice fatto di generare la preoccupazione di farlo serve come una spinta significativa per andare avanti e chiarire la confusione.
  
Al pari di SCLERANTHUS, dove c'è una percezione non consapevole che decidere significa rendersi conto che la strada da prendere non ha più ritorno e quindi è possibile considerare che al dubbio oscillante di base si somma il non poter accettare questo rischio; in WILD OAT funziona, nello stesso ordine, il disorientamento e la confusione per fermare il progresso della persona nel suo percorso evolutivo. Trovare scopi ci cambia e risuona in tutti i settori della nostra vita. E non solo. Permette inoltre di gerarchizzare le priorità che guidano i nostri passi.
                       


Wild Oat: Essere fedeli a se stessi. Il nostro scopo
 
Avere uno scopo nella vita, per Bach, consiste nell'essere fedele a se stessi. Forse, l'insegnamento di Soren Kierkegaard risuonava nella sua mente umanista: "la più profonda forma di disperazione è scegliere di essere altro che non Se Stessi." O forse Bach non aveva letto l'autore di "Timore e tremore " (anche se io non lo credo) ma sicuramente si era avvicinato al Bhagavad Gita e là viene espresso qualcosa di simile: "È meglio adempiere il proprio dharma anche in maniera imperfetta, che completare in modo perfetto il dovere di un altro." E se WILD OAT è una Essenza che dà uno scopo, si suppone che, per averne bisogno, l'abbiamo perso.
  
Quali sono i motivi di questo smarrimento? Cosa abbiamo smesso di fare per uscire dal cammino? Mentre Bach lo riassume in due principi - il disprezzo della personalità ai mandati dell'anima e l'interferenza nella vita di altri o permettere l’interferenza di altri nella nostra vita - vorrei immergermi negli altri percorsi che amplificano questa proposta originale e che ci permetteranno di avere un nuovo sguardo su WILD OAT.
  
È comune che le persone pensino che la realtà oggettiva sia fuori senza rendersi conto che la verità dimora in noi. Da bambini ci insegnano a non essere noi stessi, ci propongono modelli da imitare e cerchiamo di essere quelli con l'intento di raggiungere approvazione e amore. In breve, recitiamo la sceneggiatura che altri hanno scritto per noi e la assumiamo come se fosse opera nostra. E, qualcosa di ancora più difficile, ciò che crediamo di essere, sono in realtà mille altri cristallizzati in un'unica identità: "Io".
  
Quindi, invece di leggere l'esterno dal nostro interno, interpretiamo l'interno dall'esterno e senza saperlo, stiamo rinunciando a chi siamo veramente. Se non siamo fedeli a noi stessi viviamo alle intemperie dell’intenzione dell'anima. Se WILD OAT ci mette sul cammino per recuperare il nostro scopo, il suo lavoro è aiutarci ad essere fedeli a ciò che siamo.
  
Abbiamo quindi visto una prima causa della deviazione dello scopo della nostra vita che Shelley Prevost riassume in modo molto chiaro: "Vivi dall’esterno verso l’interno e non dall’interno verso l’esterno” e, in modo molto lucido, aggiunge una seconda ragione: "Stai cercando una carriera prima di ascoltare la tua chiamata". È come se cercassimo di raggiungere risultati piuttosto che seguire la nostra vocazione, soddisfare i risultati attesi dalla società come modello di realizzazione della vita, piuttosto che essere felici di mostrare i talenti e le ambizioni che realmente dimorano dentro di noi, anche se non sono in accordo con i piani tracciati dagli altri (società, famiglia, ecc. ) per noi.
  
"La nostra società ha ridotto il successo a una lista di cose da fare: formarsi a scuola, avere un partner, dei figli, realizzarsi in un percorso professionale ben definito e rimanere lì fino a quando gli assegni pensionistici cominciano ad arrivare. Questo percorso ben tracciato mette le persone nella direzione del conformismo, non dello scopo. Siamo così impegnati ad evitare paure auto-imposte da non essere abbastanza… (riempi qui qualche qualità: abbastanza intelligente, abbastanza creativo, abbastanza buono) che raramente ci fermiamo e ci chiediamo: sono felice e soddisfatto? E se no, cosa devo cambiare?" (Shelley Prevost)
  
Ora, in cosa consiste l'esperienza di scoprire il proprio scopo? Si potrebbe riassumere dicendo: non voler imporre alla vita, ma lasciare che la vita ci guidi. Il percorso dell’ascolto e del seguire la voce dell'anima che indica il sentiero da prendere, presuppone la sfida di un'opera che non sempre siamo disposti ad accettare. La soluzione? Renderci conto che invece di essere aperti all'avventura della vita scegliamo una professione o un lavoro per il quale eravamo convinti di avere le capacità, attitudini o che ci conviene perché "ha futuro". Così sacrifichiamo la gioia per la sicurezza. WILD OAT ci aiuta a recuperare l'ascolto di quella voce interiore che risuona con ciò che la vita desidera da parte nostra e per noi.
  
Un altro motivo per cui ci allontaniamo dallo scopo, è vivere nell'azione e non nella pace interiore, al di fuori di uno spazio che ci permette di ascoltare, in assenza di "rumori", la voce della vita che ci segnala il nostro vero scopo in lei. Lì, tra le braccia di quel tessuto riflettente, si genera il fiorire di ciò che veramente siamo, degli apprendimenti che realizziamo e le lezioni che stiamo assimilando, senza lasciarci distrarre da ciò che l’Io costruisce come verità e che, in realtà, è un'illusione. Le illusioni ci allontanano dallo scopo.
  
Allo stesso modo, un altro motivo di allontanamento dallo scopo è la non accettazione della nostra ombra. Senza abbracciare l'ombra non siamo completi. Forse c'è qualcosa che mi imbarazza, ma è qualcosa che sono anch'io. D'altra parte, nell'ombra dimora la crittografia del nostro scopo in modo che, respingendolo, ripudiamo la chiave per decifrare il disegno della nostra vita. In tutto questo è coinvolto WILD OAT. Non lasciamolo fuori dal lavoro di mettere a tacere la chiacchiera, il rumore ed il trambusto che disturba la pace interiore e riconosciamo ciò che rifiutiamo ma che ci appartiene. Quest’ultimo fa parte del lavoro inclusivo di WILD OAT.
  
Quando siamo fedeli alla vocazione siamo fedeli alla nostra stessa vita e, per questo motivo, la vocazione nomina senza dubbio l’identità e l'autenticità di ogni essere umano. Questo scopo vitale è quello che dà senso alla vita, uno scopo al quale siamo chiamati o convocati e al quale possiamo dire di no, rinunciando così alla nostra partecipazione attiva al compito di essere fedeli a noi stessi. L'avvio della nostra vocazione ci permette di trascendere l'angoscia esistenziale, così presente in WILD OAT, e lo scopo vitale consiste proprio nell'essere in grado di trovare la nostra vocazione e dedicare, a questo lavoro, la nostra energia. "Ciò che conta è comprendere il mio proposito, riconoscere che cosa Dio desidera che io faccia; è necessario che trovi quello che per me è vero, trovare l'idea per la quale sono disposto a vivere e morire." (Kierkegaard)
 
 Quando ci allineammo al nostro scopo, la personalità si raccoglie su se stessa, indipendentemente dalle sicurezze, dagli schemi e dai modelli con cui ha costruito le corazze di cui si è rivestita. In questo modo, si trova nel suo centro e si collega ad altri che vivono nel proprio centro. La vocazione finisce quindi per essere una chiamata all’esistenza, nella quale la persona, riprende i suoi amori, progetti e decisioni senza interferenze. In breve, si tratta di trovare se stessi. Ora, la Missione, è la ragione che incoraggia l’incarnazione dell'anima nella scuola della terra, il proposito è lo strumento per realizzare il Piano dell'Anima. E a quel punto, fiorisce la possibilità di intraprendere la Missione dell'Anima, dove WILD OAT lascia intravedere WATER VIOLET e dove la libertà permette di aprirsi all'amore.


Wild Oat: Non voler rinunciare a nulla
 
I testi di Bach su WILD OAT sono molto rivelatori. In "I dodici guaritori e altri rimedi " scrive “Per coloro che hanno l’ambizione di fare qualcosa di importante nella loro vita, desiderano acquisire molta esperienza, gioire di tutto ciò che è possibile e vivere pienamente la propria vita. La difficoltà per queste persone, sta nel decidere quale occupazione seguire, perché, sebbene le loro ambizioni siano forti, esse non sentono nessuna inclinazione particolare rispetto ad altre. Ciò può causare perdita di tempo e insoddisfazione”.
  
Se analizziamo un po' il testo, notiamo che la prima cosa che Bach sottolinea, è l'ambizione di fare qualcosa di noto nella vita che li consuma e li spinge. Ambizione di fare, realizzare, creare. Idea che si rafforza dal fatto di acquisire molta esperienza, godere "di tutto", per riassumersi in quello di vivere la vita al massimo, che evoca un'aspettativa che aspira a saltare tutti i limiti e a realizzarsi in tutto. Vivere tutto per imparare tutto, così diverso dal sapere tutto di VERVAIN o possedere tutto di CHICORY.
  
È logico che una tale ambizione provochi un effetto singolare: non poter lasciare nulla fuori del suo interesse o attrazione. Questa condizione porta, di conseguenza, alla confusione, al rinvio delle decisioni, all’insoddisfazione, alla delusione e all’incertezza. Forse, ciò che bisogna considerare è che il problema di WILD OAT non è tanto su cosa decidere, ma il fatto di non voler rinunciare a nulla. Questo sguardo, credo, cambia molto la percezione che si ha su questo fiore e ci avvicina a questioni di singolare interesse. Rinunciare è desistere, ritirarsi, declinare, disertare o solo dar vita ad un potere gerarchico?


La visione rinascimentale dell’uomo

Quindi in WILD OAT c’è da un lato, la necessità di valutare la difficoltà che comporta, propria della sua natura, il compito di gerarchizzare le esperienze da percorrere nella vita e, dall'altro, l'importanza di riflettere sulla condizione rinascimentale del funzionamento della dinamica interna di questo fiore. Questo, senza mettere da parte il tema dell'ambizione in sé, emozione su cui vale la pena riflettere, per così precisare la natura specifica di questo affetto nell'ambito di questo fiore.
 
Oggi voglio concentrarmi sulla disposizione rinascimentale di WILD OAT e vedere dove ci porta. Ci sono aspetti del Rinascimento che suscitano attrazione e altri, perplessità. Comunque, con luci e ombre, il Rinascimento significa un vero risveglio della coscienza dell'essere umano. Costituisce un periodo, almeno nella storia europea, piena di cambiamenti rivoluzionari, nell’arte, nella scienza, nell’economia, nella politica, nell’organizzazione sociale e religiosa, che portano il segno di un cambiamento di prospettiva significativo: l'uomo smette di guardare il cielo per guardare se stesso, recupera l'antichità classica e valorizza la forza della ragione.
  
Costruire cattedrali gotiche che puntano all'infinito, va perdendo di significato. Sotto molti aspetti, ciò che accade è che si passa da un'idea statica ricettiva e quasi neutrale della persona che guarda "al di là" del paradiso promesso, ad un'altra percezione, in cui acquisisce e occupa una dimensione dinamica, attiva e critica sul suo destino e sul mondo in cui abita. Tuttavia, c'è qualcosa che è ancora più interessante, in questa riscoperta dell'essere umano nella sua stessa natura, che ci avvicina a WILD OAT.
  
Sia Marsilo Ficino, che ho scoperto grazie a Thomas Moore, sia Pico della Mirandola, che leggevo fin dall'adolescenza, sostenevano la concezione, che, l'essere umano, è un "punto medio", un cardine dove cielo e terra, spirituale e carnale, si uniscono. Questo ci permette di considerare che, tra il Sole e la Terra, l’anima e la materia, si trova la luna-personalità, articolando entrambe le dimensioni della struttura duale degli esseri umani. Idea, presente in Bach che ha un’implicazione significativa che richiede la dinamica che spiega WILD OAT, per raggiungere una comprensione più completa dell'antagonismo complementare che comporta.
  
In " De amore", Ficino spiega che l'amore si lega a tutto ciò che abita nell'universo e, nell'anima, "Essendo al centro di tutti gli esseri, possiede le virtù di tutti (...), così che si può chiamare il centro della natura, il mezzo di tutte le cose, il legame dell'universo, il volto di tutto e il nodo e la copula del mondo" Ovvero, l'essere umano occupa quella posizione di collegamento che lo rende "la copula dell'universo".
 
Una bella immagine di WILD OAT, dove OLIVE e VINE si fecondano e, in realtà, contengono, al momento della loro scoperta, una parte di ognuna delle precedenti diciotto fiori che Bach prepara. Forse, per questo motivo, nei "Dodici curatori e sette aiuti", parlando di WILD OAT, Bach commenta: “E’ un rimedio che potrebbe essere necessario a chiunque e nei casi in cui non avviene risposta agli altri rimedi. O quando sembra difficile decidere quale somministrare, provare questo per almeno una settimana. Se il paziente migliora, continuare finché il miglioramento dura prima di passare a un altro rimedio”.  L'ultima frase presuppone, d'altra parte, un'interessante riflessione tecnica in relazione al tempo fino a quando proseguire con uno stesso rimedio, commento che mette in dubbio la prassi abituale di cambiare il rimedio quando ha fatto effetto.
 
Ma, tornando al mostrare, questo luogo di incrocio degli esseri umani, dello spirituale con il materiale, dell'oro con il piombo, origina una serie di conseguenze, alcune legate alla gestazione di una consapevolezza di "eterna inquietudine" (Ficino), un'ambizione di tutto che non è placata dai risultati raggiunti.
  
Ficino immaginavo che Dio avesse creato l'uomo con un destino di infinito. Tale situazione porta al fatto che nulla dell'ordine della finitezza, cioè circoscritto e limitato, ovvero mortale, è sufficiente per colmare la brama dello sconfinato che spinge l'anima umana. Quindi, le persone vengono alla scuola della terra immergendosi nelle condizioni per trovare "la loro natura infinita e immortale". Idea per nulla lontana a ciò che Bach sosteneva del processo di evoluzione.
  
Forse, in Bach, c'è una sfumatura di maggiore attaccamento al piacere della vita, di quella mostrata da Ficino ma la confluenza è chiara. Lo stato interiore che muoveva questa ricerca instancabile, Ficino lo chiamava "inquietudo animi" o eterna inquietudine. Nulla completa l’essere umano nella sua sete di infinito, nulla riempie WILD OAT nella sua ambizione di vivere tutto. Pertanto, l'attesa bramata da WILD OAT configura la realtà come un desiderio umano dell'anima. Essere centrati sull'umano può sembrare la sua glorificazione.
 
Tuttavia, questo atteggiamento proprio del Rinascimento e di WILD OAT non lascia da parte il divino. Si tratta piuttosto di trovare Dio attraverso le sue creazioni piuttosto che abbandonarle, un principio di base della mistica carmelitana. Allora l'"eterna inquietudine", l'insaziabile desiderio di tutto, che alimenta la ricerca WILD OAT è possibile che incarni l'archetipo rinascimentale: artista, inventore, poeta, mistico, scienziato, ingegnere, costruttore, naturalista, artigiano, teorico della politica, filosofo, amante, ricercatore, insomma, ciò che organizza la conoscenza, che cerca di trovare la struttura non visibile dell'universo attraverso l'esperienza.
 
 Ci sono persone che, come CERATO o VINE, che hanno una naturale disposizione alla conoscenza specifica e altri, come VERVAIN o WILD OAT, a quella trasversale.


Wild Oat: Avere una gerarchia e uno scopo
 
Un tema di vulnerabilità nella corazza WILD OAT, è quanto sia difficile per questa personalità gerarchizzare. Tale azione presuppone l’ordinamento, l'organizzazione, la disposizione rispetto ad un determinato criterio o guida. Tuttavia, essa implica anche elevare, così come organizzare fa riferimento al gettare le fondamenta. In un certo senso, gerarchizzare, è fondare un ordine, una sequenza di priorità delle cose e questo richiede l'arte di dare più valore ad alcune che ad altre, per passare dal più trascendente al meno. In alcuni settori questo può essere un compito semplice ma come valutare esperienze diverse della vita e ponderare i loro livelli su una scala?
  
Per VINE, dare posto alle cose, situazioni, idee e persone, sulla base di un determinato criterio pratico, non è un problema. Allo stesso modo, VERVAIN, fa lo stesso ma usando schemi astratti. Per questo, il primo, è così efficace nel risolvere i problemi e il secondo nel dibattere. Tuttavia, in entrambi i casi, il risultato è una ordinamento delle situazioni o dei concetti, per livelli, generi, varietà o classi, chiaro e logico. Entrambi sanno cosa includere e lasciare fuori o rimandare per affrontarlo in seguito.
  
La gerarchia, per VERVAIN, è una questione di coerenza, di teoremi, per VINE di risultati. Tuttavia, WILD OAT, si trova da un’altra parte. La sua ambizione di tutto gli fa evitare di scegliere. Dietro questo c'è un tema singolare: la responsabilità. Sostenere che non si sceglie perché non si vuole lasciare nulla fuori, è un modo per evitare la risposta alla domanda su chi sia responsabile di stabilire un ordine.
 
È anche vero che un altro motivo è dire che la dipendenza dall'esperienza va nella direzione opposta al rinunciare a tutto per poter vivere qualcosa. WILD OAT non la vive così. Nel suo mondo interiore, egli non concepisce la possibilità che ci siano esperienze destinate a non essere vissute. Questa è il suo schema e il suo dramma.
  
Abbiamo parlato di un insegnamento di Bach su WILD OAT: è un rimedio che dà scopo. La clinica mette il problema centrale della sua struttura proprio nell’assenza di una decisione sull'orientamento, la rotta e la direzione da seguire nella vita. A questo proposito, ci sono tre questioni che giocano un ruolo preponderante per impedire che ciò venga modificato in senso contrario:
·       la difficoltà di gerarchizzare, che implica dover smettere di vivere o di rimandare a vivere qualcosa,
·       l'incapacità di manifestare di un in modo chiaro un disegno nella vita e
·       l'esistenza di un blocco che gli impedisce di trasformare intenzioni, aspirazioni e progetti in realtà.
 
Questo è il motivo per cui WILD OAT è come un esercizio di tiro con l'arco in cui l'energia del fiore aiuta ad imparare a tirare la corda dell'arco in modo adeguato, puntare la freccia a un obiettivo scelto, calcolare la distanza per capire la forza necessaria da usare e, infine, a lanciare per colpire il bersaglio. Tutto ciò comporta un processo che genera la competenza e la capacità di unire la risoluzione, le risorse e la realtà.
 
In tal modo, WILD OAT, istruisce la persona a sommare le potenzialità e le capacità, di cui dispone, al fine svolgere il compito di sentire, appropriarsi e realizzare il suo scopo nella vita. Ciò significa far convergere tutte le istanze che la costituiscono (quello che Jung chiama Complessi Autonomi) e focalizzarle ed incentrarle a tale scopo.
 
 Questo è il motivo per cui quando appare il comportamento WILD OAT (dispersione, confusione, assenza di un senso lucido del compito che gli tocca nella scuola della terra, ecc,) sta segnalando che la persona che lo genera si trova alla ricerca, che lo sappia o no, di trovare il suo scopo di vita e incoraggiato dalla necessità di reindirizzare la propria forza e direzione verso la realizzazione. Uno scopo che è personale e non trasferibile e che richiede non solo consapevolezza ma perseveranza e persistenza per raggiungerlo.


Wilde Oat: Trasformarsi e aprirci all’amore

Crescere non è la stessa cosa di trasformarsi. Crescere non è sinonimo di benessere. Cresce la violenza, la povertà, la malattia... immaginiamo per un momento una città che progredisce nell’estensione, occupando ogni giorno più spazio. In più, un edificio di appartamenti che è in costruzione e, ogni giorno, sale un po' di più, che ogni giorno aumenta in altezza davanti ai nostri occhi.
 
Guardiamo la tecnologia come si sviluppa, come evolvono le conoscenze, come avanzano gli strumenti di comunicazione... e comunque nonostante progressi, sviluppi, gli avanzamenti e l’evoluzione, noi non cambiamo, non ci trasformiamo, non c'è metamorfosi nella nostra vita . Apportiamo solo modifiche estetiche in modo che tutto rimanga uguale.
 
Dobbiamo trasformarci e, affinché ciò accada, dobbiamo aprirci all'amore. Senza amore non c'è trasformazione. Ma non pensiamo ad una relazione quando parliamo d'amore. Non è perché ho una relazione che c'è amore nella mia vita, ma poichè c'è amore nella mia vita si rendono possibili le relazioni. E perché ciò accada, è necessario essere liberi.
 
Chi è estraneo alle disgrazie? Chi è capace di affermare che il dolore non ha mai bussato alla sua porta? Tutti, più o in meno abbiamo percorso sentieri bui. Alcuni la sfortuna dell’ostilità, altri la frustrazione della speranza, altri la sofferenza di una malattia o la partenza di una persona amata o l'ingratitudine di qualcuno di caro. Ma non è il fatto stesso, ma come rispondiamo al fatto, come ci rendiamo responsabili o meno di ciò che sperimentiamo.
 
È facile essere credenti nell'amore ma tutti diventiamo un po' atei quando il cuore è spezzato. E questo è il punto essenziale dell'atteggiamento di fronte alla vita. Essere credenti anche nelle avversità, nell'abbandono e nell’ostilità. Avere fede quando i miracoli accadono non è faticoso, ma lo è, e molto, quando non ce ne sono. Il nostro principale motivo di fede non deve risiedere in cose lontane, ma in noi stessi e negli altri. E più c’è confusione, più fede. Una fede incrollabile nel fatto che nessun dispiacere può derubarci della felicità, che l'amore accade sempre, che l'amore è sempre presente. Questo fa parte dello scopo a cui provvede WILD OAT.


Wild Oat: Indecisione nella direzione intrapresa

La mia riflessione clinica su WILD OAT mi porta ad immaginare una certa polarità della sua natura che non smette di coinvolgere aspetti sproporzionati e leggeri del suo comportamento come se insieme a fornire uno scopo, susciti anche lo spirito di "macchinazione" in cui mette da parte l'etica dei mezzi per raggiungere i fini. La sua ebbrezza è l'ambizione, ma questa può bloccarsi o sfuggirgli di mano. Ad ogni modo, sembra che il suo comportamento sia privo di fermezza per iniziare o rimanere sulla direzione intrapresa.
 
Il viaggio che l'anima sta facendo sembra entrare in un groviglio. La persona si lascia prendere dalla desiderio dei sensi, ha la consapevolezza di essere in grado di intraprendere volo e risalire verso sfere di trascendenza ed evolvere, ma il suo potere di iniziativa e impulso sono addormentati o spenti e le sue orecchie al richiamo dell'anima si chiudono.
 
" Com'è possibile vedere la nostra grandezza di anima chiama e non sapere come muoverci dalle ombre verso la chiara luce del sole? Questo deve portare a confusione, ritardo e insoddisfazione. La parola ritardo conduce nuovamente al pensiero di un viaggio: il viaggio dell'anima, il viaggio attraverso la vita, il viaggio verso il percorso della nostra chiamata. Tutti noi varie volte nella vita ci fermiamo ad incroci e ci chiediamo quale via prendere; WILD OAT è per chi rimane lì, irrisoluto e indeciso." (Julian Barnard).
 
Un comportamento ben diverso dalla nettezza di VINE o dogmatismo di VERVAIN, che si sentono forti, uno nell'abilità di ciò che fa e, l'altro, nella certezza di ciò in cui crede. Tutta questa circostanza emotiva in cui WILD OAT sta vivendo rivela uno sfondo di incertezza, preoccupazione per se stessi e mancanza di impegno con la vita.
 
WILD OAT è un’oscillazione opportunista all’interno del rifugio creato da altri. Chancellor dice delle persone WILD OAT: "hanno la tendenza a spostarsi verso ambienti e occupazioni incompatibili e questo aumenta il loro senso di frustrazione". “Il comportamento del seme suggerisce che c'è qui un'intenzione perversa, come se la persona WILD OAT cercasse la difficoltà giusto per mostrare la natura impossibile del destino." (Julian Barnard).


Wild Oat: Ambizione e godimento
 
WILD OAT è animato dall'ambizione, ma non è avido. L'ambizione è la forza che porta le persone a superare i limiti. È chiaro che ci sono circostanze in cui si tratta di un comportamento malsano, ma di per sé l'ambizione non lo è. Entrare nella vita dell'altro, senza dubbio, mette in scena la presenza di un'ambizione perversa che trasforma questa emozione in avidità. "è perché bramo la forza dell'altro e voglio divorarlo", "L' invidia mi divora e voglio distruggerlo perché non posso possederlo". Ma è una vittoria di Pirro, apparente. Nulla si vince e molto è ciò che si perde con questi atteggiamenti. Quando uno non è in grado di costruirsi da solo e ricerca, per farlo, di squalificare e opprimere un altro, edifica solo nebbia e ombre.
 
WILD OAT dirige la sua ambizione verso altri luoghi, verso la gola e la lussuria della vita. E, entrambi i "peccati" sono, in realtà, fame d'amore insoddisfatta. Nell'avidità non c’è l'amore che incoraggia quel comportamento, è cattiveria. Ci sono "cattivi" che spesso parlano di Dio, della "Madre Terra " o di altre invocazioni per coprire il cancro che vive nelle loro viscere emotive. Ma sono solo minuscoli personaggi pieni di paure e meschinità. Preferisco i malvagi che non parlano di Dio, che sono solo loro, che non si nascondono per fare il loro male. CENTAURY insegna, a WILD OAT a mettersi limiti per non esagerare ma, CLEMATIS, lo aiuta a trattare l'unico modo in cui vale la pena interagire con i "cattivi spirituali": l'indifferenza.
 
Ogni WILD OAT che si rispetti ama il buon cibo, il buon amare e ogni buona sensazione. Il suo lato WATER VIOLET non lo fa avvolgere in sensazioni qualunque, ma preferisce quelle in cui abbondano l'estetica e la raffinatezza. Non si accontenta di un vino qualsiasi, o di una donna (o uomo) qualsiasi o di qualsiasi libro. Il suo lato VERVAIN, invece, lo porta a sacrificare la profondità per l’intensità. OLIVE gli fa scegliere l'esperienza che lo crogiola, VINE sceglie il pertinente e necessario. Quando WILD OAT segue la sua natura vive nell’eccesso del sentire. Tuttavia, non si tratta di un'esperienza vana. In realtà, il suo sentiero è vivere con entusiasmo ogni cosa in modo da poterla lasciare alle spalle.
 
Un rapporto sessuale che non ci apre la porta alla gioia è un rapporto sessuale fallito. Il fallimento fa parte della possibilità di risoluzione di un incontro erotico e capita con una certa frequenza in diverse persone. La questione consiste nel non erigere la sessualità come una modalità di esistenza fallimentare. C'è una differenza profonda tra i due scenari, la stessa che passa tra il fare e l’essere.
L' oscurità della nostra coscienza può condurci al transitare, durante un periodo della nostra vita, attraverso una sessualità che chiude le porte alla felicità, che porta come risultato l’insipido. Ma questo non implica ancora la caduta nell'abisso dell’insensato. È tempo di illuminare le tenebre, liberare le ombre e tornare alla luce; uscire dalla confusione di un sesso che ha perso tutto il suo sapore sacro, che invece di spingerci alla trascendenza ci immerge nel buio dell’esaurimento delle sensazioni senza un senso. E lì, WILD OAT, ci salva dall'assenza di scopo di un sesso diventato uno scarico, invece di essere un impulso per evolvere.


Wild Oat, l’ultimo degli Aiuti, l’ultimo dei primi 19 rimedi.

La fine del primo elenco di rimedi di Bach si conclude con WILD OAT, l'ultimo Aiuto che corrisponde, nella sua posizione numerica (19), curiosamente con l'Arcano del Sole, nei Tarocchi, con cui ha una significativa relazione.

Apollo, è un simbolo mitico della capacità che custodisce la coscienza per dissipare il buio, dell'impulso presente nella vita che spinge verso la luce e quindi il complemento antagonista dell'ombra che dimora in ognuno di noi, rappresentato da sua sorella Artemide, la Luna.
 
In questo senso, WILD OAT, dissolvendo la nebbia della confusione, fornisce, come fa l'energia apollinea, una visione chiara e un vero scopo. Ma c'è di più. WILD OAT si collega in modo significativo con l'ambizione indomabile dello spirito umano che, attraverso il dialogo dell'esperienza, del vivere le sensazioni e assaporarle, si allontana dal fanatismo, dallo smarrimento e dalla disperazione e ci fa a capire che il termine "relazione " non si riduce solo a incontri interpersonali, ma implica un mondo di legami con l’intero universo, con tutte le cose. WILD OAT sveglia la coscienza dell’unità e della fratellanza con il tutto: fratello Sole, sorella Luna, fratello vino, sorella pietra, fratello fiore, sorella acqua, fratello vento...
 
WILD OAT è l'ultimo dei "Sette Aiuti", rimedio che Bach pone come uno strumento di tutti i terreni, cioè che è di natura tale che può essere preso da chiunque. Come ROCK ROSE, ma in un altra modalità lontana dall'emergenza o dalla crisi, WILD OAT possiede la qualità di essere una opportuna risorsa, utile a tutti, in questo caso, per recuperare la direzione persa. Se il primo risveglia la solidarietà come mezzo di aiuto, il secondo ricorre alla collaborazione. Atteggiamenti vicini ma con una certa sfumatura differente poichè, la collaborazione, richiede un certo grado di chiarezza di intenti e reciprocità nella cooperazione.
 
Ma forse, a differenza dei rimedi precedenti, esiste in WILD OAT, una caratteristica unica: l'universalità della sua applicazione. Si può sostenere che Bach la raccomanda nelle situazioni in cui la persona non risponde ad altri rimedi o quando il terapeuta non sa cosa prescrivere. Questo è chiaro, ma non toglie il fatto che sia ampiamente utilizzato. Ora, tale regola non deve diventare un modo per barcamenarsi nella clinica con una disposizione spensierata, secondo la quale, se non si sa che dare " demos WILD OAT." Bach non dice: "non pensate, non cercate". Il punto è che, quando abbiamo esaurito la nostra indagine clinica e non vediamo cosa fare, allora, proprio lì, è il momento di immaginare di ricorrere a WILD OAT.
 
Nel periodo in cui Bach scopre WILD OAT non era consapevole di essere a metà del percorso della sua opera ed è possibile che - attraverso lettere e altri riferimenti storici - egli credesse di averla conclusa, in quanto, in un certo senso una proposta terapeutica così completa, come quella di WILD OAT, non lasciasse alcuna possibilità di non avere risposte ad ogni domanda clinica.
 
Ma ogni fine è la porta di un inizio, ogni morte annuncia la resurrezione, e così, WILD OAT è diventato, nel processo di indagine di Bach, un perno, tra i primi e i secondi diciannove rimedi, e nell’essenza che gli ha dato personalmente, l’impulso necessario per continuare il suo lavoro verso la vera direzione alla in cui era rivolta. A quel punto Bach fece il disegno di un mandala, con tutti i rimedi in cerchio e WILD OAT era l’unico che occupava la posizione al centro, con un messaggio preciso che può essere letto su più livelli.
 
Uno di questi è che WILD OAT contiene nella sua natura una parte di ciascuno degli altri rimedi precedenti o che in esso convergono tutti e, quindi, si può aggiungere che quando occupa quel posto mostra che è collegato a ciascuno dei Guaritori e Aiuti per polarità e somiglianza. Ci sono altre chiavi di lettura possibili, ma una di queste è quella che offre Julian Barnard: "Se i diversi rimedi scoperti fino ad allora aiutavano le persone a comprendere le loro lezioni dell'anima o a superare problemi cronici, WILD OAT era lì per aiutare, come una bussola, a riscoprire il vero percorso della vita. O come una mappa aiuta a mostrare dove siamo."
 
 
 
Oggi è il punto di arrivo del viaggio su WILD OAT. È stato un percorso sorprendente. Lungo la strada, abbiamo incontrato svolte inaspettate della clinica, ribaltamenti che ci hanno riempito di perplessità e stupore e ci hanno avvicinati alla natura meno manifesta di questa essenza, ad un "ecosistema" un po’ sconosciuto ma reale e vivo. Ed eccoci alla fine della prima tranche dell'itinerario che Bach percorrerà e come, forse, è successo a lui, sento, in questo momento, una maggiore vicinanza con lo scopo del mio lavoro di scrittura di questi post. So che questo non è un "compito" ma la risposta ad una chiamata e che, mentre le rispondo, c'è più gioia nella mia vita. Da domani tornerò a scrivere, ora sulla seconda parte della ricerca Bachiana: i diciannove ultimi rimedi. Tuttavia, non dimenticherò questi mesi avvolti nella trama e nella consistenza dei Sette Aiuti. Se li guardate con apprezzamento, questi mesi sono stati accattivanti; hanno toccato le viscere di un insegnamento che a volte si ferma alle forme e lo hanno ribadito. Abbiamo viaggiato, non per il mondo di sette essenze floreali, ma per l'universo che loro creano e intrecciano. E quell'universo è il riflesso di ciò che siamo. Edoardo
Scritti tratti da https://www.facebook.com/eduardohoracio.grecco   9/4/18
Liberamente tradotto da Antonella Napoli - Le parti in neretto, i titoli e la formattazione e le immagini non sono dell'autore, ma le ho inserite per una più veloce e scorrevole lettura


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Dr.ssa Antonella Napoli, Psicologa e floriterapeuta, P.I. 001355428886
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