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Antonella Napoli
dr.ssa

Sacerdotisa y Hechicera – Medea: intuizione, saggezza e ricerca interiore

Floriterapia > Fiori sudamericani > La cancion de Eva

Nome botanico: Calochortus superbus

Colore del fiore : del bersaglio al giallo o lavanda con un marrone e porpora vicino alla base
Metallo: argento e piombo
Aree corporee tradizionalmente associate al repertorio di Grecco: linfa, milza, intestino, cervello, midollo, patologie croniche e processuali, patologie ossee, temperamento nervoso.


Sacerdotessa e maga - Archetipo di Medea

Sacerdotisa y Hechicera rappresenta Medea e la capacità di cogliere ciò che si trova sotto la superficie degli avvenimenti. È l’archetipo dell’intuizione, della profondità e della ricerca di un significato interiore.


Medea è collegata a una forma di sapere intuitivo che Grecco descrive come presente lungo tutta la vita e spesso più evidente nella maturità, quando una donna può disporre di maggiore libertà dai ruoli e dalle richieste che l’hanno impegnata negli anni precedenti.
È capace di osservare gli avvenimenti, coglierne le connessioni e interrogarsi sul loro significato profondo. Questa qualità può renderla una figura alla quale gli altri si rivolgono per ricevere ascolto, consiglio o orientamento.
Ha bisogno di solitudine e di silenzio per ritrovare energia. La sua interiorità rappresenta una risorsa, anche se contiene il rischio di un progressivo isolamento: il mondo interno può diventare così importante da ridurre il contatto con la realtà quotidiana e con le relazioni.
Grecco collega Medea anche al risveglio della dimensione spirituale e alla ricerca di un cammino personale. La donna può cominciare a guardare criticamente valori e ruoli precedentemente accettati e domandarsi quali appartengano realmente alla propria esperienza.
Il movimento dell’archetipo consiste nel portare la profondità dentro la vita: ascoltare l’intuizione senza separarsi dal mondo.

A chi può essere utile
Può essere interessante nelle fasi di profonda trasformazione interiore, quando emerge un bisogno di solitudine e ricerca di significato, oppure quando l’intuizione e l’introspezione stanno diventando isolamento e distacco dalla vita concreta.

Parola chiave: INTUIZIONE

Miti e Leggende relative ad Medea

Figlia di Eeto, re della Colchide, è uno dei personaggi più celebri e controversi della mitologia greca. Il suo nome in greco significa "astuzie, scaltrezze", infatti la tradizione la descrive come una maga dotata di poteri addirittura divini.

Quando Giasone arriva in Colchide insieme agli Argonauti alla ricerca del Vello d'oro, lei se ne innamora perdutamente. E pur di aiutarlo a raggiungere il suo scopo giunge ad uccidere il fratello Apsirto, spargendone i poveri resti dietro di sé dopo essersi imbarcata sulla nave Argo insieme a Giasone, divenuto suo sposo. Il padre così, trovandosi costretto a raccogliere le membra del figlio, non riesce a raggiungere la spedizione, e gli Argonauti tornano a Corinto con il Vello d'Oro.

Dopo dieci anni, però, Creonte, re della città, vuole dare sua figlia Glauce in sposa a Giasone, dando così a quest'ultimo la possibilità di successione al trono. Giasone accetta, abbandonando così sua moglie Medea. Malgrado la disperazione della donna, vista l'indifferenza di Giasone, Medea medita una tremenda vendetta. Fingendosi rassegnata, manda in dono un mantello alla giovane Glauce, la quale, non sapendo che il dono è pieno di veleno, lo indossa per poi morirne fra dolori strazianti. Il padre Creonte, corso in aiuto, tocca anch'egli il mantello, morendo. Ma la vendetta di Medea non finisce qui. Per assicurarsi che Giasone non abbia discendenza, uccide i figli avuti con lui condannandolo all'infelicita' perpetua

Fuggita ad Atene, a bordo del carro del Sole, Medea sposa Egeo, dal quale ha un figlio: Medo. A lui Medea vuole lasciare il trono di Atene, finché Teseo non giunge in città. Egeo ignora che Teseo sia suo figlio, e Medea, che vede ostacolati i suoi piani per Medo, suggerisce al marito di uccidere il nuovo venuto durante un banchetto. Ma all'ultimo istante Egeo riconosce suo figlio, e Medea è costretta a fuggire di nuovo.
Torna nella Colchide, dove si ricongiunge e si riappacifica con il padre Eete.

(tratto da
http://it.wikipedia.org)


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La floriterapia è un approccio complementare rivolto alla dimensione emozionale e al benessere della persona e non costituisce una terapia medica o psicologica, né sostituisce diagnosi, cure, psicoterapia o trattamenti prescritti da professionisti sanitari. Le essenze floreali non sono farmaci e le evidenze scientifiche disponibili non consentono attualmente di attribuire ai Fiori di Bach un’efficacia clinica specifica superiore al placebo. Nel mio lavoro la floriterapia viene proposta, quando appropriato, come strumento complementare all’interno di un percorso che tiene distinti l’intervento psicologico e l’utilizzo delle essenze floreali. Qualsiasi modifica o sospensione di farmaci o trattamenti prescritti deve essere valutata con il professionista sanitario che li ha indicati.
Dr.ssa Antonella Napoli, Psicologa e floriterapeuta, P.I. 00135428886 Iscrizione OPL 16607
d.ssa Antonella Napoli
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