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Antonella Napoli
dr.ssa

La generosità (Gorse): Quando l’eredità non è una sentenza. La nuova religione (Ricardo Orozco)

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Mi colpisce molto il modo in cui, negli ultimi decenni, la medicina ortodossa si sia evoluta verso un determinismo molto aggressivo e prepotente. Così, le diagnosi di pre-malattia provocano devastazioni nella mente (e nella vita) di molte persone. Parole come "genetico" o "ereditario", o frasi come "a causa dei suoi antecedenti familiari ha un’alta probabilità di soffrire di cancro a…" generano vere catastrofi in persone con tratti CERATO, in individui che concedono un grande potere alle “profezie” del medico.
Per me, questo è molto lontano da una vera Medicina preventiva, avvicinandola paradossalmente a ciò che si intende per pseudoscienza, termine che sembrava creato solo per i praticanti delle terapie naturali. Constato che molte volte, quando si parla di genetica, si tace sull’epigenetica, e tutto questo senza uscire dal paradigma scientifico.

Anche se sappiamo che l’eredità non è una sentenza, nel subconscio di molte persone i vaticini del medico lo sono… Come se non contasse affatto l’atteggiamento e le circostanze di ciascuno, i suoi obiettivi e le sue motivazioni nella vita, il suo grado di intelligenza emotiva… In questo modo le diagnosi mediche acquisiscono una funzione quasi profetica, venendo con ogni probabilità tradotte dalla mente in ordini, in documenti immodificabili
come "non posso fare nulla contro il destino, contro ciò che mi è toccato", o ancora peggio: "da questa non esco".
È più che probabile che, nel nostro inconscio collettivo, il medico abbia sostituito in larga misura lo stregone della tribù o l’oracolo più archetipico. Quando molte menti si trovano davanti a diagnosi “altamente probabilistiche” di pre-malattia, la traduzione immediata è "avrò questa malattia", ed è molto probabile che la profezia inizi a compiersi in quello stesso momento, per una semplice questione di coerenza.

In ogni caso, penso che il potere che la nostra cultura ha concesso al medico sia sproporzionato. Di fatto, l’attuale Medicina Scientifica si è trasformata, senza saperlo, in una religione integralista, in un dogma indiscutibile contro il quale non si può dire né fare nulla senza il rischio di essere anatematizzati o perseguiti come se si trattasse degli antichi eretici… Anche se la forma più moderna (per fortuna!) non è l’eliminazione fisica, bensì la ridicolizzazione o persino l’essere ignorati, come accade al premio Nobel per la medicina Luc Montagnier e ai suoi lavori sulla memoria dell’acqua.
È molto curioso e inquietante vedere come altri paradigmi, per esempio un sistema politico, possano essere messi in discussione o persino cambiati, anche se solo fino a un certo punto. Invece, i dogmi della Medicina Scientifica ufficiale sono indiscutibili: sono La Verità.

Sui dogmi di fede che sostengono la medicina attuale, sugli interessi economici che vi ruotano attorno, sul potere dei laboratori, sull’origine dell’informazione che i medici ricevono, sull’obiettività di molti studi scientifici, ecc., ci sarebbe molto da dire, come su qualsiasi religione ufficiale; ma non è l’obiettivo di questo articolo farlo, bensì porre la questione di ciò che, come terapeuti floreali, possiamo fare.
Ma possiamo davvero fare qualcosa? Prima di tutto, non si può paragonare l’influenza che esercitiamo sull’opinione pubblica con quella del sistema sanitario ufficiale. Loro hanno il controllo e l’appoggio incondizionato dei mezzi di comunicazione e una formidabile legione di inquisitori scientifici professionisti. Inoltre, accade che l’enorme maggioranza della popolazione abbia deciso di mettere la propria salute nelle mani del suddetto sistema e di rispettare fedelmente i precetti “religiosi” che da esso emanano.

La nostra funzione, come terapeuti floreali, non è affatto quella di seminare dubbi nei consultanti, bensì sostenerli e accompagnarli nelle loro decisioni, indipendentemente dalle nostre idee. Per questo possiamo contare sulla collaborazione di un potente aiutante: GORSE, il fiore della capitolazione, della rassegnazione, del gettare la spugna…
Raccomando, fin da subito, di dare GORSE a chi si trovi prigioniero della diagnosi “profetica” menzionata, e mi sembra anche un’ottima idea aggiungere WALNUT come protettore e “tagliatore” di influenze negative sul piano mentale.

Nella pratica suggerisco inoltre di prescrivere GORSE anche di fronte alla diagnosi di malattie con “cattiva fama”, come cancro, sclerosi multipla, AIDS e altre che, pur non essendo mortali, hanno, dal punto di vista dell’allopatia, un’aura di incurabilità, come per esempio la fibromialgia.
Può darsi che, come terapeuti, non possiamo fare molto contro tutta l’industria della disperazione e della capitolazione individuale davanti alla possibile malattia, ma la luminosità solare di GORSE e il suo fusto armato ci parlano di lotta di fronte all’avversità, di navigare nella tempesta e di diventare, parafrasando il dottor Bach, i capitani della nostra stessa nave.

Ricardo Orozco © 2016

Scritto tratto da https://ricardoorozco.com/gorse-cuando-la-herencia-no-es-sentencia-la-nueva-religion/
Liberamente tradotto da Antonella Napoli - Le parti in neretto, i titoli e la formattazione e le immagini non sono dell'autore, ma le ho inserite per una più veloce e scorrevole lettura


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La floriterapia non è una terapia medica, non costituisce diagnosi e cura medica e non la sostituisce in alcun modo. Le essenze floreali non sono farmaci e non hanno alcun effetto biochimico sull'organismo, ma agiscono solo sugli stati d'animo a livello emozionale in quanto non contengono particelle attive. Tutti gli esperimenti di autocura, interruzione o di riduzione arbitraria del dosaggio di farmaci prescritti, condotti al di fuori del controllo medico, ricadono esclusivamente sotto la responsabilità di chi li effettua.
Dr.ssa Antonella Napoli, Psicologa e floriterapeuta, P.I. 001355428886 Iscrizione OPL 16607
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