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Mancanza di tempo, di intimità e pazienza (Impatiens 3/3) Eduardo H. Grecco - Fiori per l'anima

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Mancanza di tempo, di intimità e pazienza (Impatiens 3/3) Eduardo H. Grecco

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Ci sono diverse letture su IMPATIENS. Una di quelle che più mi piace è quella in cui si dà rilievo alla mancanza di pazienza come un'incapacità di fare progetti a lungo termine. In relazione all’inclinazione che questo tipo di persone hanno di evitare l'intimità, dobbiamo considerare il fatto che, IMPATIENS, non rimane tempo sufficiente in un vincolo per instaurare una relazione, per aprirsi alla fiducia che permetta di stabilire un legame affettivo.
 

Non sono sicuro che questo succeda per paura. Sì, forse, lo è per il motivo del tempus fugit... il tempo vola, scappa, evapora, sfugge tra le mani. E con questa idea che il tempo è successione di molte ore, che il tempo è fugace, che non si può "perdere tempo", rimane coinvolto nel processo inconscio di questo fiore, che " il tempo è perso ". Così, vediamo come IMPATIENS, si sta difendendo, con fretta e ansia, del dolore di una perdita. Quale? Vediamo.
 

Se il tempo è fugace, anche tutto quello che facciamo nel suo corso decade, esattamente come finisce ogni ora successiva. L' impossibilità che IMPATIENS veda il tempo, non come qualcosa di lineare ma ciclico, condanna a questo personaggio alla incapacità di creare progetti e costruire se stesso come un progetto dell’evoluzione, di sapere aspettare che le cose accadano a proprio tempo. Un'evoluzione che accade, da cima a fondo, nel telaio delle relazioni.

Ora, non finisce tutto qui. Non potendo aprirsi all'eternità, all'eterno ritorno del tempo, IMPATIENS, svaluta quello che fa, niente di ciò che fa riesce a colmare e calmare la sua inquietudine. E la crudeltà con la quale, a momenti, allontana l'altro della sua vita, riflette, anche se lui non lo sa, la sua profonda insicurezza. Più che paura dell'intimità, IMPATIENS, c'è una profonda vissuto di mancanza di valore che compensa con il “ fare tutto da solo", in modo rapido ed efficace. L' intimità non è solo compatire ma compatirsi, sapere vivere nel ritmo dei processi della vita. IMPATIENS sente che non ha niente di buono di sé da dare agli altri. La perdita IMPATIENS è quella di un'immagine preziosa di sè, che il tempo ruba. Dal suo punto di vista il tempo lo divora tutto.

 
Come è di solito la persona IMPATIENS? Rapida, veloce, forte, ansiosa, strutturata, impositiva, isolata, tesa, esplosiva, angolare, chiusa, entusiasta, spinta da comportamenti inaspettati e rari, con una certa difficoltà a controllare il suo temperamento, impaziente, irascibile, lunatica, intollerante, sprezzante e individualista . È sufficiente questa descrizione? Credo che non gli rende giustizia perché l'unica cosa che mette in risalto sono gli aspetti negativi della sua manifestazione lasciando da parte il polo opposto: gentilezza, grazia, rilassamento, capacità di attesa, compassione, suscettibile di generare fiducia, morbidezza, liberazione di tutto lo stress, pace che proviene dalla sua capacità di perdonare, (così come in CLEMATIS deriva dalla indifferenza) staccato, lontano da ogni desiderio e disperazione e completamente aperta a permettere che la luce dell'anima scorra nella sua vita. Quest'ultima è un'immagine ben diversa da quella che ci ha abituato la letteratura floreale.
 

Tuttavia, mi sembra che se rileggiamo il testo di Bach, del 1930, “Alcune considerazioni fondamentali sulla malattia e la guarigione”, ci sono alcune questioni che ci aiuterebbero ad approfondire altri aspetti di IMPATIENS che, inoltre, sono poco considerati.
In questo lavoro, Bach, accentua cinque aspetti del rimedio. Il primo, è l'associazione con l'archetipo dell’Entusiasta, una delle cose che condivide con VERVAIN. Il secondo, il tema del dolore che non è uno qualsiasi, ma acuto e severo (più tardi aggiungerà "penosissimo"). In terzo luogo, l'iscrizione qui, che è anche la ricetta giusta per la "sofferenza mentale acuta" e intenso. Il quarto, che comporta un'interessante proposta di Bach, "E' utile in quelle persone che si stanno sforzando grandemente di vincere qualche qualità sbagliata (a prescindere dal loro stato apparente). Da qui l'intensità del dolore quando temono un fallimento". E lo segnalo in modo speciale, perché non smette di essere questo, un aspetto della capacità di resilienza degli esseri umani. Quella capacità di dare una risposta positiva di fronte ad un evento negativo. E, infine, il fatto che Bach ritiene che questo rimedio dia pace, alla persona che lo prende, e accelera il suo recupero.
 
 
Di fronte a una persona profondamente IMPATIENS ho la sensazione che una parte del dramma della propria vita è non rendesi conto che "la gioia e il dolore non sono come l'olio e l'acqua, ma che coesistono". (José Saramago) O, come due secoli prima George Sand lo espresse con: "Dio ha messo il piacere così vicino al dolore che molte volte si piange di gioia". Sarà così? Julian Barnard, sembra convinto che Bach rientrava nel tipo IMPATIENS. Non importa se è giusto o menoo. La verità è che se una persona controlla la vita di Bach vede come accanto al dolore c'è il piacere. Nora Weeks racconta nel suo libro " Le scoperte del Dr. Edward Bach ", come nonostante la grande sofferenza che l’affliggeva era sempre pronto a "... dare gioia e felicità al prossimo..." è come se lui avesse imparato, per esperienza, che la sofferenza ed il piacere non si escludono. Che non è la malattia che ci toglie la gioia, ma siamo noi che permettiamo che lei ce la rubi.
 

La persona IMPATIENS è qui, sulla terra, per imparare la pazienza, non solo con gli altri, anche con se stesso. Deve sviluppare la capacità di saper attendere il ritmo naturale della crescita delle cose, a rendersi conto che l'eccellenza non è nel raggiungimento degli obiettivi, ma nel vivere
pienamente il processo. Tutto nella vita ha la propria cadenza e bisogna imparare a rispettarla. Una persona si svela come IMPATIENS quando è ansioso, veloce ed efficiente in ciò che fa, molto mentale e intollerante con gli altri (sia per la loro lentezza, inefficienza o semplicemente perché svolgono le cose in modo differente da lui), o si mostra impossibilitato nel sapere aspettare. Per lui la vita ha un passo lento.

 
Prendere questo rimedio produce una serie di cambiamenti significativi.
Siamo di nuovo:
  1. pazienti con gli altri e, quindi, tolleranti e comprensivi,
  2. allevia il nostro dolore,
  3. rilassa la mente e il corpo,
  4. dissipa l'ansia,
  5. ci rende più ricettivi ai vari processi di vita e a non imporre i nostri criteri ma rispettare la diversità di come le cose si svolgono secondo la loro natura,
  6. ci permette di essere tolleranti con i nostri processi personali e di conseguenza, ad imparare a comportarci bene con noi stessi e accettarci per come siamo,
  7. favorisce la socializzazione e la capacità di raggiungimento di intimità e empatia,
  8. ci libera del sentimento di frustrazione quando le cose sono in ritardo o ci vengono impedite
  9. ci permette di raggiungere un sonno ristoratore, eliminare contratture muscolari e migliorare le alterazioni funzionali digestivi, cardiache e respiratorie.

Forse una buona frase che ci aiuterebbe a meditare su questo fiore, è quella che scrivesse Alejandra Pizarnik: "Niente più idiota dell'esperienza del tempo attraverso gli orologi, eppure sono qui: temendo che mi si faccia tardi".
 

Le riflessioni di E.H. Grecco su Impatiens:
Mancanza di tempo, di intimità e pazienza


Scritti tratti da https://www.facebook.com/eduardohoracio.grecco?fref=ts Liberamente tradotto da Antonella Napoli - Le parti in neretto, i titoli e la formattazione non sono dell'autore, ma le ho inserite per una più veloce e scorrevole lettura

4/2017
 
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