LA FLORITERAPIA IN SM - Fiori per l'anima

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LA FLORITERAPIA IN SM

SM

La sclerosi multipla è una malattia cronica e degenerativa. Per questo è fondamentale un approccio farmacologico precoce, che possa rallentare o semmai fermare il progredire della malattia. Ma ci sono anche altre tecniche che possono essere di appoggio ai farmaci per un miglior risultato. Questo a partire da una alimentazione corretta, fino ad arrivare alla floriterapia.

I rimedi floreali pur provenendo dai fiori non contengono componenti fisiche delle rispettive piante di origine. Agiscono solo a livello "vibrazionale", influiscono cioè ripristinando, ciascuno in maniera specifica, le vibrazioni energetiche proprie dello stato di salute. I fiori quindi, tendono a rimuovere stati d'animo ed emozioni negative che contribuiscono all'insorgenza delle malattie. In definitiva la floriterapia può essere più propriamente considerata "una cura per l'anima".

In una malattia come la SM dove le ricadute per lo più coincidono con momenti di stress e di ansia, dove è molto complicato abituarsi ai cambi di stagione, o di temperatura, dove spesso si vive nell'attesa paurosa di un peggioramento o di una ricaduta, dove ci sono momenti in cui ci si sente disperati e senza via di uscita, l'uso dei Fiori è fondamentale e può dare ottimi risultati sotto un punto di vista emotivo.

La domanda che nasce a questo punto è "come può un equilibrio emotivo influire positivamente sull'andamento di una malattia di questo genere?". La risposta ce la può dare una recente branchia della medicina, la PNEI:


Psico neuro endocrino immunologia: dove Corpo e Mente si Incontrano
di:  Maria Vittoria Bossolasco


Per esprimere la "grande connessione" tra i sistemi dell'organismo un tempo ritenuti indipendenti, è nata una nuova branca della Medicina, la Psiconeuroendo-crinoimmunologia, indicata con la sigla PNEI, a cui apportano il loro contributo, studiosi di diverse specialità come neurologi, psichiatri, biologi molecolari, immunologi, endocrinologi. Questa disciplina indaga le modalità con cui la psiche, il sistema nervoso ed il sistema immunitario s'influenzano in modo vicendevole. Al di là dell'interesse speculativo, questo nuovo campo d'indagine appare interessante e proficuo per le prospettive pratiche che consentirebbero di prevenire l'insorgenza di alcune malattie o di contribuire alla loro guarigione.

Oggi appare sempre più evidente che il corpo non è solo una macchina, in senso meccanicista e non ha più senso ritenere che il cuore o il cervello siano la sede unica delle emozioni e della coscienza. Se fino a qualche anno fa si riteneva che i neuropeptidi costituissero la forma di linguaggio e di comunicazione delle cellule nervose tra loro o con le cellule muscolari o con quelle ghiandolari, attualmente, si può affermare con certezza che queste molecole sono prodotte anche dalle cellule immunitarie e viceversa queste ultime sono dotate di recettori, sorta di chiavi molecolari inserite nella loro membrana cellulare, che ricevono e decodificano la comunicazione portata da neuropeptidi prodotti in altri organi ed apparati. Si può così concludere che i neuropeptidi sono mediatori sia delle informazioni sia delle emozioni e che agiscono nei più svariati sistemi dell'organismo.
Il sistema immunitario è oggi considerato come un organo recettore periferico, un "sesto senso" che percepisce elementi dell'ambiente che sfuggono ad altri sensi, elementi non solo connotati in senso biologico stretto ma caratterizzati da valenze cognitive.

Stanno emergendo dati sempre più numerosi che evidenziano l'effetto immunodepressivo dello stress e viceversa l'azione potenziante le difese immunitarie che è esercitata da uno stile di vita in cui il ruolo stressogeno viene ridotto con svariate modalità.

Lo stress, infatti, ha molteplici ripercussioni sul corpo ma anche sulla mente. La mente stessa contribuisce all'insorgere dello stato di stress attraverso la valutazione cognitiva di quello che ci accade, in relazione al significato che non gli attribuiamo e alle modalità di cui disponiamo per farvi fronte. A parità di evento, ci si può sentire "sfidati" a dare il meglio di sé, o abbattere, ritenendo l'accadimento una calamità che rende impotenti. Nel primo caso lo stress è benefico, e si configura, come lo definiva lo studioso Selye, il "sale della vita", che dà sapore alla nostra quotidianità, spingendoci all'azione ed all'evoluzione personale. Al contrario, nella seconda eventualità, diventa la premessa per una condizione d'impotenza, che se intensa o protratta può evolvere in depressione, con un coinvolgimento della psiche e del corpo, anche attraverso la sua influenza sulle funzioni immunitarie, che vengono modulate negativamente, così da esporre l'individuo ad un maggior rischio di malattia.




Nella mia esperienza nel seguire persone affette da SM ho potuto vedere come sia importantissimo un approccio incrociato multidisciplinare in cui si possa seguire la persona nel suo percorso attraverso più punti di vista e più tecniche

Ecco le tipologie emozionali negative più frequenti in SM in cui la floriterapia può essere di grande aiuto:
Vergognarsi della propria malattia
Sentirsi osservati, giudicati
Avere timore che possa esserci una ricaduta o un peggioramento
Pensare che i farmaci che si stanno prendendo non avranno alcun effetto
Avere problemi di memoria e di concentrazione
Avere problemi di stanchezza e di affaticamento o di insonnia
Le problematiche si accentuano con i cambi stagione o temperatura
Incubi
Dolore riguardante qualcosa accaduto in passato che non si riesce a togliere dalla mente
Emozioni di odio e rancore verso il destino o la vita
Non farcela più
Sentirsi scoraggiati ad ogni minimo sintomo
Essere certi che non c'è nulla in più da fare e che nulla funzionerà
Avere rabbia verso le persone che non hanno problemi di salute
Avere timore per il futuro dei propri figli
Tristezza e malinconia
Disperazione
Non voler più vedere o frequentare nessuno
Pensare che nessuno può capire il proprio stato
Rinunciare a tutto ciò che potrebbe essere fatto perchè ci si sente sopraffatti

ma la floriterapia è utile anche nei piccoli disagi emozionali di ogni giorno che ci procurano ansia o tensione, o per aiutare l'effetto dei farmaci e diminuire gli effetti collaterali e per alleviare piccoli disagi dovuti alla malattia.

Voglio ora fare due riflessioni sulla Sclerosi Multipla che possano fare riflettere su una "direzione" che ha questo tipo di malattia. E’ una malattia che colpisce principalmente le donne (2 persone su 3) ed ha un esordio per la maggior parte intorno ai 30 anni, è una malattia autoimmune, che attacca il Sistema Nervoso Centrale e colpisce alcune parti del corpo.
La corretta operatività di un sistema immunitario è basata sull’apprendimento ed ha ben chiaro che cosa è Self e che cosa è Non self (quindi cosa fa parte o meno di noi, da cosa si deve o meno difendere, che cosa deve o meno attaccare). In una malattia autoimmune, il sistema immunitario attacca parti del nostro corpo, probabilmente non riconoscendole come tali.
Embriogeneticamente il SNC nasce dal più esterno dei tre foglietti embrionari, l’ectoderma, dove nascono gli organi di senso, la pelle, i capelli, tutti organi che sono connessi a ciò che accade all’esterno. La sua funzione principale è quella di raccogliere le informazioni che provengono dall’esterno, informare l’organismo di ciò che succede fuori del corpo, elaborarle in maniera da poter rispondere adeguatamente.
Le parti del corpo colpite dalla malattia sono parola - occhi – braccia – gambe – vescica, ovvero tutte parti del corpo periferiche che ci permettono di creare relazioni dentro-fuori.

Il SNC è contenuto nel cervello e nel midollo. Entrambi sono decisamente salvaguardati. Il cervello, per esempio ha una grande difesa al suo interno: la barriera ematoencefalica che protegge il cervello da "sostanze estranee" presenti nel sangue, che potrebbero danneggiarlo, proteggere il cervello da ormoni e neurotrasmettitori liberati per agire in altre parti del corpo, mantiene un ambiente costante per il cervello. Le grosse molecole non passano attraverso la barriera ematoencefalica, le molecole scarsamente solubili nei lipidi non penetrano nel cervello, mentre le molecole solubili nei lipidi (es. barbiturici e alcool) lo attraversano molto bene. Le molecole con elevata carica elettrica sono rallentate.
Eppure nella SM la mielina viene attaccata e distrutta, quindi è probabile che ci sia una "fenditura" nella barriera che permette a sostanze di entrare. Si sa che la barriera può cedere con microonde, radiazioni, traumi, ipertensione, infezioni ed infatti nella maggior parte dei casi di SM si può trovare una causa stressante in concordanza con l’esordio della malattia.

La floriterapia non è una metodologia causa-effetto, quindi non esiste un rimedio (o più rimedi) floriterapici specifici per la SM. Non si può fare un "protocollo" valido per tutti, perchè ogni persona è a se stante, ed il sintomo, lo stesso sintomo, ha una valenza diversa come ogni situazione è vissuta emotivamente in maniera diversa. I Fiori funzionano "sfoglia di cipolla", ovvero vengono presi in considerazione le emozioni e gli stati d'animo negativi di quel particolare momento, e man mano che si tolgono gli strati più superficiali si procede verso il centro del problema. Ma nella mia esperienza, ci sono dei fiori di Bach che uso più di altri. Farò una piccola rassegna di fiori utilizzati, tenendo presente che dalla lista vengono scelti quelli che più sono adatti alla persona in quel determinato momento.

In generale, i fiori che si usano per la malattia in sé sono
STAR OF BETHLEHEMANGELICACENTAURYSCLERANTHUSWATER VIOLETSELF HEALGORSEHOLLY- PINE- BLUBELL.
Questo perché si approccia alla malattia secondo il ragionamento fatto prima, quindi una malattia autoimmune, in molti casi con ricadute e remissioni, che prende solo una parte del corpo, una barriera ematoencefalica che fa entrare ciò che non deve, un impulso nervoso che si disperde, la chiusura su se stessi rispetto al mondo esterno e l’incapacità del sistema immunitario di capire la giusta direzione dove agire. La stanchezza è un sintomo che accomuna tutti i tipi di SM e ci sono vari fiori che possono aiutare ad affrontarla, come
OLIVE, CENTAURY, MACROCARPA, WILD ROSE, HORNBEAM.
I cambiamenti sono quelli che portano più problematiche in questa malattia. Affrontati male e con lunghi tempi per abituarsi. A partire dai cambiamenti climatici (infatti i periodi i periodi di cambio stagione sono i più complicati ed quelli in cui più facilmente c’è una esacerbazione).
Quindi senza dubbio l’essenza floreale per eccellenza è
WALNUT, seguita da STAR OF BETHLEHEM, CRAB APPLE, BEECH, HONEYSUCKLE.
In moltissimi casi la malattia è accompagnata da depressione a causa del non vedere una via d’uscita, del non sapere se arriva una ricaduta e cosa comporta, se verranno riprese le funzionalità dopo una ricaduta, ecc.
I fiori più usati sono
GORSE, SWEET CHESTNUT, MUSTARD, GENTIAN, WARATAH, WILD ROSE, WHITE CHESTNUT, WILLOW.
Un altro problema nella SM, viste le caratteristiche della malattia che ti fa sentire con una spada di Damocle sulla testa, sono le paure di come evolverà la malattia. Per queste uso maggiormente fiori di Bach come
MIMULUS, ASPEN, ROCK ROSE, CHERRY PLUM, WHITE CHESTNUT
La chiusura, la rigidità (anche nel corpo c’è rigidità), la difficoltà di amare e di rapportarsi all’esterno sono affrontate con
WATER VIOLET, ROCK WATER, AGRIMONY, CHICORY, BLUBELL
Ed infine quando inizia una ricaduta, è bene prendere per qualche giorno il TETRAREMEDY (Rescue Remedy + Walnut + Sweet Chestnut + Elm).
Per ulteriori informazioni
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Dr.ssa Antonella Napoli, Psicologa e floriterapeuta, P.I. 001355428886
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