Contatore siti Intimità; Far fronte agli ostacoli; Essere interrogati (Mimulus 1/5) Eduardo H. Grecco - Fiori per l'anima

Intimità; Far fronte agli ostacoli; Essere interrogati (Mimulus 1/5) Eduardo H. Grecco - Fiori per l'anima

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Intimità; Far fronte agli ostacoli; Essere interrogati (Mimulus 1/5) Eduardo H. Grecco

macrolibrarsi un circuito per lettori senza limiti


In “Libera te stesso” (1932) Bach commenta " Desideri ribellarti per la tua libertà, ma non hai il  corag­gio di staccarti dai tuoi legami?" questa è un'affermazione su MIMULUS, singolare e molto ricca di significato, che mi piacerebbe approfondire, a partire dalla seguente convinzione: per avere vera intimità affettiva è necessario essere liberi.

Avere intimità significa condividere la vicinanza affettiva dell’altra persona con cui stiamo. Avvicinarsi a lei, cancellare le distanze immaginarie e mantenere le reali, capire che il "noi" si costruisce dalla presenza del Io-Tu, dualità che non sparisce nella relazione. Invece, fondersi non è condividere intimità, è dipendenza. Evitarla, non è essere liberi, ma impauriti. La simbiosi non permette differenziazione, separazione, privacy.

In questo spazio non si condivide l'intimità, la si divora. All'altro estremo, il rifiuto del "noi", non è prendersi cura dell'individualità ma un'incapacità di sentirsi libero all'interno di un impegno affettivo. Forse se consideriamo che la paura è il segno del dolore comprenderemo che così come IMPATIENS si difende da questa esperienza con la fretta e l'ansia, CLEMATIS attraverso il sogno, MIMULUS lo fa eludendo la dedizione e la fiducia spontanea in un rapporto. E il dolore, in questo caso, è espressione di un'esigenza insoddisfatta frutto della non accettazione, il rifiuto.

Arrivare all’intimità è accettare, allora,
  • che l'altra persona con cui stiamo, è autonoma, che con lei condividiamo spazi comuni ma che, ognuno ha i propri;
  • che comunicazione e riservatezza non sono all’opposto,
  • che i limiti sono necessari ma non sono confini,
  • che ognuno, in una coppia, segue un percorso personale tanto quanto uno comune.
 
Tuttavia, raggiungere l’intimità nel rispetto dell'autonomia, è un percorso in cui possono verificarsi paure. Paura di restare prigionieri, di perdere il controllo, che mostrando i miei punti deboli mi facciano del male, di essere esposto, all'abbandono, ad affronti, umiliazioni, svalorizzazione...

In MIMULUS, la paura è la causa che lo porta a evitare l’intimità. Inoltre, può iniziare un gioco nel quale sembra partecipare ma, in realtà, è molto lontano da ciò: è la dipendenza. Dipendere, impedisce di condividere l’intimità ed essere compassionevole con l'altro, in quanto, perchè ciò avvenga, le persone devono essere in grado di decidere della propria vita e dei propri sentimenti. Alla fine del testo citato Bach osserva: " ed è così, MIMULUS, che cresce ai bordi dei ruscelli cristallini, ti renderà libero di amare la tua vita, insegnandoti la simpatia più gentile verso gli altri" come dice l'apostolo Paolo "la persona che ama non ha paura. Dove c'è amore non c'è paura. Al contrario, l'amore vero toglie la paura. Se qualcuno ha paura che Dio lo punisca, è perché non ha imparato ad amare."
 
Quasi cominciando a fare clinica su MIMULUS, Bach commenta: " tra alcuni dei risultati più brillanti di un trattamento con questo rimedio, sono i casi di debolezza dopo un'influenza e di altri casi di pazienti che hanno sofferto di una crisi nervosa per la tensione di una disgrazia in famiglia dovuta a familiari o addirittura amici dominanti."Credo che un buon punto per iniziare, un po' lontano dalla tradizionale descrizione sulla paura, è quello che riferisce Bach sul tratto di una" disgrazia in famiglia", causata da persone vicine. È vero che la manifestazione prescrittiva apparente è la crisi nervosa e la tensione ma, se ci concentriamo sulla genesi di questi fatti, non sul fenotipo ma sul genotipo, quello che si trova è una sventura domestica.
 
Disgrazia, infelicità, sfortuna, avversità... all'interno della famiglia. Una sventura, che non è della stessa sostanza che porta CLEMATIS a isolarsi, come una risposta al fatto che non vi è nulla al mondo per cui valga la pena vivere. Né una tribolazione di una qualità pari a quella di VERVAIN, che vede come in tutti i tempi, allo stesso modo come nel presente, c'è un insensatezza in cui versa una società incapace di dare giustizia, situazione che è frutto della natura stessa dell'universo. In entrambi i casi, c'è come una sorta di orgoglio dalla disgrazia vissuta, mentre, MIMULUS, racchiude quella croce come risultato di una sofferenza causata da altri, quasi come se l'avessero ferito, persone affettivamente vicine. Gli hanno causato un dispiacere e sembra che, uno dei motivi, per questa personalità, in grado di indurre questo malessere, è la presenza di figure dominanti, nel suo ambiente, che gli sottraggono energia.
 
La frase di Bach, che segue quella già citata è: "questo rimedio aiuta in modo notevole i pazienti devitalizzati da altre personalità troppo forti e restituisce loro la fiducia e la capacità di rimanere fermi e affrontare le difficoltà della vita quotidiana, allo stesso tempo produce un miglioramento significativo nella sua salute fisica generale”. Cosicché MIMULUS permette che la fiducia, magari la stima in sè stesso, ritorni e permetta alla persona, di avere l’integrità e la sicurezza necessaria per fare fronte agli ostacoli e affrontare i conflitti quotidiani invece di evitarli. Insomma, osare mettere limite e reclamare per quello che gli spetta, non permettere che il demone dell'infelicità rimanga nella sua vita.
 
Di cosa parliamo quando parliamo di MIMULUS? Bach delinea la personalità di questo fiore come qualcuno di introverso ed evitante, che possiede una tendenza molto forte alla quiete e tranquillità, ipersensibili all'ambiente che li circonda, riservati, che rifugge i conflitti, come AGRIMONY, ma che lo fa per ragioni diverse a quest'ultimo, che ha una grande "... avversione alla conversazione e all’essere interrogati", a ciò si somma, paura della folla, dei rumori, di stare da soli e, in generale, a tutto ciò che può essere descritto a parole. Questa è una faccia di MIMULUS, ma è solo un aspetto. È necessario conoscere qualcosa di più della sua apparenza, il suo lato più strutturale e interno.
 
Se consideriamo alcuni dei tratti del carattere menzionati, è interessante il punto della sua "antipatia per il chiacchierare", che lo avvicina a WATER VIOLET, CLEMATIS e IMPATIENS, ma lo è ancora di più, ciò che si riferisce al fatto che sono persone alle quali non piace "essere interrogate". In generale, quest'ultimo è un dettaglio su cui si insiste poco. Tuttavia, ci permette di fare un gioco di differenziazioni cliniche che aiuta a cercare di raggiungere la natura più profonda che motiva la condotta MIMULUS. Questa reazione dà una traccia che vale la pena seguire.
 
CHICORY pensa che chi lo contesta non lo ama. Essere messa in discussione, per lui, è una forma di disaffezione che vive come tradimento. Per questo, non discute ma rimprovera. WATER VIOLET, invece, da una posizione di sdegno e orgoglio, rimane sordo a qualsiasi contestazione mentre pensa "come osa questo semplice mortale obiettare quello che io dico". Ecco perché punisce l'altro, che lo mette in discussione, con la bacchetta del Silenzio.
 
VERVAIN sente di possedere la verità, e ogni dibattito sulle sue idee nel quale entra, parte dal fatto di considerare che l'altro si trova nell'ignoranza. Ecco perche ' vuole distruggerlo con la forza imposta del suo dogmatismo. IMPATIENS, dal canto suo, vive qualsiasi controversia come un peso che gli ruba tempo prezioso, così è intollerante alle dispute perché gli fanno "perdere tempo". Per questo si preferisce restare e lavorare da solo.
 
Ma, per MIMULUS, invece, le domande che può ricevere, colpiscono la sua fragile sicurezza e lo gettano alle intemperie, la mancanza di un riparo e protezione. Inoltre gli provocano un'enorme mancanza di certezza nel sapere dove bisogna andare nella vita. Contraddirlo, lo fa sentire perso in un'esistenza che gli sembra un intricato labirinto. Per questo, MIMULUS, risponde all'essere contestato, evitando, come se fosse smarrito e senza meta. Di cosa parla questa circostanza? Perché evita di affrontare? In fondo all’avviluppato MIMULUS troviamo due realtà. Nella prima, non rischia e siccome non rischia non vive le esperienze, le subisce. Nella seconda, non vede se stesso come qualcuno in grado di crescere, si continua a rappresentare nella vulnerabilità infantile. E, questo, permette di evitare le responsabilità, tra le quali, una di queste è accettare le perdite e ricominciare, ogni volta che si sente che è sconfitto. Julio Cortázar commenta: "nulla è perduto se si ha il coraggio di affermare che tutto è perso e bisogna ricominciare di nuovo"
 
Julian Barnard dice giustamente che MIMULUS possiede un'energia forte, positiva, ridente e chiara, spericolata o coraggiosa, possiamo pensare, ma poi ricorda, che questa pianta si fida della vita. Bach, chiaramente ha avuto lo stesso pensiero poiché in “Cura te stesso” (Heal Thyself) ha scritto sulla paura: “la paura in realtà non ha posto nel regno umano naturale, poiché la divinità dentro di noi siamo noi stessi, è inconquistabile e Immortale, e visto che non possiamo evitare di renderci conto di questo, come figli di Dio, non abbiamo nulla da temere." Julian, fa una deduzione interessante, "è la fede, quindi, che scaccia la paura" Un punto che non smette di essere strano, nel frattempo, Bach riprende lo sguardo evangelico di contrapporre l’amore alla paura, tuttavia, non c'è contraddizione, ma complementarità in entrambi i casi. Una convergenza che potrebbe essere espressa come: la fede nell'amore permette di affrontare e sciogliere il potere della paura.
 
Come HEATHER, WILD OAT, GENTIAN e CHICORY; MIMULUS esercita un'azione sulla nostra respirazione. Ma, in realtà, si tratta di un effetto provocato non per un'influenza bronchiale o polmonare, ma diaframmatica. L'apnea che manifesta nel sentirsi invaso dalla paura, la superficialità della sua ispirazione e la poca profondità del suo giro espiratorio, si deve più al blocco muscolare che alla cavità dell'albero pettorale.
 
E lo stringersi del diaframma, è sintomo di un tentativo di contenere i sentimenti che in maniera ammassata cercano di fluire alla coscienza. Quindi, questa difesa, è un tentativo di evitare che accada una cosa simile. Perché? Perché, la sensazione è che, se si consentisse agli affetti bloccati di uscire, sarebbe un rischio. In questo modo, MIMULUS, prova una maniera di sopravvivere ad intensità affettive dolorose che ha bisogno di tenere a bada. Altrimenti, queste emozioni lo travolgerebbero minando la sua integrità. Non per niente Bach oppone CHERRY PLUM a MIMULUS, nella suo diagramma delle due liste. E ' come se ci dicesse che se non curiamo il timore di perdere il controllo, MIMULUS non raggiunge la piena guarigione.


Le riflessioni di E.H. Grecco su Mimulus:
 
 
 
 
Scritti tratti da https://www.facebook.com/eduardohoracio.grecco?fref=ts Liberamente tradotto da Antonella Napoli - Le parti in neretto, i titoli e la formattazione non sono dell'autore, ma le ho inserite per una più veloce e scorrevole lettura

6/2017

 
Copyright 2016. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu