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Comunicare, dipendere (Clematis 3/3) Eduardo H. Grecco - Fiori per l'anima

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Comunicare, dipendere (Clematis 3/3) Eduardo H. Grecco

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Tanto IMPATIENS, che MIMULUS come CLEMATIS, per diverse ragioni, sono personalità che preferiscono il soliloquio prima di partecipare ad una corale, il silenzio prima che il dialogo. Tuttavia, con CLEMATIS, accade qualcosa di misterioso che c'è, anche, con una certa aria simile, in WATER VIOLET. Quel "qualcosa" intrigante è una considerazione clinica, che sono in grado di rendere visibile, solo usando parole in prestito: "Ho chiuso la mia bocca e ti parlo in mille modi silenziosi ". (Rumi)

Quello che voglio dire è che, allo stato di astrazione CLEMATIS, il raccoglimento nel suo mondo interiore popolato di scenari e personaggi idealizzati, non vuol dire, necessariamente, una chiusura della comunicazione, ma l'apertura verso una forma di espressione più legata al transpersonale che al personale, allo straordinario che all’ordinario, al mistico che al profano, all’etereo più che al denso, al metafisico più che a al fisico. Così, come la velocità è la forma di estasi di IMPATIENS, e il dogma la fiamma per il VERVAIN, il sogno lo è per CLEMATIS. Attraverso questo processo psichico, questo fiore esplora mondi sottili (" so quanto bramiamo intraprendere il volo per regni più meravigliosi”... Bach).

 
È un fiore che ci fa capire che, molte volte, " siamo così occupati a fare cose per raggiungere scopi con valori esterni, che ci dimentichiamo che il valore interno, l'estasi che è associata con la vita, è l'unica cosa che conta." (Joseph Campbell). In modo che ciò che comprendiamo e valutiamo come una rottura della connessione con il mondo è, in realtà, una dinamica in cui, CLEMATIS, si rifiuta di adattarsi all'esterno per dedicarsi a cercare di adattarsi a se stesso. E, allora, in questa posizione, quello che sopraggiunge non solo si riduce ad essere un movimento di introversione, ma si trasforma in una vera e propria svolta "insistenzialismo", così diverso, comunque, dall’esistenzialismo di VERVAIN.

 
Qui mi risuona una frase di Bach, del 1933, su CLEMATIS: "vi sorprende che voglia andarmene? Vedete, ho concentrato i miei pensieri sulle cose terrene, sulle persone terrene e loro se ne vanno, quindi volevo seguirle. Voglio solo prendere il volo e andare dove sono loro. Potete farmene una colpa? I miei sogni, il mio ideale, il mio amore. Perché non dovrei stare con tutte queste cose e cosa potete offrirmi di meglio? Io non vedo niente. Mi offrite solo freddo materialismo, una vita sulla terra con tutte le sue difficoltà e dispiaceri, e il mio sogno, il mio ideale rimane lì lontano. Mi rimproveri che lo segua?"certo è che, prima di volare bisogna imparare a mettere radici, prima di trascendere bisogna trattenersi per questo Bach commenta :" so quanto bramiamo di intraprendere il volo per regni più meravigliosi, ma fratelli del mondo Umano, prima compiamo il nostro dovere e non solamente il nostro dovere, ma anche la nostra gioia (piacere),..."

 
Un punto che e ' bene sottolineare, della personalità CLEMATIS, è il suo modo di relazionarsi. Bach ci osserva che " Hanno la tendenza ad attaccarsi troppo ad altre persona­lità, mettendosi sotto il loro potere; questo avviene in modo volontario e senza paura, e potrebbe essere accom­pagnato da un affetto profondo e dal desiderio di non venire mai separati. La personalità più forte potrebbe usare la sua influenza in modo negativo durante la vita; oppure, dopo la morte, esercitare un richiamo sul partner: per questo il paziente non lotta contro la malattia. " se ci fermiamo un po' su questa caratterizzazione ciò che appare come rilevante In primo luogo, è il fatto che, CLEMATIS, crea relazioni stabili, robuste e permanenti, tutto differente da quella passeggere di IMPATIENS. Allo stesso modo di, WATER VIOLET o MIMULUS, anche CLEMATIS costruisce un legame, in modo lento e progressivo. Il suo punto critico è la dipendenza, la consegna volontaria della sua autonomia all'altro che ama, e la facilità nel modo in cui accetta di essere manipolato da questo.

 
Interessante anche di CLEMATIS è il diminuito apprezzamento che ha per la vita, che si traduce nel poco valore che dà alle cose materiali, la scarsa disponibilità che manifesta nel guarire, quando sta male ("... poco desiderio di vivere ", Bach), l'assenza di spirito di sopravvivenza (argomento interessante per collegare con WILD ROSE), la mancanza di paura della morte, l'aridità e la disconnessione affettiva e il non essere motivati a partecipare e impegnarsi con la vita ed il presente.
 

Tuttavia, ci sono altri argomenti curiosi come la necessità che hanno, le personalità CLEMATIS, di dormire molte ore e la tendenza alla pigrizia, che ci indica il suo naturale orientamento a staccarsi legami terreni e della terra stessa. Ciò comporta, in modo naturale, una connessione debole con il corpo e con tutti gli aspetti della corporeità propria e altrui. A proposito "... come bambini estranei al mondo intorno a loro, vivono all'interno del recinto delle proprie menti. Con la testa tra le nuvole, mostrano l'aria di distacco giovanile. Cercando di portarli alla dimensione dei viventi potremmo dire “ ehilà! C'è qualcuno laggiù?" (Julian Barnard)

Se ora guardiamo CLEMATIS come rimedio apprezziamo che genera una grande capacità di essere presenti nel presente, di contatto profondo con il corpo, la terra e la vita, di essere responsabile dei compiti che l'anima è venuto a rivelare e, in particolare, di contatto profondo con il mondo spirituale senza, per questo, smettere di avere i piedi in contatto con la realtà


Le riflessioni di E.H. Grecco su Clematis:

Scritti tratti da https://www.facebook.com/eduardohoracio.grecco?fref=ts Liberamente tradotto da Antonella Napoli - Le parti in neretto, i titoli e la formattazione non sono dell'autore, ma le ho inserite per una più veloce e scorrevole lettura

5/2017

 
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