Centaury alcune riflessioni (Eduardo H. Grecco) - Fiori per l'anima

Vai ai contenuti

Centaury alcune riflessioni (Eduardo H. Grecco)

Articoli > 2017

macrolibrarsi un circuito per lettori senza limiti

Continuiamo il nostro viaggio tra i 12 guaritori attraverso le parole del dr. Grecco. Ho raccolto e tradotto i post sull'essenza floreale che lui ha pubblicato sul suo profilo Facebook e che sono molto interessanti per approfondire, riflettere e scoprire aspetti più nascosti di ogni essenza.

Ciò che è emerso da Centaury l'ho diviso in varie parti, cercando di darne un titolo che ne riassumesse il contenuto. Cliccando sul titolo potete andare a leggere direttamente la parte di vostro interesse, oppure leggere tutto l'articolo scorrendolo di seguito. Buona lettura! Antonella Napoli


Riflessioni su Centaury





Il combattimento di Centaury

Quando mi immergo in CENTAURY mi ritornano, alla mia memoria, alcuni versi di Nemer Ibn El Barud: “Tu pensi che non combatto / perché non ferisco né offendo?”
È meraviglioso come, la poesia, normalmente rinchiuda le verità su ciò che accade nelle profondità della nostra anima. E dico questo, poichè raramente si riesce a considerare il comportamento CENTAURY come una risposta combattiva, come un'azione positiva, e si considera solo, il suo non-agire, come segno di debolezza.

A volte lo è, ma, in molte altre, la natura della sua struttura affettiva interiore indica un'altra direzione: quella della persistenza stoica. A differenza di VERVAIN, che resiste facendo opposizione, CENTAURY lo fa cedendo e, in quell'apparente capitolare, risiede la sua forza. Gli stoici praticavano il dominio delle passioni, che alterano e spadroneggiano l'esistenza, e lo facevano per mezzo dell'esercizio della virtù e della ragione. Lo scopo consisteva nel raggiungere la felicità e la saggezza, lasciando da parte l'attaccamento alle comodità, ai beni materiali, ai soldi e al potere. La conseguenza di tutto il loro lavoro li conduceva a raggiungere la forza, l'imparzialità, l'indipendenza e la serenità.

Gran parte, della condizione che promuove la filosofia di vita degli stoici, si può trovare nei comportamenti CENTAURY o nel risultato di ciò che genera il prendere questo fiore in una persona. Non si tratta di una relazione lineare ma, senza dubbio, nella forma CENTAURY c'è una quota di "atteggiamento stoico", come nella contemplazione CLEMATIS, nella quiete WILD ROSE, nell'autosufficienza IMPATIENS e l’indifferenza GORSE. Tra il carattere epicureo di WATER VIOLET e l'edonismo di VERVAIN, CENTAURY , assistito da quella condizione, secondo cui  preferisce essere ferito piuttosto che ferire, possiede una bontà che lo porta a non negare nulla a nessuno, a tollerare "... per amore della pace, invece di fare ciò che sai essere giusto, perché non gli piace lottare... " (Bach).

Sacrificare tutto solo per l'armonia: è senza dubbio il volto abituale di CENTAURY manifestato sotto forma di una personalità tranquilla, sensibile, docile, gentile, sacrificata, indecisa, dipendente, sottomessa, inibita e ansiosa di aiutare gli altri (anche troppo), ma soprattutto, debole. Tuttavia, non è tutto. Possedendo una valutazione esagerata della sua capacità di aiutare gli altri, è prigioniero di gravi difficoltà nel porre dei limiti e dire no alle esigenze altrui. E, questo comportamento, è una grave violazione all'ordine dell’aiuto, perché servire non è procrastinare se stessi, non è un obbligo, non è una pulsione. Finire con il praticare il servizio questi modi è convertire, tale attività, in sottomissione. Nello stesso modo in cui, inghiottito dalla sua ombra, VERVAIN fa del salvataggio un mestiere e si offre come redentore, CENTAURY trasforma la sua vita come quella di un vassallo e si consuma.

A differenza di quanto accade con VERVAIN la volontà di CENTAURY è indebolita e, i suoi affetti sono accentuati, da un lato a causa, in parte, della vulnerabilità che sente in modo viscerale e, dall'altro, a causa dello sforzo che dispiega per soddisfare gli altri. È  una persona che, di solito, relega le sue opinioni e i suoi interessi e gli risulta faticoso far valere le proprie idee, dimenticando, così, le proprie esigenze e, specularmente, non percependo le reali esigenze degli altri. In questo modo, è frequente che cada nella rigidità e nell'assenza di piacere per il quotidiano e per la vita stessa.
L’ombra di Centaury: l’autocrate

Dietro questa facciata, nella sua ombra si nasconde un mondo ben diverso: fortemente compulsivo, arrogante, egoista, accusatore, insolente, autoritario, dominante, tirannico, pomposo, desideroso di potere e, a volte, con tendenza a comportarsi con crudeltà. Non per niente, Bach, ha messo, come primo archetipo di questa essenza, l'Autocrate. Ma perché non si mostra sotto questa apparenza e invece lo fa dietro alla maschera della bontà e del servizio? È che il modo consueto di comportarsi CENTAURY si rivela come un gesto di distensione verso gli altri per evitare, in tal modo, la punizione o l'aggressione che potrebbe ricevere, una fantasia simmetrica ai desideri repressi o contenuti di punizione e aggressione, che vivono in nel suo lato inconscio.

Questi impulsi sono in attesa di essere scaricati senza pericolo, quando si presenta la giusta opportunità. Tra le due possibilità antagonistiche, autocrate o generoso, c'è un equilibrio, un sentiero che permette la nascita di una personalità forte e affermata su sé stessa, indipendente e sicura delle sue convinzioni, gentile e ricettiva, compassionevole e impegnata socialmente, ma, allo stesso tempo, capace di sapere come limitarsi al servizio quando percepisce che supera le sue possibilità, libera dal timore di essere respinta se non soddisfa ciò che gli viene richiesto, resistente alle influenze e che, in modo adeguato, non consente a queste di essere sfruttato. Una personalità che non persegue l'amore, ma ha imparato ad individuare gli ostacoli che si sono costruiti al suo interno, in modo da impedire di arrendersi, liberamente, a quell'esperienza.

All'inizio della sua riflessione sul testo CENTAURY "Alcune considerazioni fondamentali sulla malattia e la guarigione", Bach sceglie per definire questo tipo floreale l’archetipo dell'Autocrate. Aggiunge anche una serie di caratteristiche che delineano un modo di essere molto diverso da quello che inizia a descrivere nel suo piccolo opuscolo del 1933 "I dodici guaritori", pubblicato nella città di Epsom. Lì afferma che " ... Sono gli zerbini. Sembrano essere sprovvisti di qualsiasi potere individuale o di capacità di non farsi usare da chiunque. Non compiono alcuno sforzo per conquistare la propria libertà. Virtù da sviluppare: Forza. Difetto: la debolezza dello schiavo" Nonostante queste linee, i primi scritti di CENTAURY hanno lo scopo di dipingere alcune persone che" ... nella loro lotta per il potere hanno perso la misura della propria posizione e della propria importanza nel mondo. Sono chiassose nei discorsi e nei movimenti. Chiedono attenzione, sono impazienti e meticolosi (pignoli) per i dettagli dei propri desideri e comodità. Sono arroganti (dominanti) e pieni dei propri risultati."  

Il termine autocrate che Bach inizialmente associa con CENTAURY , deriva dal greco e il suo uso si riferisce all'esercizio di una forma di governo in cui il potere supremo è concentrato nelle mani di una sola persona, le cui decisioni non sono soggette restrizioni o regolamenti di qualsiasi tipo.

Questo ci dice che, necessariamente, la persona che va ad occupare quel posto, deve avere un carattere forte, risoluto, dominante, esigente, limitante,  controllante, diffidente e determinante, e che, inoltre, non consente alcuna opposizione, ovvero è intollerante. Quindi, da queste condizioni deriva una tipologia di leadership autocratica, dove il leader prende tutte le decisioni, non consente la partecipazione o la discussione del gruppo che dirige, è il proprietario delle informazioni, non delega le responsabilità, fissa gli obiettivi da soddisfare, gestisce premi e punizioni, e ha il controllo su tutto e tutti.

È questo ciò che pensava Bach nei primi giorni della scoperta CENTAURY sulla personalità di questo fiore? La clinica ci insegna la conferma di questa percezione di Bach. Naturalmente, questa è solo una parte di questa essenza, ma un lato molto prezioso che è necessario tenere in considerazione nel lavoro terapeutico. Ci ritroviamo con descrizioni parziali dell’azione dei fiori, spesso dimenticando la profondità della loro natura. Questo è un esempio che vale la pena considerare, per rendersi conto -utilizzando una metafora della mitologia- che in ogni personalità, disposto a servire oltre i limiti, c'è un Ade ranicchiato che attende di rapire la nostra libertà usando il sotterfugio dell’aiuto. E anche se forse questa affermazione si rivela controversa in relazione a ciò che viene detto di CENTAURY, non per questo è meno vera.


Aiutare e servire
 
Il tipo floreale CENTAURY presenta uno dei più complessi e difficili problemi clinici con cui si confronta il terapeuta. La causa è che, CENTAURY , di solito ha una tendenza alla ricaduta e al ritorno dei sintomi, al punto che è molto comune che nei trattamenti di questi pazienti, per tutta la durata, si ripeta uno schema ciclico di miglioramento e regressione, inizio e interruzione della terapia. Ciò ha una certa logica, poiché la sua identità, si trova logorata da un forte orientamento masochista, che non è altro che un sadismo rivolto verso sé stessi, che impedisce, tra l'altro, di accedere facilmente alla guarigione.

Il Dott. Bach quando descrive il tipo di personalità, che corrisponde a questa essenza, dice che si tratta di persone buone, silenziose e docili, ma che, tuttavia, sono estremamente ansiose di servire gli altri e che, allo stesso tempo, stimano in gran parte, le forze di cui dispongono per questo compito. Come in VERVAIN, c'è un eccesso e una base di immagine di grandezza nel suo comportamento. Se lo confrontiamo, a questo punto, con RED CHESTNUT possiamo osservare che quest’ultimo coniuga il verbo "aiutare", mentre CENTAURY preferisce "servire". Entrambi sono eccessivamente preoccupati per le richieste degli altri e trascurano, per ragioni diverse, lo sviluppo della propria vita e dei propri progetti.

In questo punto sono egocentrici nella valutazione delle loro capacità di servizio e nascondono dietro una maschera assistenziale, la fuga da loro stessi o la realizzazione del loro compito esistenziale. In entrambi i casi la scoperta della intimità è impedita, perché collegandosi ai grovigli emotivi degli altri, sentono che il permettersi di entrare nella propria intimità li alienerebbe e gli toglierebbe la forza per compiacere e preoccuparsi degli altri. CENTAURY raffigura gli altri come bisognosi di aiuto e, dandogli il suo appoggio, in realtà sta soddisfacendo un bisogno personale che lo fa sentire buono e meritevole.

Quindi, l'intimità vagabonda e ambigua di VERVAIN, che diventa un limite sacro in WATER VIOLET, acquista, qui, la dimensione uno spazio proibito, a cui non si deve dedicare energia, perché questa è essenziale per la sua attività di servizio .Vi è una differenza di approccio tra gli atteggiamenti di egocentrismo ed egoismo. Nell'egoismo c'è un eccesso di importanza del fare, mentre nell’egocentrismo è il Sé quello che viene messo in risalto. Rispetto ad un'altra essenza floreale, CHICORY, che è egoista, CENTAURY , al contrario, è egocentrico, poiché la sua problematica, a questo punto, è concentrata, come AGRIMONY, intorno al suo essere. Un essere al quale guarda da una falsa prospettiva.


Dispotismo represso, rancore, insoddisfazione

Un altro importante elemento clinico è il modo in cui, CENTAURY organizza le proprie relazioni personali. Dietro alla necessità di essere coinvolti in modo molto estremo in ciascun rapporto, si cela una tendenza ad assumere una posizione subordinata e dipendente. Questa inclinazione è legata a una problematica difficoltà che ha di connettersi con la propria autorità. Tuttavia, coperta da una certa quota di svalutazione, si può notare la presenza dell’opposto nascosto dietro la sottomissione: dispotismo represso.

La smania di servizio smisurato - afferma Bach - porta in queste persone, a svolgere più lavoro di quanto gli spetta a tal punto che " trascurano quella che è la loro particolare missione nella vita". In questo punto il CENTAURY fa polarità con WATER VIOLET che fa diventare una religione, il non allontanarsi dal compiere la sua missione. Lo schema di tortura e sofferenza dell'anima CENTAURY si spiega con l'esistenza di una primitiva ed eccessiva esigenza di amore che, logicamente, non può essere soddisfatta e che, tuttavia, viene ricercata, portando in maniera costante alla frustrazione. È  come se stesse desiderando, inconsapevolmente di essere punito in questo modo. Perché? Perché nel suo cuore battono sentimenti di colpa e rimorso repressi dal fatto che, associati alla domanda d'amore, c'è anche rancore, risentimento e sfida.

Nelle persone CENTAURY è normale trovare, più o meno soffocate, storie di umiliazione, maltrattamento e inferiorità che hanno generato affetti di ostilità repressi. In qualche modo, drammatizzano nei loro legami presenti, vecchi modi di relazionarsi che hanno formato la loro identità durante l'infanzia. Ripetono ciò che hanno vissuto. Il problema centrale di CENTAURY è quindi la necessità di sofferenza, dipendenza e umiliazione, quasi come una dipendenza. La coscienza colpevole, piena di rancore e di odio, viene messa a tacere con questo meccanismo autopunitivo, comportamento nel quale trova, paradossalmente, un certo piacere.

Inoltre, può essere avvertito un forte timore di perdita di controllo, di scariche involontarie, che lo colmano d'ansia e lo portano a sviluppare intensi e esagerati meccanismi di autocontrollo che possono apparire come una meticolosità esagerata. Logicamente, tale controllo eccessivo delle risposte emotive, che lo fa apparire come "rigidamente sottomesso", conduce a una forte esperienza di insoddisfazione in tutte le aree della sua vita. Insoddisfazione che lo obbliga ad una maggiore domanda e a una rinnovata frustrazione. Interessante questo punto di insoddisfazione che lega CENTAURY  con VERVAIN. Questa mappa emotiva si traduce, corporalmente, in spasticità alla base del bacino, difficoltà sessuali, pianto e singhiozzi come scarico di affetti soffocati, ventre disteso (collegato a affetti di tenerezza) e glutei e cosce contratti per l’aggressività repressa. Nell'immagine del corpo nudo, la verità dei loro sentimenti nascosti.


Scheda tecnica di Centaury
 
Oggi vorrei presentare uno schema, come una sorta di "scheda tecnica", di CENTAURY prima di continuare a riflettere sulla sua natura e immergerci sui fili che la clinica ci mostra sulla sua struttura e la sua trama.
 
Lezione.
CENTAURY deve imparare a trovare il centro dentro di sé dove sostenere le fondamenta della sua identità; a mettere limiti e non lasciare che altri interferiscano sul suo cammino interiore e, infine, a permettersi di essere un agente attivo nella costruzione della propria vita .

Virtù.
Le virtù che questa essenza permette di sviluppare sono: mitezza, servizio, gentilezza, compassione, forza, pietà, umiltà, stima e modestia. Allo stesso tempo, rafforza la volontà nel fare in modo che la persona realizzi lo scopo interiore a cui lo chiama la sua anima.

Ostacolo.
Poiché le persone CENTAURY agiscono secondo la convinzione che il loro modo di relazionarsi è essenzialmente amorevole, quando, al contrario, la realtà è che non sono in grado di dire di no alle richieste degli altri, finiscono nell'illusione che resistere allo sfruttamento degli altri è una mancanza d'amore. Il processo che sta alla base di questo dinamismo rende evidente che, CENTAURY compiacendo, sente che è approvato, incarnato, che esiste. Ma ciò che accade è che, dimenticando i propri bisogni, non ascoltare la sua voce interiore e alienandosi nel desiderio dell'altro, ritarda la propria strada evolutiva e quella di coloro che lo circondano.

Chiave storica.
È frequente trovare, nella biografia di personalità CENTAURY, racconti nell'infanzia di umiliazioni e maltrattamenti reiterati, frustrazioni nei loro bisogni di affetto, genitori autoritari e punitivi, fasi di capricci, ribellioni e richieste di cibo e gestione del controllo degli sfinteri (da parte dei genitori) che sono state vissute in modo traumatico. Allo stesso modo, hanno imparato in infanzia il mandato dei genitori secondo cui "se non obbedisci, non ti vogliamo".
 
Mappa emotiva.
Ostilità repressa, eccessiva domanda d'amore che conduce a una costante frustrazione, paura della libertà e della perdita di controllo, colpa e rimorso, necessità di punizione, insoddisfazione permanente, vergogna, esperienza di essere nulla, non solo in quanto non prezioso ma considerarsi un rifiuto o uno zerbino.

Polarità emotiva. Servizio ed egoismo; servilismo e autocrazia; sottomissione e tirannia; ira e perdono; crudeltà e compassione; sottomissione e libertà.

Modalità comunicativa. Lamentela, mancanza di forza espressiva e spontaneità, blocco nell'affermazione, parole di permesso e perdono permanente, goffaggine.

Legami. Dipendenti, soggetti, sottomessi, impegnativi, insoddisfacenti, assoggettati, inibiti, ricerca di protezione e approvazione, delega all'altro della propria autorità. In sostanza le relazioni CENTAURY si organizzano intorno a vivere la vita attraverso l'altro. Alcune delle caratteristiche salienti del loro rapporto con altri sono: se qualcuno ha bisogno di qualcosa, glielo danno senza che gli venga chiesto. Questa è una maschera che sembra generosità, ma cela paura.
Il suo scopo essenziale nella vita è quello di fare cose per gli altri. Questo servilismo è una maschera del servizio autentico. Sono posati e gentili nel trattare con le altre persone. Rimangono con le persone che vogliono nella buona e nella cattiva sorte. Si inibiscono quando sono al centro dell'attenzione. Sono persone sofferenti, pazienti e con molta tolleranza al disagio. Sono piuttosto ingenui e hanno difficoltà nel pensare che altre persone abbiano secondi fini verso di loro. Nelle loro relazioni affettive tendono a lasciarsi guidare dal compagno rinunciando alla propria autorità e alla propria strada fino ad arrivare al masochismo. Nella sessualità non cerca tanto il piacere proprio quanto quello dell'altro.

Sintomi fisici.
Stanchezza, pallore, disturbi circolatori, disturbi del fegato, dolori di colonna (in particolare dorsali), ipertensione arteriosa, patologie della tiroide, tensione muscolare, dolori alle gambe, costipazione, dispnee respiratorie, disturbi immunologici.
 
Sintomi psichici.
Incertezza, repressione della sessualità, rapporti di co-dipendenza e sofferenza, incapacità di godimento, tendenze masochiste, desiderio si servizio illimitato, sintomi ossessivi, incidenti ripetuti, incapacità di esprimere con forza le idee, influenzabilità, desiderio di riconoscimento e di conferma, timore dell’autorità, necessità di approvazione, incapacità di porre limiti, ipersensibilità, tristezza, volontà debole, passività, reagire ai desideri degli altri e non ai propri.
 
Meccanismo di difesa.
Dipendenza, sotto forma di incapacità di assumere la propria autorità.


Le due facce della medaglia: passivo e attivo

Alcuni anni fa ho sviluppato l'idea delle due facce di ogni fiore, prendendo la proposta di Bach, che emerge dai suoi testi, sul fatto che, in ogni rimedio floreale, convive una polarità antagonista che si esprime in comportamenti e sentimenti opposti. Questo è stato un lungo dibattito che abbiamo avuto con Lluis Juan Bautista e Luís Jiménez, nel lavoro comune di ricerca, che abbiamo svolto per diversi anni. Voglio condividere le due facce di CENTAURY . Come dice il dott. Bach, "CENTAURY, che cresce nei nostri pascoli, ti aiuterà a trovare il tuo vero Io, in modo che potrai diventare un lavoratore positivo e attivo, anziché un agente passivo".  

Iniziamo dalla faccia passiva.
Nella clinica delle personalità CENTAURY uno degli elementi fondamentali da prendere in considerazione è l'esperienza di sofferenza, infelicità e umiliazione che porta regolarmente a strutturare un atteggiamento di rivendicazione permanente. Molte volte le denunce sono giustificate, altre no, ma comunque costantemente non portano ad alcuna soluzione. Il mondo immaginario di questo tipo di CENTAURY è popolato da fantasmi di automartirio, autoflagellazione, autopunizione e la convinzione di possedere una capacità onnipotente di servire. A questo si deve aggiungere che, CENTAURY , sembra essere intrappolato in un circolo vizioso: più lavora per uscirne, più si blocca e più cresce la sua disperazione.

Esiste all'interno della sua anima una mappa mentale dove il desiderio di libertà coesiste con la paura di liberarsi, il desiderio di aiuto con la diffidenza, essendo questa emozione insieme all'ostilità (in tutte le sue forme) soffocata, è il primo obiettivo del lavoro floreale, giacchè sono gli affetti che impediscono ogni possibilità di trattamento. D' altra parte, un'altra credenza CENTAURY molto radicata è sentirsi Zerbino o Cenerentola e che tutti hanno il diritto di calpestarli e di usarli.

Questo è generalmente tradotto in alcuni sintomi caratteristici:
  • Blocco laringeo con conseguente difficoltà ad esprimere con convinzione e forza le proprie necessità o a parlare ad alta voce; avere un tono lamentoso e pietoso; chiedere sempre perdono per tutto; non essere in grado di dire di no.
  • Autodisapprovazione costante,
  • Incidenti ripetuti,
  • Rimanere coinvolto in situazioni dolorose,
  • Tendenza a disprezzarsi,
  • Abbandono nella sistemazione e pulizia personale (che a volte può sembrare come una reazione esagerata CRAB APPLE di pulizia e precisione),
  • Ricerca della punizione,
  • Difficoltà nel rimanere nella legalità,
  • Movimenti disordinati, titubanti e senza forza,
  • Vivere le necessità corporali come qualcosa di sporco,
  • Capricci,
  • Tensione sulle cosce,
  • Diarrea e costipacioni,
  • Mancanza di spontaneità e goffaggine nelle relazioni sociali,
  • Necessità di approvazione,
  • Risentimento verso la coppia,
  • Incertezza, esitazione e insicurezza.
                             
Tra gli elementi semiologici più importanti della struttura corporea del CENTAURY passivo, si distinguono:
  • Collo generalmente compatto, muscoloso, non molto rigido, con tensione sulla nuca e inclinato verso il basso. Un collo con queste caratteristiche indica mancanza di orgoglio, blocco nell'espressione di sentimenti di rancore e risentimento, difficoltà a esprimere ciò che si sente e pensa con convinzione.
  • Ventre contratto, che indica la paura del dolore che provoca il rapporto interpersonale e la sessualità.
  • Base del bacino elevato, che mostra l'incapacità di connettersi con il piacere.
  • Collo del piede contratto, che dimostra insicurezza.
  • Muscoli delle gambe e piedi spastici, rapporto forzato e difficile con la realtà. La vita come un problema.
  • Espressione facciale, poco spontanea e limitata, dove appaiono tratti di ingenuità e persino stupore, che nasconde paura, disprezzo, ripugnanza e terrore.

In sintesi, guardando un CENTAURY l'immagine che appare al terapeuta è di un cervello che dubita e diffida, gola chiusa che non lascia fluire le emozioni, nuca bloccata per evitare l'espressione del risentimento, il ventre e il bacino contratti, muscoli delle gambe e piedi spastici, regione anale indurita, schiena piegata, testa con gesto di sottomissione e pacificazione. Non c'è niente di poetico in questa posizione e in questa struttura emotiva dipendente. Tuttavia, non per questo smette di essere un'immagine chiara di un mondo interno avvolto in un atteggiamento in cui cede a qualunque prezzo pur di evitare conflitti, un lavoro destinato al fallimento come due mani che cercano di catturare le ombre.

La sua faccia attiva
In questa parte CENTAURY la persona è diventata un "bullo". Dominante, che umilia, despota, cerca di nascondere con questi comportamenti il suo passato di sottomissione. Gli manca, in questo caso, l'abilità di comando e di giustizia che possiede VINE, così come una chiara consapevolezza del potere delle sue capacità come accade in VERVAIN. Qui, invece, è un comportamento tirannico e dispotico. È come se il passato di "orfano" fosse pareggiato, con un comportamento ostile, la vecchia incapacità di porre limiti, di umiliare, come è stato umiliato, di sottomettere come è stato sottomesso. Il VINE ha una direzione e un obiettivo nel suo dominio, VERVAIN un'aspirazione di eredità e di trasformazione della realtà, tutto questo è assente a CENTAURY .

Il suo comportamento è a volte crudele e molto accanito, specialmente con persone che sono state amate e che lo hanno anche aiutato. Cerca vendetta e lo fa in modo sproporzionato. Di solito fa pagare alla persona attuale tutte le sofferenze della sua vita e persino prende atteggiamenti poco privi di onore e morale, come messaggi anonimi, parlare male dell'altro e cercare la sua distruzione e umiliazione. In questo assomiglia alle risposte che CHICORY dispone motivato dall'invidia: tale quadro rivela la presenza di un forte sentimento di rivalità e di un nemico represso per lungo tempo, che ora ritorna in modo indiscriminato. Si tenta di nascondere la propria incapacità, non essendo accettata, attraverso la squalifica dell’altro.

Ma, in più, mette in evidenza il carattere fondamentalmente autocratico del CENTAURY, che non conosce il perdono, né verso se stesso, né verso l'altro. In questa versione il corpo è falsamente eretto, il mento di solito trema, la schiena è forzatamente dritta. Le vertebre cervicali sono spesso affette da dolori, i pazienti possono avere tumori, cisti, stanchezza cronica, infezioni ripetute e persino disturbi cardiaci. D’altra parte, quando si osserva il paziente, si avverte la presenza di caratteristiche del tipo passivo in un modo o nell’altro soffocate o travestite da formazioni reattive di segno opposto, come l’eccesso di precisione e ordine, autocelebrazione costante e ordini privi di occasione e proporzione.

Bach descrive la segnatura corporale di CENTAURY in pochi e definiti tratti: "Di solito hanno fisico robusto e colorito vivace; soffrono spesso di alta pressione e delle malattie collegate." e aggiunge, quindi, un'azione importante Di questo rimedio in relazione allo stress: "... tende a riportare delicatezza e gentilezza in queste nature; inoltre a ridurre la tensione mentale e fisica." Sembra che il tema della " tensione ", da IMPATIENS in avanti, tocca vari rimedi. Tuttavia, assume un particolare rilievo: la pressione tesa e nervosa dello schiavo sommerso dalla negatività.


Debolezza / Forza

È  raro che nella riflessione clinica, si metta in risalto questo aspetto della mancanza di positività, punto su cui Bach, d’altra parte, anticipa la comparsa di GENTIAN. In "Libera te stesso", commenta: "Coloro tra voi che sono degli zerbini avranno fatto molti progressi sulla strada del servizio agli altri quando potrete comprendere che dovete essere un po’ più positivi nella vostra vita. CENTAURY, che cresce nei nostri pascoli, ti aiuterà a trovare il tuo vero Io, in modo che potrai diventare un lavoratore positivo e attivo, anziché un agente passivo." Nello stesso testo insiste sulla polarità di base di questo tipo floreale: Debolezza/Forza che riprende poi, in modo più netto, nel breve articolo " Dodici grandi rimedi” dove dice: “I deboli, pallidi, senza forza, fiacchi e stanchi, saranno molto aiutati da CENTAURY."

Ma è la penna di Nora Weeks dove la figura passiva di CENTAURY trova la descrizione migliore. In "I dodici rimedi del dott. Bach dal punto di vista di un profano" Nora commenta :"Coloro che sono così esausti, deboli e fragili che non hanno energia per aiutarsi da soli. Sono molto inclini a cedere perché non hanno più forze, sono troppo deboli per fare uno sforzo. È lo stato mentale della "Pace a tutti i costi". Sono troppo stanchi anche per rivendicare i loro diritti. Sono i deboli di carattere, il contrario delle persone ostinate VERVAIN. Sembra che abbiano esaurito la loro vitalità, sono spesso pallidi e insignificanti. Si direbbe che gli manca un tonico fortificante. Nella malattia non combattono, sono passivi. CENTAURY li aiuterà e può essere somministrato in qualsiasi malattia che presenti questo particolare stato. A volte dopo un attacco acuto durante una malattia prolungata o durante la convalescenza si osservano questi sintomi." Una lunga citazione, ma che vale la pena tenere presente per il valore descrittivo.

Nel frattempo, tra una citazione e l’altra, mi sono ricordato di una frase di Pessoa, che potrebbe spiegare la ragione della mancanza di Spirito di lotta e l'esaurimento di CENTAURY : "Ho provato troppo per continuare a provare. La mia anima è esaurita, non ne rimane in me che un eco."


Mito ed archetipo dell’Orfano

Gli archetipi e i miti sono i modi che hanno a disposizione gli esseri umani per scoprire quell'altra dimensione di noi, che rimane estranea alla coscienza. Mentre gli archetipi sono l'impronta e la rete di memoria del processo evolutivo della specie, i miti raccontano i modelli relazionali che intrecciano gli esseri umani gli uni con gli altri. I primi rappresentano le ferite ancora aperte dell'umanità e, i secondi, il tentativo simbolico di curarle. In molti modi, CENTAURY , transita attraverso la vita, ordinando i comportamenti secondo i dettami dell'archetipo dell'orfano e del mito dell'orfanilità, segno che è molto attivo nelle pieghe della sua anima.

Una forza, incosciente e collettiva, che fornisce l'energia che si plasma in una personalità, negli affetti e comportamenti, propri di questo tipo floreale. Vediamo un po’  la questione. La struttura dell' "orfano" affronta l'uomo con la solitudine esistenziale e l'insicurezza. E' vero che, in qualche misura, si tratta di affetti che appartengono al patrimonio universale dell'anima ma, in questo caso, la cosa singolare è che l’abbandono viene elaborato in maniera diretta nella crescita di un futuro destino di dipendenza. Questo archetipo ci parla di un bambino privato di protezione, dolcezza e cura, in un momento della sua vita in cui gli era impossibile badare a se stesso.

Inizialmente avrebbe potuto reagire con ostilità e indignazione dinanzi a questa circostanza ma, la sua svalutazione e la sua vulnerabilità, lo ha fatto fallire nella lotta per imporre la soddisfazione dei propri bisogni, lasciando come ricordo, nella sua memoria, l'impronta di essere stati sconfitta nella lotta per il potere. Quando sorgono, nel corso della vita, nuove esperienze di abbandono, trascuratezza o delusione, questo archetipo si torna ad attivare e la persona sviluppa un meccanismo di compensazione che lo porta a strutturare una risposta particolare: poiché non può affrontare le avversità deve placare l'avversario, sottoporsi a lui, fare tutto quello che crede che lui abbia bisogno.

Nella vita abbondano le esperienze orfanili e di dolore che gettano, la persona, nell'abisso dell'esclusione. Ad un certo punto si sentono invase da una vivida sensazione di essere state separate e lontane dal paradiso e da ogni fonte di piacere. In tal modo, la dipendenza, la surrogazione alla volontà altrui e il servilismo possono essere alternativi per la coscienza.

Nevrotiche, ma alla fine alternative, perché la persona desidera chiudere la ferita dell'anima e mettere a tacere il grido di angoscia e paura che la soffoca. Di fronte alla vertigine della libertà preferisce la sottomissione, di fronte all'indipendenza preferisce l’assoggettamento, di fronte alla generosità attiva e responsabile sceglie di non dire mai di no. Questo non significa che la persona si senta felice e armoniosa. Al contrario, CENTAURY cova nella sua ombra rancore, odio, paura, rabbia e malcontento e, queste emozioni soffocate, quando l'opportunità viene offerta, possono portarlo a trasformarsi per la legge della polarità, in un despota tirannico e vendicativo. Come dice Bach, la questione non è che lo schiavo diventi tiranno.

L' archetipo dell'orfano richiede all'uomo il compito di liberarsi da ogni dipendenza ma anche di guarire lo spirito di ritorsione e autocratico che risiede nel suo inconscio. Così, la costruzione di un'identità in grado di prendere le distanze sia dalla sottomissione che dal dispotismo segue un percorso che, nel caso di CENTAURY , finirà nel fallimento se non riuscirà a trascendere questi estremi. Se l'opportunità è sbagliata, ciò che avrebbe dovuto essere uno strumento per l'evoluzione, si trasforma in una pesante catena che lega la persona a un modello di comportamento che blocca la sua crescita. In questo modo, l'identità CENTAURY, non fa che lasciare agli antagonismi che contraddistinguono la dialettica del padrone e dello schiavo, l’unica possibilità di essere.

Lo stesso vale per AGRIMONY, ma la strada che si delinea in questa essenza è la formulazione di un'esistenza che non è autentica per evitare il dolore e la paura del rifiuto. CENTAURY invece, sceglie di cercare piacere e soddisfare l'altro conformandosi, essendo un buon carattere costantemente, non dicendo mai di no a nessuno e essendo sempre pronto a servire. E lo fa in questo modo, incoraggiato dalla fantasia che in questo modo riesce a placare l'altro, perché lo vive non come un pari, ma come un comandante a cui deve piegarsi. La guarigione di tale modello di funzionamento avviene quando la persona riesce a uscire dal rifugio immaginario della dipendenza dall'autorità e riesce a sentirsi pari tra i pari. Pari con i quali esiste la possibilità di aiutarsi reciprocamente, di essere realistici con le proprie capacità di servizio e liberi dal timore di rifiuto e dalla necessità di procrastinare i propri interessi per ottenere riconoscimento.

Così come CHERRY PLUM è l'essenza che mette la persona in contatto con il fatto che la vita è una costante danza di esperienze e che bisogna rischiare di vivere senza essere assoggettati al controllo della ragione, CENTAURY , si propone di imparare che, se è vero che la verità ci rende liberi, non meno vero, è che, solo con la libertà e l’indipendenza possiamo trovare la verità sia dentro che fuori di noi. Una libertà da cui CENTAURY sembra estraniato, una dipendenza che non lo abbandona mai come se stesse vivendo una condanna alla sventura. "L’ombra di essere un uomo infelice è sempre al mio fianco" (Jorge Luis Borges).


Da dove nasce un Centaury?

Qual è la fonte da cui sorge l'emozione che è alla base della persona con una mappa affettiva CENTAURY? Nella sua storia biografica troviamo la traccia di esperienze di esclusione e di rifiuto precoce, che generano la convinzione, nella persona, di aver fatto qualcosa di sbagliato in passato, per cui, deduce che quello che oggi gli accade se lo è meritato. Che i suoi vecchi sentimenti di ostilità sono la causa del fatto che la gente lo tratti duramente. Il suo atteggiamento di pacificazione e di servilismo attuale non è altro che un tentativo di riparare al danno che crede di aver causato e di pagare il debito che crede di aver contratto.

D' altra parte, ha bisogno che gli altri lo vogliano e lo accettino, e per raggiungere questo obiettivo non sa fare altro che ricorrere allo sviluppo di un comportamento: essere incondizionatamente dedicato a servire gli altri. Supponendo che, di fronte al potente "altro" (e per il CENTAURY gli altri lo sono sempre), la risposta appropriata è il chinarsi e sottomettersi. Anche se è poco autentico, ma non per questo vissuto come meno reale, pone chi è prigioniero di questo immaginario, in una posizione senza via d’uscita. In questo tipo di struttura, al di là dei dati biografici le esperienze intrauterine hanno svolto un ruolo significativo nella formazione del carattere.

Nel sollevare la storia di queste persone è piuttosto sorprendente la percentuale di quelli che hanno avuto madri che, al momento del concepimento, avevano una serie di motivi pratici per non desiderare la gravidanza, ma che, allo stesso tempo, inconsciamente speravano di realizzarla. Questa duplice disposizione ha agito in qualche modo sullo psichismo iniziale, provocando nel bambino una reazione di predisposizione alla confusione, all'ostilità e alla sottomissione. Un altro fatto è il ruolo paterno, o di un nonno, che durante la gravidanza hanno avuto un atteggiamento dominante sulla madre che è stata sgridata o a cui hanno spesso dato ordini. La donna rispondeva con timore alle parole dure e severe ascoltate o ai semplici sguardi di rimprovero, il suo cuore cambiava ritmo e il feto ha imparato questo primitivo schema di risposta al ritmo dei cambiamenti cardiaci, respiratori ed ormonali della madre.

Bisogna insistere sul fatto, talvolta dimenticato, che la qualità del rapporto tra la donna con il suo partner esercita un'influenza decisiva sulla vita del bambino, anche nel grembo materno. In questo caso particolare ciò che vive la donna è un legame fortemente minaccioso. Allo stesso modo, la pressione della costellazione familiare qui, come in CHICORY, è molto significativa, al punto che, normalmente, ogni personalità CENTAURY trova avi con comportamenti simili tra le precedenti generazioni.


Ricapitolando

Facciamo un riepilogo. Ai suoi inizi Bach presentò CENTAURY sotto il volto dell'Autocrate, tiranno, colui che esercita il potere su altri in un modo dispotico. E, la conseguenza della lotta per il potere, alla quale vengono consegnati, li conduce perdersi nella comprensione della "... misura della propria posizione e della propria importanza nel mondo." (Bach). In quell'epoca il creatore della Terapia Floreale ci ha dato una serie di segni con cui identificava questo tipo di personalità: rumorosi nel parlare e nel muoversi, desiderosi di attenzione, impaziente, esigenti con i dettagli delle loro esigenze e comfort, dominanti, assorbiti dai loro successi, di grande costituzione, carnagione colorata, tendenza a soffrire di pressione sanguigna alta e di malattie associate a questo sintomo.
 
Certo, questo elenco ci fa pensare alla corrispondenza, in alcuni dei loro tratti, con altri fiori precedenti come IMPATIENS, VERVAIN e CHICORY. Tuttavia, non passa molto tempo perché Bach metta sul tavolo un'altra prospettiva di questo fiore. In "libera te stesso", il disegno è diverso. CENTAURY sembra descrivere quelle persone di cui tutti gli altri si approfittano "... perché nella gentilezza del tuo cuore non ti piace rifiutare nulla." e che, inoltre, al contrario di VERVAIN " cedi per amore della pace, invece di fare ciò che sai essere giusto, perché non ti piace lottare..." alcuni dei suoi tratti sono allora i seguenti: passivi, desiderosi di servire gli altri, accettano che il mondo agisca su di loro, emotivi e sensibili davanti al mondo, privi di ego, preferiscono passare inosservati, di buon carattere, poco assertivi, piccoli, fragili, deboli, pallidi, pigri, languidi, non hanno forza, deboli, stanchi, occupano un territorio piccolo ma dominano quel territorio, hanno difficoltà a mantenere la loro volontà e lo scopo di fronte a persone autoritarie, mancano di autoaffermazione, hanno una grande capacità di attesa, negativismo, avversione a ferire gli altri, silenziosi, timidi, vergognosi, premurosi e gentili.
 
Fin qui la presentazione di queste due facce di questo tipo floreale. Cosa succede quando si prende questa essenza? Ci aiuta a metterci in piedi da soli, ci fa diventare lavoratori attivi e positivi, ci rafforza e sostiene la nostra volontà, ma in particolare ci offre la possibilità di scoprirci. E per questo bisogna ascoltare il cuore. "Nemmeno il miglior esploratore del mondo fa viaggi così lunghi come l'uomo che scende nelle profondità del suo cuore." (Julien Green).


Lo smarrimento

Lluis Juan Bautista ha scritto alcune linee su questo fiore che si uniscono a ciò che stiamo esplorando. Le condivido: "In CENTAURY è importante tener conto dell'ultima indicazione contenuta nei Dodici Guaritori e altri Rimedi: "possono trascurare la propria particolare missione nella vita ". In questo senso, CENTAURY è come se si fosse perso, come se non si trovasse, o meglio come se non si tenesse in considerazione, fino al punto che quando gli si chiede cosa vuole per lui, la sua risposta solitamente è che non lo sa. Curiosamente se al formulargli la domanda, lo facciamo con dei silenzi intermedi: " cosa è ciò che vuoi..., ora..., per te...", è solito rispondere con enfasi: “per me?”, o ci mette molto a rispondere. Visto che l'ultima parte della domanda "... per te ", lo ha lasciato sconcertato. Lo stato CENTAURY non dovrebbe essere confuso con lo stato VINE sconfitto o sbaragliato. Se due stati dominanti coincidono, rimangono solo due opzioni: o una lotta costante, cosa che non è possibile se ci sono molte differenze tra loro: di età, potere, ecc., o che uno di essi sia ritenuto sconfitto o battuto in attesa, in alcuni casi, della propria opportunità. Apparentemente lo sconfitto può sembrare sottomesso al dominante, o una persona che ammira molto l'autorità, e che rispetta un'autorità superiore. Un'attenta osservazione nel suo modo di agire quando non vi è alcuna pressione o dominio, ci rivelerà se tale sottomissione corrisponde veramente a uno stato CENTAURY o meno. In definitiva, non smette di essere una difficoltà con il potere, e in ultimo estremo con il proprio potere."
 
È interessante stabilire un legame tra la riflessione di Lluis Juan su CENTAURY  (in particolare per quanto riguarda lo stato emotivo di "perdersi"), con fiori come WATER VIOLET, VINE e VERVAIN che sembrano sapere, molto bene, ciò che desiderano.  Tre essenze che, da diversi livelli, danno la certezza di avere una certa sicurezza intorno alla direzione da seguire nella vita. Tuttavia, anche nel loro lato oscuro, condividono con CENTAURY la mancanza di orientamento. Ulisse, aveva perso la rotta nel voler tornare alla sua casa e, quel modo di essere errante, assomiglia al modo in cui VERVAIN si smarrisce nella vita: per lui, non sapere dove andare, è un'avventura in cui sempre trova motivi di godimento. Un modo molto diverso, quindi, da WATER VIOLET che, in una certa misura, lo fa al modo di Edipo, che è incoraggiato dal desiderio di trovare risposta alla domanda "chi sono io?", e invaso dal senso Tragico e introverso dell'esistenza.
 
Ma, CENTAURY , vive questa esperienza come Giasone, che durante tutta la navigazione verso il Vello d'Oro, è stato un marinaio inutile, frastornato e privo di ogni forza. Tutti noi ci perdiamo e tutti abbiamo bisogno di una mappa per direzionarci nella vita. E, dato che nessun smarrimento è uguale ad un altro, non servono le stesse mappe per tutti. Così, ogni essenza floreale è un tracciato diverso e ognuno deve trovare il suo. Tuttavia, ogni perdita è l'inizio di una scoperta, con ogni smarrimento si ritorna sulla strada con maggiore profondità e, lo smarrimento CENTAURY, in sostanza, consiste nell'adattarsi alle mutevoli architetture immaginarie dei precetti del dovere, invece di ascoltare il Bene che nasce dai dettami del cuore. Mi sembra che sia bene avere questo presente nel prescrivere CENTAURY .


Forza, fortezza e servizio

Se l’anima di un fiore si scopre nell'esperienza, a quale esperienza ci guida CENTAURY? L'anima che sceglie di incarnare una personalità CENTAURY, opta per un modo in cui tutto viene strutturato per essere un grande pannello dove segnare il punteggio di un incontro (vale a dire mancante di assertività), piccolo, debole, fragile e con un'importante mancanza di autoaffermazione. In modo che nascendo, quell'anima si riveste di una struttura che si presenta in questo modo. E qual è la ragione per cui manifestarsi in questo modo lo aiuterebbe? Una risposta possibile è: per sviluppare la forza.
 
Accanto alla prudenza, giustizia e temperanza, la fortezza è una delle quattro virtù cardinali della teologia cristiana, una volta sviluppata fa in modo che la persona sia in grado di sopportare e superare le avversità e gli ostacoli che si presentano nella propria vita e che si oppongono al bene e all'evoluzione della sua anima. In breve, la fortezza non permettere che la volontà sia guidata da qualcos'altro che non sia la cosa giusta. Da un altro punto di vista, è la forza che ci porta, a seguire un ideale nobile, correre rischi e avventure.
 
Detto così, ci si aspetterebbe che questa sia una virtù VERVAIN, come effettivamente lo è, ma sotto la forma di superare la paura senza cadere nella temerarietà. Per i cristiani, la fortezza consente lo sviluppo di un comportamento solido di fronte ai problemi, alle complicazioni e alle difficoltà, a perseverare nella ricerca del bene, a rinviare gli interessi personali per la difesa di una giusta causa. Tutto questo credo che si riflette in molte delle parole di Bach su questo fiore e credo anche che questo faccia parte dell'esperienza dell'anima di questo fiore. Sia VERVAIN che CENTAURY vanno a difendere le giuste cause, ma è molto diverso la testa dal cuore.
 
Non credo che sia in discussione il fatto che il servizio sia l'essenza della natura della personalità CENTAURY. Il problema consiste con cosa intendiamo per questo. Il servizio non è portare il carico altrui, ma aiutare l'altro a farsi carico e a diventare responsabile del proprio. Servizio non è sperare di vedere i risultati, ma essere indipendenti dal frutto delle nostre azioni. Il servizio non è sacrificarsi per l'altro, né salvarlo. Servizio non è un dovere ma una risposta onesta che nasce dal cuore e che spesso significa dire di no e mettere dei limiti. Servizio non è essere a disposizione degli altri incondizionatamente, o rinviare i nostri interessi per gli altri.
 
È amore, custodia e assistenza come un atteggiamento di vita ma non per dovere, comando, per piacere gli altri, fare buona impressione, dare un’immagine responsabile. Il vero servizio non implica la negligenza o trascuratezza di se stessi. Nel corso della storia, l'umanità ha tentato di fornire il servizio attraverso la religione ed è caduta nell'inquisizione, la politica e si è precipitati nelle dittature, la scienza e ha generato dogmatismo e distruzione, la spiritualità e si è perso nel "Redentorismo", così ha fallito nei suoi tentativi. È che il vero servizio nasce dall'amore e da nessun'altra parte.
 
Non è eroismo, ma conciliazione. Noi terapeuti facciamo servizio e, spesso, diamo troppo di noi stessi e ci dimentichiamo di alimentare le nostre esigenze. Allo stesso modo, una scienza senza coscienza è destinata a produrre ricchezza ma non felicità, una terapeutica senza anima potrà curare ma non sarà mai guaritrice. Il suo servizio sarà solo un lavoro, non una vocazione. CENTAURY , tra le altre cose ci insegna questo: il servizio come una pratica di amore.


Applicazioni e conclusione

Come alla fine di ogni fiore, alcuni di voi mi chiedono le applicazioni e, come in ogni occasione, credo di averle date nel corso della descrizione. Tuttavia, vi dirò quelle che emergono alla mia coscienza: ogni forma di dipendenza, rimanere in un rapporto di coppia per i figli quando il desiderio è separarsi, spossatezza, emorragie, mancanza di energia, non pensare alle proprie esigenze , lasciarsi dominare o imporre da persone autoritarie o con autorità, eccessivo e ansioso desiderio di aiutare gli altri ancora a costo del proprio benessere, mancanza di amore verso se stesso, mancanza di determinazione e volontà, influenzabili, necessità di essere accettati, incapacità di dire di no e  mettere limiti, persone molto influenzabili, masochismo, sottomissione, lasciarsi maltrattare, rimanere nell'aspettativa dei desideri degli altri, cerca di interagire con persone forti.
  
Ci sono altri sintomi che mi sembrano interessanti segnalare separatamente: timidezza, vergogna, repressione che, forse ci parlano non solo di una persona che ha paura dell'autorità o di autoaffermarsi, ma che è pressato da timori legati a questioni sessuali. Ma, come sappiamo dietro al temuto si cela il desiderato, e questo spiega il motivo per cui CENTAURY , tra l’altro, è un chiarificatore dei nostri desideri erotici che questo tipo di persona lascia trapelare e reprime.
  
Walt Whitman, in un pezzo di " Foglie d'erba ", dice: " Colui che cammina una sola lega senza amore, / cammina vestito verso il proprio funerale. / Ma, tutto sarebbe insufficiente se mancasse il sesso che lo contiene tutto..." Anche se Whitman mi piace, penso che per chiudere questa riflessione su CENTAURY sia più appropriato una poesia di Charles Bukowski, preso dal suo libro"Il cuore che ride ", che è un insegnamento poetico sul lavoro di questo fiore.
  
“La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano
nella cantina dell'arrendevolezza.
Stai in guardia.
Ci sono delle uscite.
Da qualche parte c'è luce.
Forse non sarà una gran luce ma
la vince sulle tenebre.
Stai in guardia.
Gli Dei ti offriranno delle occasioni.
Riconoscile, afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma
puoi sconfiggere la morte
in vita,
qualche volta.
E più impari a farlo
di frequente,
più luce ci
sarà.
La tua vita è la tua vita.
Sappilo finché
ce l'hai.
Tu sei meraviglioso
gli Dei aspettano di compiacersi in te.”
 
Scritti tratti da https://www.facebook.com/eduardohoracio.grecco?fref=ts   10/5/2017
Liberamente tradotto da Antonella Napoli - Le parti in neretto, i titoli e la formattazione non sono dell'autore, ma le ho inserite per una più veloce e scorrevole lettura



Dr.ssa Antonella Napoli, Psicologa e floriterapeuta, P.I. 001355428886
Torna ai contenuti