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Bontà, indifferenza ed Equilibrio (Clematis 2/3) Eduardo H. Grecco - Fiori per l'anima

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Bontà, indifferenza ed Equilibrio (Clematis 2/3) Eduardo H. Grecco

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Eckhart Tolle dice che " non possiamo costringerci a diventare buoni sforzandoci di esserlo, ma trovando la bontà che dimora in noi per farla uscire". Secondo Bach spetta a CLEMATIS svolgere questo compito, visto che non nasciamo buoni. Per un'assoluta necessità di sopravvivenza, la nostra prima tendenza naturale è l'egoismo. Essere buoni è fare del bene, procedere verso la giustizia, ma è anche essere indulgente verso l'altro. " la bontà è, in questo modo, quell'atteggiamento che esalta ciò che già esiste di buono nell'altro". (Mario Satz).

È curioso che Bach, contrastando le polarità, che da secoli l'etica andava sostenendo, affronta la bontà non con la malvagità, ma con l'indifferenza. L' indifferenza, è uno stato affettivo nel quale cadiamo spinti da altri o da circostanze avverse della vita, in questo caso specifico, per la perdita di tutto quello che si amava. Dice Bach, su CLEMATIS: “Non hanno grande attaccamento alla vita, che per loro non rappresenta granché. Mostrano poca resistenza alla malattia e sembra che non abbiano paura della morte, né che desiderino migliorare. Sono tranquilli, calmi, rasse­gnati alla malattia, non per paziente coraggio, ma per indifferenza. "
 

Una delle più belle descrizioni sulla indifferenza che ho letto, la fornisce il maestro Mario Satz: " Sprovvisti di ogni interesse, gli indifferenti sono esseri che hanno speso i loro doni di partecipazione cordiale e calorosa e mancano di risparmi che supportino le spese che contengono i momenti interessanti”. E questa prospettiva, sommata a quella di Bach, ci mostra, da una parte, che l'indifferenza ci allontana della solidarietà e che, dall'altra, si differenzia, significativamente, del distacco.

È vero che, il rifugio nella fantasia, pone CLEMATIS come bloccato in un certo luogo individuale, nel quale, gli altri quasi non esistono per lui e lui quasi non esiste per gli altri. Il suo desiderio è voler stare con quelli che sono andati " vi sorprende che voglio andare? Vedete, ho concentrato i miei pensieri sulle cose terrene, sulle persone terrene e loro se ne vanno, allora volevo seguirli. Voglio solo prendere il volo e stare dove stanno loro." (Bach), e questo è uno dei motivi per cui, CLEMATIS, più che voler morire desidera smettere di vivere. Ma, tuttavia, si tratta di una fuga dalla vita, più che un incontro con chi è rimpianto nella fantasia. La sua idealizzazione fantasmagorica non è una collisione che è utile a dare ragioni per interessarsi a vivere, come accade in VERVAIN, dove la chimera è una fuga "verso la vita", con il desiderio di imporre condizioni e l'utopia di un mondo da costruire.

 
A volte non siamo abbastanza chiari nello spiegare alcuni aspetti di CLEMATIS. L'immagine che quasi tutti i libri di "Fiori di Bach" trasmettono, è di una persona persa nella fantasia come se vivesse su una nuvola, scollegata dalla realtà. Tuttavia, ci sono alcuni lati di questa personalità che ci fanno guardare le applicazioni di questo fiore da posti molto diversi da quelli con cui, solitamente, si identifica. Nel 1931, Bach porta alla luce un interrogativo in "Alcune considerazioni fondamentali sulla malattia e la guarigione " in cui mette, come archetipo di CLEMATIS, "L' estatico".

 
Questo nome fa riferimento a qualcuno che vive in modo frequente, in estasi. Immagino che Bach usa questa immagine nel senso di riferirsi ad una persona confusa, preda dell’irrealtà, che si dimentica di tutto il resto, alienata nel suo mondo e dormiente. Seguendo quell’idea Bach commenta, nel testo citato, che quel fiore è "Per coloro che si fanno governare dai sogni, che vivono   negli ideali, ma fanno poco sul piano pratico. Spesso amano i libri e si   perdono nelle letture, specialmente in gioventù". Tuttavia, più avanti, aggiunge qualche riga particolarmente curiosa: "Si lasciano trascinare da movimenti patriotti­ci o religiosi, facendosene assorbire momentaneamente e trascurando i loro doveri ordinari. Sposteranno rapi­damente la loro attenzione da un progetto all’altro "

Caspita, un CLEMATIS eccitato o precipitoso? Un CLEMATIS instabile? In questo stesso libro Bach ci parla di sette principi: Potere, Conoscenza intellettuale, Amore, Equilibrio, Servizio, Saggezza e Perfezione spirituale e aggiunge che "gli errori in ciascuno dei sette principi produrranno i seguenti tipi:
1. Potere: Tiranno Autocrate Sensazionalista
2. Intelletto: Mago Distruttore Mordace
3. Amore: Inquisitore Odio Rabbia
4. Equilibrio: Estatico Banderuola Isterico
5. Servizio: Farisaico Egoista Vanitoso
6. Saggezza: Agnostico Stolto Buffone
7. Perfezione Spirituale: Entusiasmo Puritano Monaco
"

Bach collega, allora l’Estatico con CLEMATIS e chiaramente attribuisce a questo archetipo, la virtù o principio dell'equilibrio, punto che si rafforza quando lo mette nella stessa linea (vedi tabella) del banderuola e dell’isterico o quando afferma che è " il rimedio che fornisce stabilità...". È singolare come, allora, approfondendo gli scritti di Bach, si trovano perle cliniche come questa.
 

Le riflessioni di E.H. Grecco su Clematis:

Scritti tratti da https://www.facebook.com/eduardohoracio.grecco?fref=ts Liberamente tradotto da Antonella Napoli - Le parti in neretto, i titoli e la formattazione non sono dell'autore, ma le ho inserite per una più veloce e scorrevole lettura

5/2017

 
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