La floriterapia solo come effetto placebo? (Antonella Napoli) - Fiori per l'anima

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La floriterapia solo come effetto placebo? (Antonella Napoli)

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La floriterapia è solo "acqua fresca"? Ciclicamente viene pubblicato un articolo sui quotidiani che ci spiega come non ci sono dati scientifici sulla efficacia di molti rimedi complementari, proprio perché in studi chiamati "a doppio cieco" non ci sono risultati apprezzabili sulla validità di questi prodotti rispetto al placebo, all'acqua .

Ma allora perché è in continuo aumento il numero di persone che utilizza prodotti complementari se veramente non c'è un riscontro reale? E' veramente solo una moda o un buon autoconvincimento? Ognuno si può e si deve fare la propria opinione in merito, ma credo che sia giusto capire come mai c'è questa diversità di pensiero così estrema, e perché i punti di vista sono opposti e probabilmente non potranno mai coincidere, almeno fino a quando verrà utilizzata questa metodologia di studio .

Che cosa significa effettuare uno studio in "doppio cieco"? Raccolgo la definizione dal sito di elettra2000: "La tipica metodologia di indagine clinica in doppio cieco prevede che metà dei pazienti sia sottoposti ad un trattamento con una strumentazione funzionante (gruppo attivo), di cui si intende valutare la effettiva efficacia terapeutica, l'altra metà sia trattata con una apparecchiatura non-funzionante (gruppo placebo) ma assolutamente indistinguibile da quelle funzionanti . La assegnazione dei pazienti ad uno dei due gruppi, attivo o placebo, viene attuata in modo casuale (random) . Il paziente entra nello studio dopo aver dato il consenso; il paziente non può sapere se lo strumento che utilizza è o meno funzionante . Anche gli operatori sanitari coinvolti nello studio non conoscono lo stato attivo o placebo dell'apparecchiatura, da qui il termine doppio cieco . La tecnica del doppio cieco si propone di evitare che pazienti ed operatori sanitari possano influire anche inconsciamente sul risultato dell'indagine clinica . Ad esempio un paziente che sa di utilizzare uno strumento placebo è certamente meno motivato ad aderire scrupolosamente al protocollo di studio . Infine il sapere quali fossero gli strumenti attivi potrebbe influenzare inconsciamente il ricercatore nella valutazione dei risultati indipendentemente dalla sua obbiettività ."

A livello pratico vuol dire che per studiare, per esempio, l'efficacia di un medicinale sulla depressione, si prenderanno un tot persone volontarie . A metà di loro verrà dato il principio attivo che si vuole sperimentare, per esempio la Fluoxetina (es . Prozac), all'altra metà verrà dato un placebo, ovvero una sostanza senza principi attivi (potrebbe essere acqua) . Né il paziente, né il medico sanno se alla persona verrà data la sostanza attiva o il placebo . Si studiano i risultati e si vede se c'è una percentuale di miglioramento nettamente superiore tra le persone che hanno assunto la sostanza attiva rispetto alla sostanza placebo .

La stessa cosa viene fatta se si vuole sperimentare per esempio i fiori di Bach . Parliamo di depressione, scegliamo un fiore che cura la depressione e facciamo la stessa sperimentazione a "doppio cieco" . Cosa risulterà? Ve lo posso già dire io prima di fare la sperimentazione: non saranno riscontrabili differenze significative tra il placebo ed il fiore . Certamente sarà così, ma non perché la floriterapia non funziona, ma perché non funziona il sistema di prescriverla in base ai sintomi . Che fiore scegliereste per l'esperimento in "doppio cieco" su 100 persone che soffrono di depressione senza averle mai viste? Sarebbe una buona scelta Mustard, oppure sarebbe meglio Gentian? Ma semmai potrebbe essere qualche cosa di cronico che ha bisogno di Gorse, o qualche cosa di estremo che ha bisogno di Sweet Chestnut? E se invece fosse uno stato che necessita Wild Rose?… . E potrei andare avanti con tanti altri fiori .

La medicina ufficiale usa sostanze che hanno molecole che vanno a modificare la fisiologia del corpo umano . Per esempio per la depressione si usano sostante che inibiscono, a livello dei recettori nervosi presinaptici, il riassorbimento della serotonina  . In pratica, viene aumentata la disponibilità della serotonina, uno dei principali neurotrasmettitori del sistema nervoso umano, negli spazi deputati alla trasmissione nervosa (sinapsi) . In un preparato floriterapico non ci sono sostante attive o molecole che possono modificare sempre e comunque qualche processo fisiologico .

La floriterapia NON è SINTOMATOLOGICA!!

Se usiamo la floriterapia sotto un profilo meramente sintomatico, non farà effetto . Così come altre terapie complementari i fiori vengono consigliati in base alla personalità di chi si rivolge al professionista . Quindi se vengono 5 persone diverse è molto probabile che avranno bisogno di 5 composizioni di fiori diverse, pur soffrendo tutte della stessa sintomatologia . Semmai uno stato depressivo ha bisogno di un fiore che non ha apparentemente nulla a che vedere con la depressione . I fiori funzionano sempre, ma il problema è che funzionano solo se sono quelli di cui abbiamo bisogno . Se sono quelli giusti per noi in quel momento . Quindi diventa fondamentale la capacità di chi li consiglia e non si possono compilare protocolli o formulette che risolvano una sintomatologia a prescindere dalla persona che ha quel problema . E' per questo che la metodologia del "doppio cieco" non darà mai risultati soddisfacenti al mondo scientifico per questa tipologia di terapie . Ma è questa la forza della floriterapia: accorgersi che ognuno di noi è un mondo a se stante, e guardare la persona nella sua totalità, "curare il malato e non la malattia"

Di seguito riporto un articolo del Cicap ( Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) ed uno studio effettuato in Israele dove si evidenzia appunto la non possibilità di avere riscontri positivi in sperimentazioni a doppio cieco con i fiori di Bach .

La terapia dei fiori di Bach nasce negli anni Trenta per merito di Edward Bach (1886-1936), medico e inventore di questa pratica alternativa . Essa consiste nella somministrazione al malato di essenze di "fiori non coltivati di ordine superiore", così come li definisce Bach stesso, in grado di "riequilibrare l'intera persona e di purificare le carenze caratteriali che sono all'origine delle sofferenze umane" .Secondo Bach e i suoi sostenitori, infatti, ognuno di noi sarebbe un'entità da considerare non come singolo ma come la tessera di un ampio mosaico, la parte di un "tutto cosmico", a cui siamo collegati tramite la forza di una vibrazione comune . La malattia insorgerebbe là dove viene a mancare il collegamento della nostra personalità con il campo energetico cosmico, oppure dove si verifica un rifiuto del concetto di unità superiore e l'anima si trova ad agire in opposizione a essa . Ognuno dei Fiori di Bach (in totale 38) incorporerebbe un determinato concetto spirituale e, più precisamente, corrisponderebbe a una precisa frequenza di vibrazione .La frequenza della vibrazione della pianta adatta alla cura dei vari casi ristabilirebbe quindi la vibrazione che era venuta a mancare tra l'anima e l'io corporeo che avevano cessato di comunicare e, ristabilendo il flusso dell'energia cosmica, riporterebbe lo stato d'animo in un quadro positivo, portando alla guarigione . Questa teoria, essendo di carattere metafisico, non può ovviamente essere scientificamente giudicata . Da un punto di vista pratico la terapia consiste nell'assunzione di essenze di fiori, macerati al sole o bolliti, diluiti in una miscela di acqua e brandy (utilizzato probabilmente come conservante) .Non esistono però sperimentazioni rigorose che consentano di osservare un'efficacia della terapia dei Fiori di Bach non imputabile all'effetto placebo .Uno dei pochissimi studi compiuti in Italia su questo genere di terapia è stato effettuato a Padova con la collaborazione del prof . Luigi Garlaschelli del CICAP .Il lavoro in questione è una tesi sperimentale del dott . Edgardo Brun dal titolo: "L'efficacia della floriterapia nel trattamento di disturbi psicologici: un esperimento in doppio cieco" . Come dice il titolo stesso si tratta di una sperimentazione condotta su un gruppo di pazienti affetti da disturbi di carattere psicologico (soprattutto ansia e depressione) . Dall'analisi dei dati risulta che non sono riscontrabili differenze di alcun tipo tra i malati trattati, in doppio cieco, con i veri Fiori di Bach e quelli curati con il placebo .
Maurizio Rondanini (tratto dal sito del Cicap )
Da Pubmed:
Bach flower remedies used for attention deficit hyperactivity disorder in children--a prospective double blind controlled study . Eur J Paediatr Neurol . 2005;9(6):395-8 . Epub 2005 Oct 27
Pintov S, Hochman M, Livne A, Heyman E, Lahat E .
Integrated Medicine Department, Assaf Harofeh Medical Center , 70300 Zriffin , Israel  .

OBJECTIVE: To evaluate the effectiveness of Bach flower remedies in the treatment of children with attention deficit hyperactivity disorder (ADHD), in a double blind prospective controlled study . METHODS: Fourty Children with ADHD, aged 7-11 years, diagnosed according to the DSM criteria, were randomised to Bach flower remedies or placebo treatments for a period of 3 months . Children's performance was evaluated by the teacher before commencement of treatment and subsequently each month during the study period . RESULTS: Bach flower remedies have no statistically significant effect when compared to placebo in the treatment of children with ADHD . There was a significant correlation between treatment duration's and improvement of performance, with no difference between the treatment group compared to the placebo . CONCLUSIONS: There is no statistically significant difference between the effects of Bach flower remedies compared with placebo in the treatment of children with ADHD .


Dr.ssa Antonella Napoli, Psicologa e floriterapeuta, P.I. 001355428886
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